Bernt Johansson fa il diavolo a quattro con Edwards in modalità stopper

Per celebrare il sessantennio, il Giro dell’Emilia si conclude nella centralissima Bologna, tra le classiche due ali di folla plaudente.
Vince in solitaria Mario Beccia, un ciclista effervescente, famoso per le sue fughe e per la sua sfrontatezza in gara, lui non ha timori reverenziali e stavolta ha avuto ragione.
Beccia vince perché tutti corrono su Moser e perché i nostri big per l’ennesima volta si fanno i dispetti in corsa.
Alfio Vandi, per un giorno coraggioso, attacca lontano dal traguardo,sulla rampa di Madonna dei Fornalli.
Insiste da solo in avanscoperta, ma viene raggiunto da Johansson e Edwuards.
Sul Monte Calvo lasciano il gruppo De Muynck e Beccia, gli altri, Moser, Baronchelli e Saronni stano a guardare.
Vandi cede sull’ultima rampa e le due coppie si fondono già n Bologna, Beccia e Edwuards hanno l’alibi per non tirare: aspettano Moser.

 

 

 

Poi Beccia scatta a quattro chilometri dalla meta e va a vincere, scatenando le ire del clan di Johansson e del clan di De Muynck, che promettono di farla pagar cara a Moser in un prossimo futuro. La Sanson ringrazia e replica: “hanno sempre sfruttato il nostro lavoro, adesso proviamo noi a sfruttare quello degli altri”.
Beccia intanto si volta, una, due, tre volte indietro, poi alza le braccia al cielo. A 22 anni vince la sua prima classica in carriera.

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