Di Marco Pasquini
Ah La Chianina
! No tranquilli, non sto parlando della bistecca più famosa al mondo, ma di una manifestazione dedicata alle biciclette d’epoca, che rivive ogni anno nella meravigliosa Val di Chiana, e in queste righe vorrei raccontarvi di un sogno, perché i sogni a volte ci aiutano a vivere meglio e se poi proviamo a condividerli con un sorriso, magari potrebbe capitare che si avverino , e crederci non costa nulla, ed ora calma…. andiamo con ordine.

Quel 19 giugno nella piazza di Cortona

La Chianina l’ho vissuta per la prima volta nel 2016 e devo ammettere di essere rimasto letteralmente affascinato da quei luoghi incantevoli e da quella gente straordinariamente accogliente e gioviale.

Il cuore della Chianina è Marciano, l’anima de La Chianina sono quelle persone che hanno trasformato una terra paludosa e malsana, in un paradiso fertile e rigoglioso, insomma sono persone speciali.
Da Marciano della Chiana, in quel giorno di metà giugno si partiva tutti insieme alla volta di Cortona, una cittadina arroccata sulla collina, si proprio quella collina a cui il paroliere Franco Migliacci dedicò la canzone “Che sarà” cantata poi dai Ricchi e Poveri e da Josè Feliciano….il famoso “paese mio che stai sulla collina” appunto.

Il sogno accennato, nasce proprio pedalando verso quella dolce ascesa che porta al centro storico, e così salendo, non ho potuto fare a meno di immaginare quante volte Lorenzo Jovanotti, risaputo ciclista ed indigeno cortonese D.O.C.G. l’avesse pedalata quella salita.
Da lì, l’idea di trasformare il sogno in un racconto, e di far scendere in piazza il Jovanotti musicista per festeggiare con gli amici eroici sotto gli occhi gioiosi dei Chianini.

Questo racconto vuol essere un mio personale omaggio agli amici de La Chianina.

 

 

Jovanotti, abitante di Cortona.

In questa giornata di metà giugno Jovanotti ha lasciato per un momento i suoi strumenti, le sue caleidoscopiche musiche, si è affacciato alla finestra aperta sulla via del borgo vecchio e vede passare le vecchie bici.

Lui ama la bici. Di recente ha comprato una specialissima e ogni volta che ha un

po’ di tempo si dedica al ciclismo. Ha viaggiato tanto in giro per il mondo con

lei, è la sua compagna fedele. Il viaggio in Medio Oriente, quello in Sub

America; quanti ricordi, e ancora quello che verrà prima di tornare a New York.

La bellezza della bicicletta, ma anche qualche dolore, come il braccio rotto

poco prima di partire per il tour. Ripensa alla bella bicicletta nera che è

apparsa insieme a lui sulla copertina di SportWeek qualche stagione fa.

In lei c’è sempre, come nella musica, quel battito infinito che porta ad un

sorriso.

Nel vedere queste vecchie bici, questi ciclisti di ogni età con maglie di lana,

è preso dalla voglia, dall’entusiastica partecipazione, di entrare in quel

mondo. Del resto la bicicletta è trasporto, non solo fisico, è complicità. Jovanotti non ci pensa due volte e scende in strada. Saluta e viene salutato. Stringe tra le mani la sua chitarra e improvvisa qualche pezzo al ristoro nella piazzetta dietro l’angolo.

Jovanotti, abitante di Cortona, è curioso di capire tutto delle vecchie bici che sono appoggiate in ogni dove. Il biciclo è il più appariscente, lo vorrebbe provare,ma è troppo alto per non rischiare una caduta. Non resiste però all’idea di accompagnare i ciclisti per un tratto di strada, almeno finché il percorso della Chianina, la corsa vintage, resterà su asfalto. Torna in piazza, non più con la chitarra ma con la sua bici fiammante. Non più il musicista da folle oceaniche negli stadi,
non più il vulcanico, tecnologico e sorridente intrattenitore, ma solo un ciclista.

I CHIANINI

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