A cura di Alessio Stefano Berti.

Quando alla bellezza della fatica e al gusto dell’impresa si aggiunge una giornata da tregenda con pioggia battente, freddo e nuvole basse, allora quella fatica e quell’impresa assumono un volto quasi mitologico, ed inaspettatamente magico.
San Candido, Alta Val Pusteria, trecentocinquanta eroici ai nastri di partenza per la terza edizione di Eroica Dolomiti.

foto. Paolo Penni Martelli

Un autentico salto nel tempo, quasi una proiezione a ritroso, in quella tappa delle Tre Cime del 68.
Una giornata davvero tremenda dal punto di vista meteorologico, e il solo pensiero di dover pedalare a quelle altezze e con quella pioggia ci si aspettava di vedere facce cupe e spaventate, invece quel che è veramente strano è il fatto che alla partenza e sul percorso si sono visti solo fatica e sorrisi, corpi bagnati e sguardi fieri, consapevoli di esserci per vivere un momento davvero importante, in una giornata dai toni epici, che resterà nella memoria dell’anima per molto tempo.
Una macchina organizzativa tecnicamente perfetta, un’accoglienza straordinaria e tantissimo calore umano in una giornata da lupi.
Non è stata una gara ma una grande impresa, tra fango, fatica e sudore.

La pioggia, toglie energie e indurisce le gambe ma ti restituisce tanto, anzi molto di più con la bellezza delle imponenti Dolomiti e il paesaggio unico, passo Cimabanche e Cortina D’Ampezzo, la regina delle Dolomiti, che offre una vista mozzafiato su cime maestose come  le Tofane, il Cristallo e il Faloria… Magia allo stato puro.
Eroica Dolomiti a  un passo dal cielo!

 

Foto Paolo Penni Martelli

Il Bista verso passo Tre Croci

Damiano Cunego alla partenza

Foto Paolo Penni Martelli

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