Fate la pace e non la guerra, ma soprattutto andate in bicicletta. E portate le biciclette che hanno fatto la guerra e poi la pace nei musei. Al Museo della Guerra e a quello delle biciclette. Come vuole Francesco Moser, uno che con le biciclette ha conquistato il mondo. In pace.

Ciclismo – Cultura – Pace – Trentino: cosa lega queste parole? Una, anzi due biciclette. E un campione come Francesco Moser che mercoledì 2 maggio 2018, a Villa Maso Warth di Gardolo Trento, nella sala degustazione della sua Cantina ha ospitato un evento speciale.

Un evento fatto di gente di pace e di biciclette ideato dal giornalista Diego Decarli. Presenti fra gli altri,  Aldo Moser  (il fratello maggiore),  Camillo Zadra, direttore del Museo di Rovereto, Federico Milan direttore dell’Apt di Rovereto Vallagarina e Dario Broccardo, presidente della Federciclismo Trentino. Qui, nel piccolo grande museo della bicicletta che raccoglie i cimeli di una carriera incredibile,  quella di Francesco Moserissimo, è accaduto dunque qualcosa di speciale che sancisce l’avvicendarsi di un sacco di eventi legati al ciclismo aspettando la tappa del Giro d’Italia e anche oltre, volendo, per arrivare a luglio alla ciclostorica la Moserissima, organizzata dall’Apt di Trento Bondone. E ritorno.

Al Museo di Moser, accade dunque che arriva, nell’anno che segna il centenario della conclusione della GrandeGuerra,  uno scambio temporaneo fra biciclette mitiche, perché la storica Bianchi di 101 anni, compagna di tante avventure per i bersaglieri impegnati sui campi di battaglia della Prima Guerra mondiale, cede il posto alla bicicletta usata da Francesco Moser per il record dell’ora stabilito al Vigorelli di Milano nel 1986.

Tutto questo grazie alla collaborazione e sinergia tra il Museo della bicicletta Francesco Moser e il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto con lo scambio di questi due preziosi cimeli, protagonisti di un evento promosso in occasione di due grandi manifestazioni trentine: la 91.a Adunata nazionale degli Alpini a Trento (11-13 maggio) e la Cronometro del Giro d’Italia Trento-Rovereto (22 maggio) con tutta una stie di eventi collaterali che rendono ancora più speciale l’attesa della tappa della Corsa Rosa 2018.

Gli Alpini avevano un asino, i bersaglieri una bicicletta: per questo ho fatto il bersagliere – ha scherzato Francesco Moser entusiasta di questa iniziativa –  Mi fa molto piacere che la bici prestata sia quella del record di Milano, perché ci sono dei collegamenti veri. Ero infatti un bersagliere proprio a Milano in Compagnia atleti e dalla Caserma dei ciclisti ci faceva compagnia la fanfara che faceva suonare tutto il giorno le trombe e ci faceva compagnia! Conservo ancora il cappello da Bersagliere...

Per venti giorni – in occasione dell’Adunata nazionale degli Alpini Trento 2018 e della tappa del Giro d’Italia a cronometro Trento / Rovereto – dunque i due Musei sono coinvolti in un inedito scambio di cimeli ciclistici.

Il direttore del Museo di Rovereto Camillo Zadra ha detto fra l’altro:  Il nostro vuole essere un omaggio a un pioniere della bicicletta in Italia. Proprio a Milano nel 1885 Edoardo Bianchi creò una delle prime aziende costruttrici di biciclette in Italia e la bicicletta usata dal Bersaglieri dell’Esercito italiano, dalle linee ancora modernissime tanto da assomigliare a una City bike di oggi, è stata proprio prodotta nel capoluogo lombardo. Ci è parso quindi naturale sostituirla a Rovereto con la speciale bicicletta protagonista del Record al Vigorelli.

La bicicletta da record di Francesco Moser sarà esposta nel restaurato torrione Malipiero, al Castello di Rovereto, sede del Museo della Guerra. Mentre la Bianchi è già parte della collezione speciale nel Museo di Moser a Villa Maso Warth, sede della nota cantina trentina, arricchita dal cappello di bersagliere usato proprio da Francesco.

Questo insolito evento rappresenta una delle centinaia di proposte legate all’Adunata degli alpini e al Passaggio in Trentino del Giro d’Italia. I due cimeli sono capisaldi della storia della bicicletta pur divisi da settant’anni di storia: ne emerge appunto un rapporto nuovo che lega Ciclismo – Cultura – Pace – Trentino proprio nell’anno che segna il centenario della conclusione della Grande Guerra.

 

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