Dove è finito il mondo globalizzato che vuole vacanze comode? È finito in bicicletta. Abbandonate le comodità della crociera, per muoversi e provare esperienze uniche il nuovo turista sceglie le due ruote. E lo fa sempre più convinto, sapendo di non essere il solo.

Secondo Fiab, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, una organizzazione non a scopo di lucro, il target dei turisti in bicicletta regista un dato continuamente in crescita. Il trend positivo italiano riflette sostanzialmente quello europeo che secondo le ricerche effettuate da Studio Ambrosetti per Confindustria ANCMA in Europa vale 44 miliardi di euro, ben al di sopra dell’indotto del mercato delle crociere che è di poco superiore ai 39 miliardi di euro.

In Italia si stima che il potenziale di ricaduta abbia un valore di 3,2 miliardi di euro, a tutto vantaggio dell’economia dei singoli territori e, in primis, delle strutture ricettive in grado offrire un’accoglienza ad hoc ai turisti sulle due ruote, accompagnata da proposte enogastronomiche di qualità.

Ma che tipo è questo turista in bicicletta? Nel mese di giugno 2017 una ricerca di mercato condotta da ESP GroupM Consulting e Sinottica TSSP ha fornito un interessante identikit dell’italiano appassionato di due ruote. L’indagine dice che il 10,4 % degli italiani è attratto dallo sport. Di questo popolo di quasi 5,5 milioni di persone, il 18,4% prende la bicicletta almeno una volta a settimana. A praticare regolarmente ciclismo e mountain bike con regolarità sono 2 milioni di ciclisti sui 23,6 milioni di sportivi abituali (oltre l’8 per cento). Ed è grazie a loro che il ciclismo diventa uno dei 5 sport più praticati in Italia.

Entrando più nel dettaglio delle due ruote, l’analisi ci dice che sul fronte agonistico la bici da strada occupa la leadership con il 54% battendo la MTB che si attesta al
38,3 %.

La situazione curiosamente si capovolge nel settore turistico, dove secondo il monitoraggio di Eurac Research – che censisce l’uso della bici sull’arco alpino per fini turistici – si registrano 18,7 milioni di presenze di ruote grasse contro 15,7 milioni di persone che preferiscono la bici da strada.

Con la classica bici o con una fuoristrada o addirittura con una moderna scatto fisso ci sono mete turistiche, ad altissima vocazione ciclistica, come il Santuario della Madonna del Ghisallo di Magreglio, siamo in Lombardia, sopra a Como, dove si vive da sempre di turismo (anche quello sacro) in bicicletta.

Come spiega Carola Gentilini, direttrice del Museo del Ghisallo: Abbiamo chiuso in questi giorni la nostra undicesima stagione museale (riapriremo a marzo) segnando il record di visitatori: 13.000 quest’anno! I tre mesi più intensi ed emozionanti sono stati marzo alla riapertura, maggio (con le iniziative sul Centenario del Giro) e ottobre, mesi in cui abbiamo capito che per promuovere la casa del ciclismo come voleva Magni dobbiamo creare occasioni diverse e coinvolgere target anche diversi per rendere sempre più attivo e vivo il nostro museo. La particolarità nostra del resto è questa: siamo fortemente legati alla storia e ai cimeli del ciclismo, di tutti i campioni, ma anche vogliamo essere proiettati in avanti, come vuole lo sport della bicicletta, per tenere viva la passione per le due ruote, che ha tante facce ed è affascinante proprio per questo.

Oggi il turismo in bici insomma coinvolge ogni tipo di luogo, dalla pianura alla collina, alle città anche alcune che si scoprono inaspettatamente bike friendly, come Milano, che ha capito il potenziale di questo antico-nuovo mezzo di conoscenza di un posto.

Guarda qui l’intervista realizzata a Carola Gentilini, direttrice del Museo del Ghisallo di Magreglio, in occasione del corso di formazione organizzato dal Ced (Centro di documentazione giornalistica sul mobile journalism in Italia che si è tenuto a Milano, in due giornate di formazione promosse da Unicredit con il giornalista Nico Piro ed il Filmmaker Enrico Farro.

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