Ci sono storie che finiscono con un lieto fine come quella della Mostra Alessandria Città delle Biciclette. Il suo lieto fine è  che proprio quella rassegna di successo, chiusa ufficialmente il 10 luglio del 2016, esattamente un anno dopo e dopo essere passata al Museo del Ghisallo, nel mese di maggio, fra gli eventi speciali per le 100 edizioni del Giro, non solo non finisce, ma anzi continua per sempre. Perché diventa un Museo!

Diventa infatti un Museo che la ospiterà in un nuovo allestimento (i lavori sono iniziati) come rassegna permanente, in un luogo che continuerà a catalizzare cimeli, racconti, iniziative dal prossimo autunno in poi. Ad Alessandria Città delle Biciclette. Si tratta, come è stato detto in una conferenza stampa organizzata in Camera di Commercio, ad Alessandria,  di un coraggioso atto d’amore per la bicicletta da parte delle istituzioni che hanno destinato un piano del bellissimo Palazzo del Monferrato di Alessandria, in pieno centro storico, alla passione delle due ruote…

Nel 2017 si celebra in tutto il mondo il duecentesimo anno di storia ufficiale della bicicletta. La bicicletta, come mezzo di mobilità sostenibile, ma anche come prodotto di design, sta conoscendo in questi anni una rinnovata attenzione, arrivando a vivere quello che è stato definito una sorta di rinascimento.

Con queste parole il presidente, Gian Paolo Coscia, ha annunciato la volontà della Camera di Commercio di dar vita a un nuovo museo cittadino: il Museo Alessandria Città delle Biciclette, che sarà ospitato presso il terzo piano di Palazzo del Monferrato.

Consapevole di questa nuova cultura delle due ruote, nel 2016 la Camera di Commercio in collaborazione con il Comune di Alessandria ha dato vita a un progetto di riscoperta, denominato Alessandria città delle biciclette e a una mostra che si è svolta nella primavera dello stesso anno negli spazi espositivi di Palazzo del Monferrato.

Da marzo a maggio 2017 una versione più sintetica di quella mostra è stata ospitata al Museo del ciclismo del Ghisallo a Magreglio (in provincia di Como), nel contesto di un gemellaggio realizzato con il più importante dei musei di settore a livello italiano. Il successo di queste manifestazioni, risultato superiore ad ogni aspettativa, ha spinto gli amministratori dell’ente camerale a lanciare una nuova sfida e a prospettare un allestimento stabile in forma museale a Palazzo del Monferrato in Alessandria.

Dalla mostra al museo – L’idea progettuale di un museo denominato Alessandria Città delle Biciclette è nata dunque dal successo della mostra, il cui percorso ha offerto un’inedita ricostruzione del ruolo rivestito dal territorio provinciale nella storia del ciclismo, dell’industria della bicicletta e del giornalismo sportivo.
Da Carlo Michel a Giovanni Maino, dalle Borsaline al Circolo Velocipedistico Alessandrino, dalla rivalità tra il tortonese Giovanni Cuniolo detto Manina e l’astigiano Giovanni Gerbi, soprannominato il Diavolo Rosso, fino alle vicende di campionissimi come Costante Girardengo e Fausto Coppi, la mostra ha raccontato la storia del ruolo centrale della provincia di Alessandria nelle origini del mito della bicicletta e nelle innumerevoli vite che ha avuto da allora.

Questo territorio, infatti, con le sue strutture, prime tra tutte il Museo dei Campionissimi di Novi Ligure e il compendio di Casa Coppi a Castellania, con i percorsi cicloturistici di collina e di pianura, con le manifestazioni ciclo-storiche e soprattutto con la presenza di un ampio numero di appassionati, può proporsi credibilmente per raccontare la straordinaria storia degli inizi e dell’affermazione dello sport delle due ruote in Piemonte e in Italia.

La Giunta della Camera di commercio, nella seduta del 4 luglio scorso, e su proposta del presidente Coscia, ha dato il via all’operazione-museo e ora si entra senza esitazioni nella fase esecutiva. E’ in atto da tempo – ha dichiarato Coscia – una riflessione tra noi sul miglior utilizzo di Palazzo del Monferrato. Credo che questa scelta d’uso rientri appieno nei compiti di una Camera di Commercio e possa rappresentare una risposta positiva e un oggettivo elemento di aiuto per rendere più vivo e attraente il centro storico della città.

Il progetto  – I materiali della mostra, insieme ad altri importanti reperti e testimonianze scoperti e segnalati nel frattempo, verranno organizzati in modo stabile secondo un percorso espositivo, in cui le tecnologie multimediali saranno accostate al fascino di cicli d’epoca e oggetti vintage. Sarà il racconto degli straordinari artigiani che nel corso del Novecento fecero della bicicletta una vera opera d’arte, dei grandi giornalisti che contribuirono alla nascita del giornalismo sportivo (come l’avvocato Eliso Rivera, di Masio, cofondatore della Gazzetta dello Sport), dei personaggi che lanciarono le due ruote come sport e come veicolo di grande popolarità, fino agli eroi del pedale che ne resero immortale il mito.

Il museo unirà la spettacolarità di moderne installazioni multimediali al carattere storico-scientifico di rivisitazione di un’epoca in cui davvero Alessandria divenne il fulcro del ciclismo nazionale, generatrice di passioni e trampolino di lancio di iniziative che hanno contraddistinto la storia del grande ciclismo.

Il progetto di massima è molto avanzato – ha dichiarato il segretario generale della Camera, Roberto Livraghisiamo già al lavoro destate per essere pronti in autunno. Il percorso museale racconterà la bicicletta come singolare sintesi di artigianato, tecnologia e progettazione, che ha generato negli artisti, negli scrittori e nei musicisti innumerevoli suggestioni, stimolandone la creatività e l’inventiva.

Il progetto si inserisce anche nelle azioni che la Camera di Commercio e gli enti ad essa collegati nel progetto Monferrato on tour stanno sviluppando per accrescere l’attrattività (turistica e non solo) del territorio.

La mostra del 2016 ha saputo creare anche un importante collegamento con i progetti di cicloturismo attualmente curati dalla Regione Piemonte (primo tra tutti quello denominato Piemontebike) e con le varie iniziative che il mondo delle due ruote realizza ogni anno in varie località. È intenzione della Camera valorizzare questa rete di collaborazioni, a partire naturalmente dal Circolo Velocipesti Alessandrino, che è stato ricostituito negli ultimi mesi del 2016.

Aree tematiche e progetti di collaborazione –  Il presidente Coscia ha spiegato che il percorso museale comprenderà varie aree tematiche che presenteranno ciascuna un argomento di particolare rilievo. Tra gli argomenti toccati: la figura di Carlo Michel, il ruolo del CVA, la nascita del giornalismo sportivo, la Pista, la storia della Maino, le figure dei campioni e dei campionissimi, l’industria della bicicletta in provincia. Biciclette d’epoca e cimeli resi disponibili da collezionisti e appassionati racconteranno anche il rapporto speciale che la città di Alessandria e i suoi abitanti hanno saputo costruire nell’arco di un secolo e mezzo con le due ruote.

In un’area dedicata il visitatore potrà avere anche l’opportunità di visionare alcune testimonianze-video di particolare rilievo per i collegamenti con i contenuti del museo. Il Museo sarà anche dotato di una piccola area dinamica, in grado di ospitare cimeli che non faranno parte a titolo stabile delle collezioni, ma saranno oggetto di prestito temporaneo da parte di collezionisti: ad esempio, stendardi storici, raccolte fotografiche, manifesti, pezzi unici della storia del ciclismo prevalentemente locale.

Nel contesto generale, si inserisce anche il progetto di Museo diffuso del ciclismo: un ecomuseo territoriale a rete, costituito da itinerari turistico-culturali-sportivi che interessano percorsi e luoghi legati alla storia e alla cultura del ciclismo (ad esempio, musei, collezioni private, piste e velodromi, sedi di aziende, case natali di campioni, monumenti, ecc.). Il Museo diffuso richiede in particolare la realizzazione di specifici strumenti d’indagine, quali le mappature: dei percorsi delle principali corse ciclistiche storiche, dei percorsi ciclabili delle aziende produttrici di biciclette, dei luoghi notevoli legati alla storia del ciclismo, delle strade bianche del Monferrato, ecc. La geografia del ciclismo costituisce infatti un bene culturale meritevole di tutela, di valorizzazione e di promozione.

Il progetto dovrà creare sinergie con quanto l’ATL Alexala e la rete di Piemontebike hanno già creato fino ad oggi e intende creare anche un collegamento con l’Atlante storico del ciclismo in Lombardia: la costruzione di un percorso, aperto e aggiornabile, capace di descrivere le relazioni spaziali tra i diversi elementi costitutivi della storia del ciclismo agonistico nel territorio. Un patrimonio culturale, fatto di competizioni, campioni, gregari, sponsor, aziende e attività artigianali, testate giornalistiche, pubblicazioni e opere letterarie, narrazioni popolari e memorie condivise.

In questo quadro – ha aggiunto Livraghi – diventa strategica la relazione con i vari musei storici del ciclismo che già esistono in Italia. Nella prospettiva di realizzare una autentica rete nazionale dei musei di settore (alla quale si sta già lavorando), rimane obiettivo primario la costruzione di un legame più stretto con le realtà del territorio, iniziando dal Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, passando per Casa Coppi a Castellania, e senza trascurare le collezioni private di collezionisti come Giuseppe Dottino e Giovanni Meazzo, nonché il piccolo museo di Rocchetta Tanaro, dedicato al Sarachet. In questo contesto un’importanza particolare ha già assunto il rapporto con il Museo del Ciclismo della Madonna del Ghisallo di Magreglio, con il quale è già stato sperimentato un fruttuoso gemellaggio che ha portato allo scambio di materiali e di interi percorsi espositivi.

Importante anche la vitalità mostrata da un’area della provincia come quella di Pozzolo Formigaro, che ha ospitato in occasione dei cento anni del Giro d’Italia una mostra fotografica sulla squadra della SIOF (mostra che è accompagnata da un bel volume di Luciana Rota sui Portacolori della SIOF).

Infine, perché un museo sia vivo è necessario che si sostanzi di studi e di ricerche, si apra alla collaborazione con gli esperti e gli studiosi del settore, sia in grado di organizzare momenti di diffusione delle conoscenze e della cultura delle due ruote. La presenza di un centro studi e documentazione – che potrà essere ospitato presso la biblioteca della Camera di Commercio – diventerà perciò un elemento fondamentale per dare spessore al museo stesso e alle sue collezioni.

Crediti fotografici @MDidier

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