La Classicissima. Passa oggi. Ma passava… domani. Di San Giuseppe. Ed era una festa speciale. Una festa una storia raccontata da un ragazzo di Pozzolo Formigaro. Gianfranco Volpini detto Jordan, nomignolo che si rifà ad un piccolo episodio da ring… Ve la proponiamo qui, a puntate. Perché Jordan, da ragazzo scriveva. tanto. Ed era ed è un grande appassionato di ciclismo. Uno che punta tutto su Gaviria oggi pomeriggio a Sanremo. Ci vediamo domani per capire come sarà andata questa Sanremo che passava di San Giuseppe. Da Pozzolo Formigaro. Dove l’aspettiamo insieme!

di @GianfrancoVolpini – San Giuseppe per lo stato italiano è festa sia civile che religiosa. Ma per il mondo sportivo, specificatamente quello ciclistico. Quella odierna è una giornata, come si suol dire, con la G maiuscola: si corre la Milano – Sanremo. La Classicissima per eccellenza. Nata nei primi anni del secolo, precisamente nel 1907, questa corsa è entrata nel cuore della gente con la veemenza passionale che suscitano i grandi avvenimenti, rafforzando di anno in anno il suo fascino, un fascino che, vuoi per la sua collocazione temporale (inizio della primavera), vuoi per l’originalità del suo percorso, nessuna altra corsa in linea sa dare.

Pozzolo non si sottrae alla eccezionalità della Milano-Sanremo. Anzi. Da sempre inserito nel tracciato di gara, il paese risponde con entusiastica presenza al passaggio dei corridori. Vedere passare la corsa diviene un impegno, improrogabile, persino per gli arcipreti delle due parrocchie, i quali di buon grado spostano l’orario della Messa Grande. Così infatti possono vedere La Corsa anche loro.

Benché l’orario di partenza della Milano-Sanremo sia fissato per le ore 9,30 e il passaggio sia previsto circa per le 11,30, molte persone e in special modo noi ragazzi, preferiscono adempiere alla santificazione del precetto alla Messa dal primo mattino. E questo non per togliersi il pensiero ma per avere l’opportunità di andare sul percorso ad occupare le postazioni strategicamente più favorevoli per vedere e per muoversi. Sì, per muoversi, perché prima dei corridori è importante il passaggio della carovana pubblicitaria, una fila più o meno omogenea di automezzi, pulmini e furgoni che gettano a profusione prodotti di ogni genere: lamette da barba, brillantina, lucido da scarpe, detersivi, sacchetti di pasta, dadi, bibite, berrettini, magliette e via dicendo.

Così, tutti davanti al pasticcere, alla salumeria Bovone, al Monumento, al giro di Ciané, al ponte: che diventano tutti punti di distribuzione e di raccolta volante di doni, fra il comune desiderio di fare incetta il più possibile con le immancabili raccomandazioni delle madri a non sporgersi troppo in mezzo alla strada.

La pubblicità ha trovato nel ciclismo un veicolo promozionale molto efficace che si manifesta in modo pratico attraverso la sponsorizzazione e la partecipazione diretta. Accanto alle tradizionali e storiche marche di biciclette (Bianchi, Legnano, Atala, Torpado, Olmo, Maino, eccetera) entrano in competizione marchi industriali dei più svariati generi. È un momento in cui il ciclismo tira, tira molto.

Nel frattempo, col passare dei minuti, i lati della strada si riempiono di persone. È  un’affluenza ininterrotta che rasenta la calca. I discorsi, le discussioni, i pronostici si sprecano.  (continua domani a San Giuseppe)

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