Procedono a gran ritmo i lavori lungo la ciclovia Vento. Lo dice a chiare lettere il workshop di Trino Monferrato, finalizzato all’aggiornamento dello stato di fatto, alla verifica di proposte di modifica del tracciato e alla segnalazione di progettualità in corso o future 

Nella sala della Biblioteca di Trino si è svolto di recente un interessante incontro che è servito per fare chiarezza sull’attuale situazione del progetto turistico lungo la Ciclovia Vento e ha dato spazio ai Comuni coinvolti nel tratto piemontese della ciclabile, che hanno potuto così presentare e chiarire le proposte alternative al tracciato individuato dal Politecnico di Milano.

In apertura è intervenuto il sindaco di Trino, Alessandro Portinaro in rappresentanza anche del Consiglio di Amministrazione della Sogin, coinvolta direttamente in una delle varianti proposte dall’Ente di gestione delle Aree protette del Po vercellese-alessandrino (Ente-Parco).

Ha fatto seguito un saluto dell’Assessore regionale alla Cultura e al Turismo, Antonella Parigi, che ha parlato di alcune iniziative regionali a sostegno dello sviluppo del cicloturismo evidenziando che si stanno registrando numeri in crescita a sottolineare il fatto che ci si sta muovendo nella giusta direzione.

È seguita una spiegazione sui dettagli più tecnici del progetto, tempistiche e scadenze, da parte dell’arch. Bottino della Regione Lombardia (capofila delle 4 Regioni per questa fase progettuale).

La parola è poi passata al prof. Pileri, coordinatore del gruppo di lavoro del Politecnico di Milano che ha ideato il progetto VENTO, il quale ha specificato che attraverso questi workshop (uno per ogni regione coinvolta) si ha l’obiettivo di confrontarsi con le singole realtà territoriali. Si può così dare voce alle parti coinvolte, per discutere sulle proposte/soluzioni alternative al tracciato principale inoltrate dai vari enti, in modo da essere elaborate e analizzate dettagliatamente. Nel fare ciò è stato indispensabile rispettare i fondamenti di VENTO: sicurezza, flessibilità, semplicità, economicità, ricordando che non si tratterà di un semplice itinerario ma di una dorsale ciclo-pedonale, un vero e proprio asse portante di flussi turistici.

Prima di lasciare la parola agli interventi degli enti presenti, è stato sottolineato che per la prima volta in Italia siamo di fronte a un progetto che sarà realizzato in modo unitario da un solo soggetto, che non è lo stesso da cui è nata la proposta, al fine di dare uniformità all’intero tracciato e non creare lottizzazioni poco costruttive.

Le varianti proposte sono state in tutto 23, divise sostanzialmente in due gruppi tematici.

A ovest, nella zona del torinese, dove si tratta di proposte di cambiamento radicale del tracciato inizialmente indicato, spostandolo dalla sponda sinistra a quella destra del Po, a partire dagli studi di fattibilità relativi alla “Ciclovia del Monviso” e al “Canale Cavour” (su cui la Regione ha veicolato 2 milioni di euro con la stipula di un Accordo di Programma con la Città Metropolitana di Torino e le Province di Vercelli e Novara).

La zona est, è stata definita come “grigia” ovvero caratterizzata da varianti che includono piccole modifiche, sostanzialmente rispettando il tracciato proposto dal Politecnico di Milano.

Sono state rapidamente illustrate tutte le varianti e dopo aver chiarito dubbi, perplessità e fatto luce su vari dettagli, è stata data la parola ai portavoce delle due macro-zone, individuati nel Sindaco di Gassino, Paolo Cugini, e nel Direttore dell’Ente-Parco, Dario Zocco.

Le varianti individuate e proposte dall’Ente-Parco, la cui competenza va da Verrua Savoia fino a Molino dei Torti, sono tredici di cui alleghiamo le schede dettagliate. Nonostante la mancanza dello studio di fattibilità, sono state individuate come le più coerenti e realizzabili secondo i principi evidenziati dal Politecnico di Milano: aumento della sicurezza, semplificazione del tracciato attraverso l’individuazione di soluzioni più funzionali, riduzione dei costi di realizzazione.

Le tredici segnalazioni, illustrate nella mattinata, sono state condivise con i singoli Comuni interessati, ottenendo un assenso unanime.

La sessione mattutina dei lavori si è quindi conclusa con un’idea chiara sullo stato delle cose e con la percezione che, dopo anni di lavoro e impegno, si stia per giungere a un punto di svolta che porterà concretezza. Fondamentali le risorse messe a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con la legge di stabilità del 2016, rivolti alla realizzazione di 4 ciclovie turistiche di interesse nazionale, tra cui figurano: la ciclovia VENTO – da Venezia a Torino, la ciclovia del SOLE – da Verona a Firenze, la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese – da Caposele (AV) a Santa Maria di Leuca (LE) e il Grande Raccordo Anulare delle Biciclette di Roma – GRAB.

Il pomeriggio è stato riservato a chiarimenti sulle varianti proposte, coinvolgendo solo gli enti interessati, con particolare attenzione ad alcune criticità che necessitano di una soluzione immediata.

La numerosa e partecipata presenza di Comuni, Enti, Associazioni è stato un segnale forte di come il territorio coinvolto creda in questo progetto e abbia capito l’importanza dell’impegno e della collaborazione utile al suo successo. Oggi si è sentita la forza di una rete collaborativa che vuole raggiungere gli obiettivi prefissati.

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