Tanto tempo fa, se una qualsiasi PERSONA  per un qualsiasi motivo decideva di andare in bicicletta, avrebbe dovuto  per forza pedalare su strade bianche e la cosa era quantomeno naturale, fisiologica, ma soprattutto doverosa.
Se poi, qualcuna di queste PERSONE con la bicicletta decideva di gareggiarci, avrebbe dovuto farlo nell’ unico modo possibile…..con bici da corsa, anche perché non c’erano alternative di sorta.
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Le biciclette erano molto diverse da quelle dei giorni nostri, come del resto diverse erano le strade, le esigenze, le conoscenze sui materiali e la tecnologia, intanto però si cominciava a  guardare al futuro.
Si sognava un mondo pieno di strade asfaltate, nere, lisce, cattive, per poter pedalare sempre più velocemente,

Si sognavano biciclette leggere, rigidissime, ultrascorrevoli scattanti, tanto ormai la scomoda ghiaia stava via via scomparendo, nascosta sotto al più moderno e cinico asfalto, La strada bianca stava andando incontro ad un processo di progressiva “sepoltura”….la strada bianca stava diventando una cosa rara.
Il futuro insomma sembrava quello di evitare tutto quello che non era asfaltato. In breve tempo le biciclette divennero proiettili, l’acciaio scomparve, i cinghietti pure,  così come sparirono tutti quei fili in giro per la bicicletta e tutto diventava più “essenziale”.
Bisogna dire però che qualcuno non aveva fatto bene i conti, in pochi avevano preso in considerazione il fatto che la strada bianca potesse avere un’anima e poi del resto il bitume mica avrebbe potuto coprire tutto e tutti.
In Toscana, nella zona del Chianti qualcun’altro ha lottato allo stremo delle forze per salvare dallo scempio quelle poche strade bianche  sopravvissute e destinate ad un futuro decisamente infausto.

Foto. Guido Paolo Rubino

Foto. Guido Paolo Rubino

Nella seconda metà degli anni 90 comparve sulla scena un signore, un tipo che allora sembrava un sognatore matto, un folle romantico che pretendeva di tornare indietro nel tempo….ma come? E tutta la fatica fatta per nastrare quelle strade piene di ghiaia, scomode e polverose? E ora arriva questo che vorrebbe fermare il progresso?
Era il 5 ottobre del 1997 quando quel matto che rispondeva al nome di Giancarlo Brocci vide venire alla luce una strana creatura, sua figlia, che si sarebbe chiamata L’Eroica….la gestazione fu abbastanza lunga ed il travaglio fu pieno di tensione e di polvere, il parto fu seguito in diretta dal babbo, su quella Opel Astra grigia dello stesso colore….della polvere appunto
Regola numero uno “ Bici rigorosamente da strada!” Se d’epoca meglio!
Fino al 2008 praticamente questa cicloturistica su strade bianche era aperta anche alle biciclette moderne oltre che a quelle per così dire, più datate.

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Poi vista la crescente richiesta, per motivi di spazio vitale, e per non morire di obesità, Brocci e il suo staff decisero di riservare la partecipazione  dell’Eroica alle sole biciclette d’epoca, quelle di una certa età insomma, anche perchè di appuntamenti in carbonio ne era piena l’Italia e il resto del Mondo.
IL colpo di scena però era in agguato e il babbo matto scopre di avere un’altra figlia;

a distanza di anni forse nessuno gliel’ aveva detto che il parto era stato gemellare…si l’Eroica aveva una sorella, e nessuno lo sapeva.
Il “nuovo” modo di correre alternando la strada bianca all’asfalto, per piacere o per necessità ha assunto ultimamente un nome americaneggiante  “Gravel”, ma non facciamoci strane idee, in fondo gravel è solo un soprannome, del resto anche Frank Sinatra lo chiamavano “The Voice”  ma le sue origini erano italianissime…..”O Sicilianu
Non credo serva fare l’esame del DNA per stabilire che questa “nuova” creatura, questa Gravel appunto sia la sorella legittima de l’Eroica, anche perchè assomiglia così tanto al padre che si sprecherebbero solo energie e tempo per cercare di smentirlo.
Il mondo del ciclismo è molto settoriale, il mountain bike e il ciclocross a volte sembrano quasi addirittura rivali, il mondo della bicicletta da strada e le fat bike o le fixed, sono universi molto lontani tra loro, mondi isolati e tutto questo è un vero peccato.

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Corre voce che Eroica stia allargando la famiglia degli appuntamenti non solo in campo internazionale ma anche attraverso il nostro territorio, si dice anche che ci siano buone possibilità che il mondo delle biciclette d’epoca possa in qualche modo condividere gli stessi spazi con il mondo gravel, alla luce del fatto poi che le tipologie di percorso richiesto sono le stesse….sono o non sono sorelle?
Allora potrebbe capitare che nel 2017 i ciclostorici si trovino a pedalare accanto a delle fiammati e moderne biciclette con il freno a disco, e che qualche ragazzotto tatuato, magari un po’ snob si trovi in salita accanto ad un suo coetaneo vestito in lana su una legnano del 58, ebbene ognuno avrà qualcosa da insegnare all’altro, e ognuno avrà qualcosa da imparare e chi lo sa, magari

si sentiranno fratelli. 

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