Quale fu il mondiale di ciclismo su strada più duro della storia? Risposta: Sallanches 1980
Quell’edizione fu vinta dal corridore più forte?….Risposta: Desisamente SI!

Sallanches è una bellissima località turistica francese incastonata nell’Alta Savoia, Alpi francesi, poco lontano dal confine italiano e proprio in questa vallata, il 31 agosto del 1980 si disputò il campionato del mondo di ciclismo su strada dei professionisti.
Quel giorno vinse Bernard Hinault, un ragazzo di 25 anni, bretone, soprannominato “Il Tasso”.
Ma come andò quel giorno e come ci arrivò a quel mondiale Bernard Hinault?
sallanches
Erano 12 anni che il Tasso giocava il ruolo di protagonista sulle strade di tutta Europa. In quei 12 anni di professionismo aveva indossato le maglie di parecchie squadre: Gitane, Gitane-Campagnolo, Renault-Gitane, Renault-Elf, La Vie Claire. Le sue vittorie parlano per lui: 5 Tour de France (78-79-81-82-85), 3 Giri d’Italia (80-82-85), 2 Giri di Spagna (78-83), Campione del Mondo nel 1980, Roubaix nel 1981, Gand nel 1977, Liegi nel 1977 e nel 1980, Freccia nel 1979 e nel 1983, Lombardia nel 1979 e nel 1984, 5 volte primo nel Nazioni a crono (77-78-79-82-84), Coppa del Mondo 79-80-81-82. Cosa dire di un tale palmares? Cosa dire di un uomo che pur odiando dichiaratamente la Corsa del Pavè, pur con la nausea, decise di correrla e vincerla solo per tacitare i giornalisti che lo punzecchiavano? Un bottino straordinario, forse troppo pesante da portare in giro per il mondo!

C’è una macchia però nella carriera stratosferica del Bretone, poco prima di Sallanches, Il 9 Luglio, lui che era in maglia gialla al Tour, durante la notte all’insaputa di tutti, anche dei suoi compagni di squadra, scappò a casa; lui dice per un risentimento al ginocchio, ma non fu così.Il giorno prima era stato sottoposto ad un controllo antidoping e misteriosamente via, nella notte, come un ladro.
Se avesse vinto quel Tour sarebbe quasi sicuramente diventato il più grande ciclista di tutti i tempi, anche perchè avrebbe vinto ancora molto negli anni a venire.
campio16
Ma torniamo a quel mondiale, “Non è possibile che li facciano salire 20 volte su questa salita…!!”
Questo è stato il commento di Felice Gimondi alla scoperta della salita di Domancy, punto focale del circuito iridato di Sallanches

Più caustico è il commento di Francesco Moser che scopre e visiona il circuito solo pochi giorni prima della gara “Mi sembra folle… Ma chi lo ha ideato? E soprattutto chi lo ha approvato?”
Venti giri da 13,4 km. per un totale di 268 km., una sola ma terribile salita, quella di Domancy lunga 2,7 km. con un dislivello di 218 metri per una pendenza media dell’ 8% e massima del 14%. Non regge alcun paragone con altri circuiti iridati prima di allora.
schermata_2015_10_22_alle_09_50_59
La cronaca:
La squadra italiana guidata dal principe Alfredo Martini, schiera al via Saronni, Baronchelli, Barone, Battaglin, Beccia, Ceruti, Contini, Gavazzi, Lualdi, Moser, Panizza, Visentini. Riserve Amadori e Masciarelli.
I due amici-nemici Saronni e Moser sono le punte, anche se il percorso non è proprio adattissimo al loro bagaglio tecnico, in appoggio ci sono valide alternative che hanno confidenza con le rampe più ostiche come Battaglin e Baronchelli, un veterano come Miro Panizza  reduce dal secondo posto al Giro d’Italia proprio alle spalle di Hinault.
Miro può far bene, così come Mario Beccia, due giovani di talento come Contini e Visentini sono attesi a confermare il loro potenziale, Pierino Gavazzi è della partita quale trionfatore della Milano-Sanremo, Barone, Lualdi e Ceruti infine porteranno le borracce ai capitani e faranno fatica per loro. Tra gli altri sono da annoverarsi
tra i favoriti i due olandesi Zoetemelk , il vincitore del Tour  e Knetemann iridato nel 1978 al Nurburgring a spese di Moser , l’irlandese Kelly che è dato in forma, lo scozzese Millar che adora le montagne, forse il belga De Muynck in virtù di una vittoria al Giro d’Italia nel 1978.

lunita-page-001

Già, la fatica. Tanta, e fin dalle prime pedalate. Chi si mette in marcia di buona mattina in una giornata grigia si rende ben presto conto che guadagnare il traguardo sarà già un’impresa. La nazionale francese è compatta attorno all’unico capitano – il fido Bernaudeau su tutti -, che già al primo giro va in fuga in compagnia del belga più pericoloso, De Muynck. Ma il gruppo riassorbe e un terzetto composto dal francese Martinez, lo svizzero Sutter e il danese Andersen prova da lontano. I ritiri cominciano a sommarsi fin dalle prime tornate, la Côte de Domancy con i suoi 2,7 chilometri all’8% medio di pendenza con punte addirittura al 16% fa più danni dell’Izoard che non è poi troppo lontano. Hinault corre da padrone assoluto della sfida, sempre nelle prime posizioni del gruppo, pronto ad intervenire in ogni momento, abile nel rilanciare la velocità così come a rintuzzare gli attacchi di qualche avversario da temere.

Tra il dodicesimo e il tredicesimo giro la bagarre perde quattro protagonisti attesi: prima Zoetemelk e Kelly, poi la premiata ditta Moser Saronni rientrano ai box e si ritirano con le gambe in croce. Beccia dà fuoco alle polveri e al comando resta un plotone di cinque corridori che andranno a battagliare per l’iride. C’è naturalmente Hinault, Baronchelli si incolla alla sua ruota, il danese con trascorsi da pistard Marcussen è in lizza con i migliori, Millar smanetta sul cambio in salita e le movenze disordinate di Pollentier – quello che soffiò un Giro a Moser e poi fu espulso al Tour del 1978 perché provò a fregare il controllo antidoping – completano il quadro della soluzione finale.

l-arrivee-victorieuse-de-bernard-hinault-lors-des-championnats-du-monde-de-cyclisme-sur-route-a-sallanches-en-1980-archives-photo-le-dl-jacques-bernard-1445528295

Ormai i sopravvissuti si contano sulle dita di una mano. E’ una corsa ad eliminazione, Hinault asfissia col forcing e demolisce i concorrenti ad uno ad uno. E così al penultimo passaggio in salita col francese resta solo lui, il “Tista“, che arranca, sbuffa, lotta come un gladiatore lui che proprio cuor di leone non è, infine cede all’allungo di Bernard. Che all’uscita da un tornante stacca l’italiano e completa l’ultimo giro in beata solitudine.

Hinault trionfa a braccia alzate dopo oltre sette ore e mezza di corsa, con un minuto e un secondo di vantaggio su Baronchelli che stramerita l’argento, sul terzo gradino del podio sale lo spagnolo Fernandez, con oltre quattro minuti di ritardo mentre solo 15 corridori giungono all’arrivo. L’ottimo Panizza è quarto e Battaglin chiude la top ten, ma la vetrina appartiene a Hinault che nel Mondiale più duro che la storia del ciclismo ricordi si prende una clamorosa rivincita sulla stampa francese e grida al mondo: “sono io il più forte di tutti“.

podio

Bernard Hinault è il solo corridore ad aver vinto al primo tentativo Tour de France, Giro d'Italia e Vuelta di Spagna. Ha disputato tre volte il Giro d'Italia ed in altrettante occasioni l'ha vinto. Ha colto due volte l'accoppiata Giro e Tour nella stessa estate. Come Coppi. Alla maniera di Merckx, ha vinto il Tour in maglia iridata aggiudicandosi per l'occasione pure la classifica degli scalatori e quella a punti.

Bernard Hinault è il solo corridore ad aver vinto al primo tentativo Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta di Spagna. Ha disputato tre volte il Giro d’Italia ed in altrettante occasioni l’ha vinto. Ha colto due volte l’accoppiata Giro e Tour nella stessa estate. Come Coppi. Alla maniera di Merckx, ha vinto il Tour in maglia iridata aggiudicandosi per l’occasione pure la classifica degli scalatori e quella a punti.

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.