#SpecialeValdiSole – Nemmeno il tempo di gustarsi l’oro mondiale e Alessia Missiaggia, 17 anni, bolzanina capace di portare in Italia il titolo iridato downhill (23 anni dopo la veronese Giovanna Bonazzi), è volata in Canada per iniziare una nuova avventura di studio. «Studierò nella Nuova Scozia e a mezzo’ora di distanza avrò la possibilità di allenarmi in enduro e anche in downhill. Finito vorrei iscrivermi a giurisprudenza. Amo le questioni giuridiche».

La sua gara sulla Black Snake è stata un capolavoro. E a proposito dice la nuova campionessa di downhill: «La pista della  Val di Sole è la pista più tecnica, più fisica, più dura dove ho corso. Pippo Marani  (il suo creatore, ndr) ha fatto un gran lavoro. Devo ringraziarlo: ha creato un percorso tosto che ho anche maledetto, per la verità, e sono sincere, qualche imprecazione mentre mi preparavo per la gara mi è scappato… Devo ringraziare poi lo staff nazionale con il CT Roberto Vernassa e anche l’Hotel Orchidea».

Alessia Missiaggia ha iniziato la sua carriera con la bici su strada. Poi tre anni fa il cambio. «Non mi divertivo più nonostante i risultati in campo nazionale che ho ottenuto nella categorie più giovani – ha spiegato – e ho iniziato con la mtb e con la Bike Zone».

In bici su strada va ora la sorellina Stefania, 12 anni: «A fare sport ci hanno spinto papà Roberto, mamma Irene e i nonni (Giuseppe era a Daolasa a vederla – ndr). Ora allenano una  squadra su strada, il GS Mendelspeck di Laives. Papà da giovane correva in mtb  a Bolzano».

Si definisce ambiziosa e tenace. Una che non molla facilmente, Alessia Missiaggia e se le chiedi qual è il lato dolce del suo carattere rimane stupita. E risponde: «Questa domanda è veramente difficile, non lo so veramente. Diciamo che sono abituata a combattere».

Altra domanda, altra risposta: cosa cambia con questo titolo? «Una motivazione in più. Una grande soddisfazione. Spero sia d’aiuto al movimento femminile che in italia è ancora poco sviluppato».

I sacrifici vengono ricompensati. «Questa vittoria è frutto di tanto lavoro e tanta costanza. Ho sempre creduto in questo risultato e quanto ho avuto la possibilità di partecipare ai Mondiali ho tentato il tutto per tutto. non immaginate neanche quanti sacrifici ho fatto per allenarmi in Val di Sole, per provare e riprovare questa pista». Una pista folle e un po’ selvaggia come l’hanno definita, dove vincono solo i campioni. (fonte Ufficio stampa Val di Sole – Nicer)

 

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.