Del resto sul suo blog si firma ed è noto come Ciclista Pericoloso. Del resto è andato a Trento, nei giorni della Moserissima e della Charly Gaul, per presentare insieme con uno dei suoi speciali ritratti il suo libro Utet “Il Carattere del Ciclista” e con Francesco Moser, dal punto di vista del palamares editoriale, è già la seconda volta che i due si incontrano dentro e fuori le pagine…

Del resto quando parlano e se la contano, parole scritte o quelle al vento, sono note per le orecchie di tanti fan e appassionati del genere (romanzo ciclistico) e questo genere, musicalmente almeno, è molto rock. Ecco cosa scrive Ciclista Pericoloso Giacomo Pellizzari che oggi ha presentato a Trento il suo ultimo lavoro. E c’era Moser, c’era Bitossi, c’era Marino Basso, c’era Zandegù…

carattereDal blog di Pellizzari: Venerdì 15 luglio, ore 11:00 presento “Il carattere del ciclista” a Trento con Francesco Moser. Sarà una storia di rock, emozioni e voglia di regalarsi.  Coordinerà la tavola rotonda su ciclismo, carattere, sport e magia della fatica, il giornalista trentino Alessandro De Bertolini. La presentazione avrà luogo alla Fondazione Caritro di Trento, dove è anche allestita una bellissima mostra sul Monte Bondone a sessant’anni dalla mitica impresa di Charly Gaul. Insomma, sarò coccolato in una terra intrisa di ciclismo, il Trentino, in un weekend intriso di ciclismo: venerdì la cronoscalata di Cavedine, sabato “La Moserissima”, e domenica la mitica granfondo “La Leggendaria Charly Gaul”. Insomma il posto migliore dove mettere le pedivelle questo weekend.
Ma anche dove sentirsi scorrere nel sangue un po’ di energia rock.

Palù di Giovo come Asbury Park. Torno a parlare con lo “sceriffo” dunque, già autore, assieme al nipote Moreno, della prefazione del mio primo libro “Ma chi te lo fa fare?” (Fabbri 2014) . Francesco è infatti uno dei 14 (ma se prendente l’ebook sono 15: c’è anche “L’irriducibile: Vincenzo Nibali”) “caratteri” ritratti nel mio libro. Moser correva ogni corsa come se fosse una classica. Che fossero classiche o no. Voglio dire, se lo mettevi in un’anonima tappa di collegamento del Giro d’Italia, ecco potevi stare certo che lui la correva come se fosse la Parigi-Roubaix. Dava tutto. Non si tratteneva. Doveva regalarsi.

Francesco è il record dell’ora in altura (Mexico City 84) ma anche a livello del mare, Velodromo Vigorelli di Milano, dove qualche settimana fa è venuto a “collaudare” la pista rimessa a nuovo. Francesco è 3 Parigi-Roubaix, il Giro quando meno te lo aspetti. Ma Francesco è anche, e soprattutto, la voglia di stupire. Quando ne parli alla gente, puoi vedere illuminarsi gli occhi. Come fosse un tizzone ardente, capace di infondere energia positiva a iosa. Anche nella sua rinascita, quella del 1984 (vinse quasi tutto in quell’anno magico) dove seguiva scrupolosamente programmi e tabelle, aveva sempre la “pruderie” di fare qualcosa di più. Di regalare e regalarsi. Andare oltre il “compitino”.

Doveva regalare uno show. Sconvolgere i piani prestabiliti e ribaltare le scalette. Reali, dei suoi preparatori, ed emotive, dei suo fan. In questo suo meraviglioso modo di fare mi ha ricordato un altro personaggio che le scalette, anche se di un altro tipo, le ribalta ancora. Un uomo che non rifà mai lo stesso concerto, esattamente come Francesco non rifaceva mai la stessa gara. Un uomo che ha bisogno del contatto costante con la folla, di sentire la temperatura dei suoi fan. Esattamente come Francesco: “Come posso non ripetere il record dell’ora con tutta ‘sta gente che è venuta a vedermi fin qui?”

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Signore e signori, ecco a voi lo lo “springsteeniano” boss della pedivella. Il “generoso” Francesco Moser. L’appuntamento con “Il carattere del ciclista” e Francesco Moser  è per venerdì 15 luglio  ore 11, Fondazione Caritro, via Calepina 1 – Trento. Quello con Bruce Springsteen nei vostri cuori.  Tanto amore raramente si era visto per un ciclista italiano, forse bisogna risalire proprio ai tempi di Coppi. E tu te lo sei guadagnato sul campo, senza sconti, senza calcoli. Non tanto per le vittorie – per altro bellissime –, quanto per il modo di ottenerle, cercando sempre di offrire qualcosa in più. Una sorta di ingrediente segreto. La scintilla speciale che fa scoccare l’emozione, la magia che scalda i cuori e accende gli animi. Un po’ come fa Bruce Springsteen, rockstar che durante i suoi concerti, riesce a suonare anche più di tre ore. Finché non è sicuro al mille per mille che i suoi fan si siano emozionati a dovere e crollino esausti dopo tutta l’adrenalina accumulata durante lo spettacolo. 

Non puoi deludere, non esiste che i tuoi tifosi restino con l’amaro in bocca, o tornino a casa insoddisfatti, soprattutto se vengono da lontano. Devi regalarti sempre.  È come se non sopportassi l’idea di fare lo stretto necessario. Il compitino.
“Stare acquattato in gruppo per poi vincere in volata? Vade retro!” (…)

Adesso sei felice, lo puoi sentire dalla pelle d’oca che ti si forma sui muscoli, sotto il body aderente. La traccia dell’emozione. Era solo questo che volevi.  Più giri in pista, più ribalti la tabella – quella maledetta – che avete stabilito alla vigilia. Quella diceva che dovevi fare 103 pedalate al minuto, e impiegare 24 secondi a giro,  ma tu aumenti le pedalate e diminuisci i secondi. Regalare, regalare, regalare.  Voce del verbo Moser. Ma la cosa bella è che pare che tu non stia facendo proprio fatica, anzi, a guardati sembri uno spettacolo di felicità. Come Bruce Springsteen durante i bis finali in uno dei suoi concerti.  Altro che sforzo sovraumano, altro che fatica immensa da cui non ci si riprende. Per te è una gioia. (…)

Leggi la versione integrale de “Il generoso: Francesco Moser” da  Il carattere del ciclista UTET

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