Castellania è un teatro a cielo aperto. Della bicicletta. Dove volano emozioni. Quelle che fanno da apripista alla quinta edizione de LaMitica che scatterà – da Castellania a Castellania – domenica 26 mattina ma che gode di tre giorni di spettacoli eventi movimenti a due ruote da non perdere per un piatto davvero ricco e di cultura a pedali

Pietro Cordelli non sa dove sbattere la testa, in questi giorni. Lui è il cuore de LaMitica, un evento ciclostorico che sta galoppando velocemente e attira grandi attenzioni e valori culturali, tutto quello che muove quando c’è vera passione la bicicletta. Attorno e nei dintorni.

Del ricco programma di questa quinta edizione de LaMitica si è scritto già su Cyclemagazine. Ora, mentre sta per scattare il leit motiv ciclostorico e mitico in un luogo, Castellania, che normalmente è popolato da poche anime – per lo più imparentate con il Campionissimo Fausto Coppi – e molte belle vigne (soprattutto quelle di Marina Coppi per capirci) abbiamo fermato in un angolo Pietro Cordelli Il Mitico per porre cinque domande come le sue cinque edizioni della ciclostorica dedicata a Coppi e a tutti i grandi campioni che qui su queste strade hanno preparato imprese memorabili. Della storia del ciclismo.

Così lui, senza nemmeno avere il tempo di togliersi il cappello, ci ha risposto sinteticamente ma con la solita passione mitica…

cordelli mitico

Per Pietro Il Mitico LaMitica è? La valorizzazione di un Territorio Mitico.

Per viverla al meglio il consiglio numero uno è?
Non perdere nulla nemmeno degli eventi collaterali. Come ad esempio Le Bellezze in Bicicletta che iniziano a diventare famose… Eh sì, ce le hanno richieste per andare in tournée in altri eventi simili. E’ uno dei fiori all’occhiello de LaMITICA e non solo…

Pedalando sulle strade del mito: quanto tempo resisterà viva la passione e l’amore per Coppi?
Non so rispondere, so solo che noi continueremo a promuovere questi meravigliosi #COLLIdiCOPPI. Che sanno dare tanto a chi vuole prendersi il tempo di viverli. A modo nostro, tutto quello che abbiamo organizzato qui, a corredo de LaMitica e per il Territorio della Bicicletta, ha funzionato, ha creato sorrisi, partecipazione, incrociato energie. Insomma, il mito si può innaffiare bene…

La novità più bella di questa edizione?
Siamo arrivati alla 5a edizione ed abbiamo un iscritto da San Paolo del Brasile! Ma anche 2 dall’Olanda, uno dalla Polonia, dalla Francia, dalla Germania. Oltre a questo si è davvero costruita una rete di contatti e collaborazioni future, che sono in crescita ed alcune ci mettono in relazione con i maggiori eventi ciclovintage d’Europa. un bel traguardo.

Se dovessi sognare un altro traguardo de LaMitica quale sarebbe? (Sempre sognando in grande s’intende!)  Far diventare questo territorio Il territorio della bicicletta in assoluto. Ci sono tutte le condizioni, le radici, le carte in regola!

Motivi ce ne sono. Perché la festa de LaMitica inizi. E allora, facciamola iniziare. Primo appuntamento, venerdì 24 giugno, di sera, alle ore 21, a Castellania, di scena uno degli eventi del ricco cartellone de L’Altro Monferrato, la rassegna di eventi promossa dall’associazione Agriteatro e dedicata quest’anno alla bicicletta.

Questa sera, a partire dalle 21, il paese natale di Fausto Coppi, Castellania, ospiterà lo spettacolo Kalabazi, ideato e interpretato da Jessica Arpin, artista svizzera di origini sudamericane. E’ la storia di una giovane donna che si vuole sposare e che organizza dunque un concorso d’amore per vedere chi, tra il pubblico, potrebbe diventare suo marito.

Per magia, due spettatori si ritrovano a cimentarsi in alcune prove, poi li seduce lei facendo acrobazie sulla sua bicicletta gialla e parlando al contrario.

Lo spettacolo è un insieme di clown, circo e poesia. Uno spettacolo ricco in emozioni, che è stato tradotto in tutte le lingue, dal dialetto abruzzese al brasiliano passando per l’inuktitut e il greco. Kalabazi è stato presentato più di 600 volte in 24 paesi, 8 lingue e 23 dialetti.

Jessica Arpin racconta poco di sé ma dichiara a tutti di essere pronta a portare il suo circo acrobatico su bicicletta su tutti i tipi di terreno: asfalto, pavimento, pavé, pietre non appuntite, lastra di pietra, legno. Il suo svolazzante abito a pois sospeso insieme a lei sulla sua bicicletta gialla,  il suo pedalare a testa in su, a pancia in giù, in allegro slalom in mezzo agli spettatori, fanno capire non solo la sua strepitosa abilità, ma anche il suo spirito ironico, avventuroso e leggero.

Nata in Brasile, trapiantata a Ginevra, dopo aver frequentato le scuole e i festival di circo di mezzo mondo, nonostante le tante lingue che conosce, è curiosa soprattutto degli idiomi locali, e puntualmente chiede a chi la invita per uno spettacolo se può fermarsi qualche giorno per imparare il dialetto del posto. (fonte Agriteatro / Radiogold)

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