La sua è stata una sfilata vincente annunciata. Ti dici, era il favorito, che storia vuoi raccontare oggi al Giro. Tutto come da pronostico. 

#Giro2016 – Eppure la storia è scontatamente bella. Come bello è lui e sicuro: Marcel Kittel. Il nome di un imperatore, Marcello imperatore questa volta d’Olanda, lui tedesco, lui sul traguardo della prima tappa per velocisti che gli disegna il Giro d’Italia 2016. Laddove – nei Paesi Bassi appunto – si avvia la corsa rosa numero 99 che gode di un tributo impressionante di gente. Impressionante. Per le strade alla partenza all’arrivo ovunque. Tutti con una maglietta rosa. Dove il bucato, comunque tu lo faccia, di questi tempi, viene fuori così. Rosa Giro.

kittel 1Così, Marcello l’Imperatore  Kittel firma e vince la sua volata. È tranquillo, persino sereno, al fogliofirma, operazione preliminare fatta per lui come un modello che va solo a registrarsi agli accrediti dei vip per animare una serata mondana. Calmo e sicuro come la sua squadra nel condurlo alla volata al momento giusto. «Il piano ha funzionato – dirà subito dopo Matteo Trentin un vagone del treno dell’Etixx – Quick-Step  – guardate le immagini del finale, eravamo intorno alla 50ma posizione ancora a non molto dall’arrivo. Non abbiamo avuto fretta».

La chioma bionda, il sorriso pronto ad esplodere. La fidanzata – bionda anche lei – sullo striscione ad attendere il primo bacio. Poi, seguiranno quelli ufficiali del protocollo. Quei baci che lasciano il segno preciso del rossetto delle Miss… quel bacio finto che piaceva tanto a uno come Dino Zandegù, uomo da volate e baci di miss d’altri tempi. Avrebbe saputo, Zandegù, riconoscerli ovunque quei baci. E infatti, si narra, scappasse una notte sì e una no dall’hotel in cerca delle sue bambole, dopo la corsa. Senza pensare che il giorno dopo… c’era da pedalare. Altro che bambole.

kittel bacioVola che non te ne accorgi quasi il tempo. E vola Kittel il bello. Un modo di muoversi elegante. Il fisico? Statuario. Leve lunghe e modellate da muscoli ben torniti che sanno esplodere. E quel busto pronto ad ergersi sopra tutti come una statua, modello appunto, quando la volata è già storia e il traguardo è sicuro sotto la sua prima ruota.

Te lo aspettavi come tutti e lui è arrivato. Marcel Kittel il velocista tornato al Giro. Allora frughi fra i libri. Granciclismo. E cerchi di sprinter, di  velocisti puri (che poi questo tedescone sarà un velocista puro ma nella prima cronoRosa altroché se stantuffava anche contro il tempo). Quindi, trovi una pagina di una libro che deve stare sul comodino quando è di maggio, ed è Giro.

Giro d’Italia di Dino Buzzati ed ecco che il segnalibro cade lì. Come  Kittel oggi, c’era  Casola (…) con un pizzico di dinamite nei polpacci… – scrive Buzzati dalle sue cronache di Giro – La verità è che Casola si è fatta una tecnica di velocista di primo ordine e a parte la fulmineità  dello scatto, dono elargitogli dalla natura, sa intelligentemente scegliere la posizione e soprattutto conoscere il momento giusto per dare il suo guizzo. Sembra un tratteggio dal manuale del velocista perfetto, invece, è solo qualche pennellata di letteratura del Giro. Ah Buzzati.

C’era Casola e c’è Kittel. Il bello del ciclismo è anche tutto lì, in quelle volate che t’aspetti e si concretizzano davanti a tanti occhi. Che poi, c’è sempre qualcuno un po’ più di moda di un altro. Che sfila e sfreccia e infilza la tappa. Perché l’attimo era da cogliere. Volando via. Ed è per l’appunto un attimo rosa Giro.

PS A proposito di Kittel. Per gli amanti delle statistiche: 3a vittoria al Giro per Marcel Kittel. Ha ottenuto tutte le sue vittorie nella Corsa Rosa al di fuori dei confini italiani (Belfast e Dublino nel 2014 e Nijmegen oggi). È la 27a vittoria di tappa per un atleta tedesco nella storia del Giro. Le ultime 4 sono state tutte ottenute da sprinter (3 Kittel, 1 Greipel). I due velocisti tedeschi, Kittel e Greipel, ora sono appaiati a quota 3 vittorie di tappa al Giro.

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