Il Giro scatta. Scatta in Rosa. Conquista l’Olanda. Lo ha già fatto. Paesi Bassi che diventano alti, altissimi. E rosa. Rosa Giro. Perché da quelle parti la bicicletta è un credo. È presente. Passione. Bici dal manubrio alto. Fra bar che si affacciano alla corsa, sempre aperti e pronti. Ad applaudire. A fare festa. Perché il Giro sia una festa. Che gira, fra la gente. Che fa scoprire luoghi e storie di uomini. Il manubrio è a portata di cuore. Ed è giusto così. 

#Giro2016 C’è poco da arricciare il naso. Se il Tour partisse dagli Emirati Arabi – e sarà facile che accada prima o poi – nessuno oserebbe avere qualcosa da dire. Se il Giro parte dall’Olanda…. beh,#cipiace. Perché quello che conta soprattutto (oltre agli affari si intende) è l’affetto. Il bagno di folla garantito. L’abbraccio che colora questa grande Corsa a Tappe, che ha 99 anni ma scatta come una ragazzina…

Siamo tutti pronti. A bere birra olandese, a salutare il via, ad incitare i campioni dal primo all’ultimo: gli eroi di questo Giro come ce ne sono stati tanti. 99 edizioni di eroi. Ad incoraggiare i corridori: che sono 198 per 22 squadre. Con 53 italiani, lo vogliamo dire, che ce la metteranno come sempre tutta ad onorare la corsa. Con Vincenzo Nibali, in testa agli azzurriGiro con l’esperienza e il carisma giusto – agonistico soprattutto – per dire alla vigilia: è un duro Giro e vi prometto che cercherò di dare battaglia!

Vincenzo Nibali of Astana Pro Team on the podium on occasion of the presentation of Giro d'Italia 2016 at Alpedoorn, 5 May 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Lo Squalo promette e tutti noi ci vogliamo credere. Ed è bello così. Ci tengono un po’ tutti a questo nostro Nibali. Quelli che partono e che vorranno arrivare a Torino, una città più che mai (in Piemonte l’hanno detto e lo fanno)  dello sport, dove la Corsa organizzata dalla Gazzetta dello Sport avrà uno spettacolare epilogo, domenica 29 maggio (sembra lontano per tutta la fatica che ci sarà in mezzo). Dove si concluderà in una ultima settimana pazzesca un Giro d’Italia fra i più duri che ci siano  come ha sentenziato un altro grande campione che punta subito a quella rosa (per di più a cronometro) che manca nel suo armadio eccezionale: Fabian Cancellara!

Il Trofeo Senza Fine è una spirale lanciata nel cielo d’Olanda che presto toccherà il Sud dell’Italia, a Catanzaro, dove si prepara la festa nazionale per risalire al Nord passando dalle Colline senesi. Dal Chianti. Quel Trofeo che pesa quasi dieci chili, di rame placcato, è una strada lastricata d’oro a 18 carati che porta all’Olimpo del ciclismo. E a un conto in banca da rimpinguare dopo tanta fatica: 1.366.510 euro di montepremi. Che tradotto in pratica sta ad indicare 1.000 euro al giorno in maglia rosa. Oltre 11mila euro per una tappa vinta, 115.668 euro più il bonus di 90 mila euro di premio speciale, per il vincitore. Anche se si sa che le stime vanno oltre.

Madrina Giorgia Palmas with Trofeo Senza Fine Award on the podium on occasion of the presentation of Giro d'Italia 2016 at Alpedoorn, 5 May 2016. ANSA/CLAUDIO PERI

Madrina Giorgia Palmas fa brillare in Olanda il Trofeo Senza Fine

Il valore della maglia rosa, quest’anno griffata Enel – energia! – è un valore assoluto. Che dura. Che lascia tracce. Che vale la carriera. E tante storie nuove da raccontare. Pronte ad evocare il passato sempre affascinante e glorioso di un ciclismo che fu e di un ciclismo che avanza.

Dal 1909. Da quella prima edizione che scattò – recita la Rosea della vigilia – alle 2.53 del 13 maggio di quell’anno, ad inizio del ‘900, da Piazzale Loreto a Milano, con 127 corridori al via. Quel Giro lo vinse Luigi Ganna. Quel Giro si svolse in otto tappe e costrinse i corridori a macinare 2447,9 km di quelle strade. Di quelle bici pesanti. Nella settima, penultima, tappa Guerra vinse dopo 354,9 chilometri di corsa da Genova a Torino con un distacco di 4 minuti su Giovanni Rossignoli e 25 minuti su Carlo Galletti della Legnano!

Ora che i ricordi affollano la mente ma si parte per il Giro 2016 scorriamo i nomi degli azzurri al via di questo Giro. Se ci fosse quel Filippo Ganna, orgogliosa medaglia d’oro nell’inseguimento individuale che ci ha fatto emozionare nel mese di marzo nel Mondiale in pista? Ha 20 anni il potente piemontese. Pesante a quale tifo sulle strade di casa… Lui che ha appena sventolato quella bandiera italiana nel cielo (che torna azzurro) del ciclismo pistard nazionale, lui che succede a Francesco Moser, 40 anni dopo… Peccato. Non c’è al Giro 2016.

Dice di lui Davide Cassani, il ct della Nazionale: «Gli gli auguro di diventare come Cancellara anche se non sarà facile o come Tony Martin, due corridori che a crono, per tre anni nessuno è riuscito a battere. Però Ganna è un ragazzo di non ancora vent’anni, ha vinto sì un campionato del mondo, è fortissimo, ma deve ancora dimostrare di essere così forte anche su strada, anche se io lo ricordo qualche anno fa quando con la nazionale lo portammo alla Parigi Roubaix, naturalmente per la categoria juniores, e lui andò in fuga e tutto solo fu raggiunto a 10 km dal traguardo.  Ganna è veramente un passista fenomenale e naturalmente essendo più di 80 kg potrebbe fare fatica in salita, però potrebbe diventare un corridore per fare bene non solo in pista ma anche nelle classiche…».

Tempo al tempoLo aspetteremo come aspettiamo tutti, uno per uno, sui traguardi del Giro. Senza fine. Da oggi a domenica 29 maggio. Pronti all’abbuffata.

VIDEO – #FollowFabian Cancellara: La mia storia è più adatta al Giro che al Tour, voglio indossare la rosa
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fabian cancellara

crediti fotografici, da Eurosport, da ufficio stampa Giro2016: Vincenzo Nibali of Astana Pro Team on the podium on occasion of the presentation of Giro d’Italia 2016 at Alpedoorn, 5 May 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

 

 

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