ENEL IN GIRO – Voci, umanità, energie dalla Corsa Rosa. Che gusto c’è a seguire, anzi anticipare in corsa, una tappa che sai che si risolverà tutto ai 500 finali  o comunque in volata? Il gusto della Corsa Rosa. Un gelato da mangiare a Cassano d’Adda con Gianni Motta che 50 anni fa vinse il suo Giro d’Italia

Che gusto c’è? Il gusto di non fare come tutti che se ne vanno a pranzo per godersi il finalone sprint comodamente seduti davanti alla tv.  In una sala stampa rosa con tutte le comodità. Acqua fresca compresa.

C’è il gusto rosa Giro. Come un gelato. Il gusto di una Corsa Rosa che golosa di pubblico scende dalle montagne del Trentino per attraversare alcune province dense e piene di passione per il ciclismo, Brescia, Bergamo, Cremona, Milano o giù di lì… Lombardia pura.

Cerchi un gelato alla rosa.  E sai già che farà parte del menu di questa sparata in volata nell’ultima settimana del Giro. L’ultima occasione per gli sprinter rimasti. Poi ci sarà, per la verità, il gran finale di Torino (passate aktre montagne… che fatica!).

gelato

Quel gelato te lo ha promesso Remo che guida la tua auto da perfetto appassionato alla causa (Giro), lui che, da autentico collezionista-professionista ha un solo obiettivo di tappa – oltre al gelato di cortesia  – quello di farsi autografare da Gianni Motta alcune foto introvabili, persino quella con la sua mamma…

Quel gelato che va a ruba nel giorno della caldissima tappa di Cassano d’Adda è un gelato rosa antico, alla vaniglia, dove tutto evoca e ricorda Gianni Motta da Cassano che 50 anni fa vinse il suo Giro d’Italia.

Un gelato che attendi facendo lentamente il percorso in anticipo sulla corsa ascoltando notizie di fuga, sperando in un successo di Osss… che sai già che non potrà mai accadere. Il gruppo li riprenderà in tromba. A pochi km dalla fine.  Una tappa da percorrere stando bene attenta ai numeri del Garibaldi – la guida tecnica del Giro – da tenere sempre d’occhio puntando sulla crono tabella dove finalmente si segue la colonnina della media/media e non più quella a tutta birra che sta decimando i corridori. Sfiancati da un Giro bellissimo e sempre combattuto.

A proposito di questo Giro senti come la pensa l’Avvocato Carmine Castellano, un signore d’altri tempi, gentile e affettuoso come un papà… uno che ne ha disegnati tanti di Giro dopo Patron Vincenzo Torriani (e non a caso lo incontri con Marco Torriani pronti all’ennesima premiazione). Ti dice l’Avvocato: Questo è un Giro disegnato davvero bene, un Giro che è avvincente e sta conquistando la gente. La sta ritrovando per certi versi. Guarda che a Benevento era impressionante la folla di appassionati. Come qui in questa bella Cassano. Un Giro che Mauro Vegni è stato bravo, anzi bravissimo a costruire senza farsi condizionare. Ed è così che succede quando si hanno le capacità. Il risultato si vede…

Cassano d’Adda si prende una grande fetta. Di pubblico. Quello che affolla gli ultimi chilometri consumati ore ed ore ad aspettare a bordo delle transenne la volatona a tutta birra. Con un urlo, anzi un boato quando sbuca Pippo Pozzato dal gruppetto di testa. C’è così tanta gente in quell’ultimo km che non vedi quasi nulla ma senti e ti lasci travolgere dall’energia del plotone che invade la strada, la travolge.

Le mani e le manone Enel colorate di Giro battono sulle transenne degli sponsor. La festa si consuma in pochi minuti ed è bellissima comunque. Anche se vince lui, un altro gigante delle volate che parla straniero, la gente sembra contenta.

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Ah, quel Klugh! Quel Roger Kluge della IAM Cycling… E con questo siamo a sei a zero per la Germania, sentenzia il bravo Davide Dezan al microfono Mediaset per il suo servizio da inviato al Giro… Roger Kluge ha vinto la diciassettesima tappa, primo dopo 196 km in 4h31’29”, media 43,317 km….

Intanto la gente non se ne va da Cassano. Nemmeno dopo le premiazioni. Ai bus delle squadre, nel campo sportivo  c’è una folla come per il calcio. Il piazzale è immenso e non si circola nemmeno a piedi figurarsi in bici. Di bici ne vedi un sacco. Che arrivano dalla ciclovia dei Due Laghi. Dal naviglio lungo l’Adda che fa di questa cittadina una cittadina bellissima. Che nulla ha da invidiare all’Olanda. E sembra che il famoso stile di vita qui non sia proprio male.

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Al bus dei giovani russi della Gazprom Rusvelo arriva anche Ernesto Colnago,  lui che ha il fiuto per le grandi occasioni e campioni,  l’Ernesto di tutti ha deciso di andare a congratularsi con il team che gli ha regalato belle emozioni in Trentino e chissà. È sempre uno del gruppo. E dove va, l’Ernesto, lascia il segno. Di solito è un segno d’oro.

Il bus degli Astana è proprio preso d’assalto. Impossibile persino ripartire per portare i corridori al più presto all’hotel, che li ricovererà e proteggerà da tutti e tutto. Gambe stanche e tese arrampicano sulla scaletta per la partenza che forse domani e dopo e dopo ancora, fino a Torino chissà…

Tutti cercano Vincenzo Nibali. Tutti lo vogliono. Lo aspettano lì da ore. Si accontenterebbero anche solo di un ciao. Non arriva ma niente non si lasciano scoraggiare. Il bus avanza e la gente applaude. V I N C E N Z O… .

È la voce del ciclismo che ama a prescindere dai momenti no, che paiono decisamente arrivati. Ma non è ancora finita. Ti dice un tifoso con una fiducia sfegatata. Più avanti c’è un tipo che non si preoccupa affatto di importanti destini rosa. E si diverte a riconoscere i corridori tutti. Possato, ho visto Possato! Ma và là si chiama Pozzato. Gli fa l’amico. E va beh cosa cambia, comunque l’è propri un bel fieu...

Cassano si fa il suo pieno. Di Giro. E tutto gira al meglio. High lights di una giornata infinita che mette alla prova anche il coriaceo, sempre bello ed energico sorriso di Gianni Motta da Cassano d’Adda che ti dice  alla fine quasi esausto: Bello, una bella giornata, una grande festa. Cosa vuoi che ti dica di più … peccato per oggi la volata. Mi sarebbe piaciuto vedere un corridore italiano, che ne hanno vinte troppo poche quest’anno di tappe al Giro. Ma va bene comunque.

 

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Note tecniche e note di cuore. Si scioglie Gianni Motta quando Remo gli porge una foto: c’è Motta con la maglia della Molteni che vince il Giro di Lombardia e accanto si vede la mamma… Una foto  in bianco e nero da autografare ma non è una qualunque: la mano quasi gli trema. C’è la mia mamma… Dice con gli occhi umidi al collezionista guardandolo diretto.

Si scioglie così anche il Giro di Gianni Motta, come un gelato di ricordi. A Cassano d’Adda. 50 Giri fa. C’era il successo di Gianni Motta. E come allora è ancora una grande festa.

 

 

 

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