C’è un nuovo libro che può emozionare la Corsa Rosa prima ancora della sua partenza. Ed è stato presentato oggi, a Milano,  presso il Bianchi Cafè & Cycles di via Felice Cavallotti. È un libro che promette pagine di ciclismo molto speciali, anzi storie, storie da Gran Premio della Montagna, quel GPM sponsorizzato dal 2003 da Banca Mediolanum che prima ancora del via ufficiale del Giro 2016 vuole fare scattare in edicola una carrellata di campioni supercompiuti e compiuti

#Giro2016 – Il libro che sta per scattare in edicola si intitola Campioni miei ed è frutto di due penne che scrivono in tandem, quelle di Ennio Doris e di Pier Augusto Stagi, con una prefazione firmata da Alessandro Sallusti, autentico innamorato della bicicletta. Quindi, qui, il contro della gente di ciclismo fa tre come sul podio della Corsa Rosa.  Ed è un libro che promette Storie di uomini e ciclisti visti e raccontati da un grande appassionato. Dove quest’ultimo è uno in particolare ed è in realtà proprio uno dei tre – Ennio Doris – una passione sportiva assoluta che ha coltivato nel corso della vita derivandola dal padre e da un’Italia che si accalorava intorno ai miti Coppi e Bartali (Doris è un Coppiano da sempre).

Il libro è pubblicato in abbinata con il Giornale e sarà disponibile nelle edicole italiane dal 6 al 29 maggio in contemporanea con il Giro d’Italia di cui Banca Mediolanum è sponsor storico del Gran Premio della Montagna dal 2003. Campioni miei è il secondo libro sul ciclismo dopo Un Giro intorno a me, uscito l’anno scorso ed edito Sperling&Kupfer e terzo in assoluto dopo l’autobiografia C’è anche domani.

pack_campagna_campioni«Nibali è uno di quei corridori che mi piacciono davvero parecchio perché ha un qualcosa che mi attrae da sempre: quel suo modo molto hidalgo di intendere la propria professione. Un modo coraggioso e sfrontato di affrontare la corsa. Vincenzo è uno che osa, non conta mai le pedalate, difficilmente sfrutta la scia degli avversari, ma ama prendere il vento in faccia. Questa cosa, da sempre, mi piace» scrive così Ennio Doris dello Squalo grande atteso al Giro2016.

Nel mirino, ops nelle penne, degli autori di Campioni miei, tuttavia, non c’è solo il grande Vincenzo Nibali ma anche una serie di altri talenti, come spiega bene l’altro-autore, Pier Augusto Stagi, giornalista al seguito del Giro d’Italia, da diverse edizioni, proprio per narrare la Corsa Rosa sulle pagine del quotidiano IlGiornale, diretto da Sallusti: «Questo è un libro dedicato a quei talenti che per una ragione o per l’altra non sono riusciti a completare la loro ascesa verso la gloria sportiva, non sono riusciti ad arrivare lassù in cima, ma non per questo non devono essere considerati campioni. Anzi. E c’è anche il caso di qualcuno arrivato certamente molto in alto, ma non proprio sulla cima degli immortali, solo per via di un suo limite fisico, o per strane circostanze della vita. Se questo libro fosse dedicato al calcio e ai suoi protagonisti, Johan Cruyff ne sarebbe uno dei protagonisti assoluti, forse l’archetipo ideale».

Chi sono gli autori? Ennio Doris è nato a Tombolo (PD) il 3 luglio 1940. Nel 1982 ha fondato l’attuale  gruppo bancario Mediolanum di cui ora è presidente. Sposato con Lina, ha due figli, Massimo e Sara, che con lui guidano l’azienda. La sua banca, nel giro di pochissimi anni, è diventata una delle istituzioni finanziarie più importanti e innovative del Paese.

Pier Augusto Stagi  è nato a Torino il 1° maggio 1962 da genitori toscani, da sempre vive a Milano. È giornalista professionista e da più di vent’anni scrive e racconta il ciclismo per il Giornale e da oltre un decennio è la voce ciclistica di Radio 24. Dirige dalla fondazione il mensile tuttoBICI e i siti specializzati tuttobiciweb.it e tuttobicitech.it.

Cosa troverai nel libro? È la passione il filo conduttore: un viaggio della memoria attraverso alcuni dei più grandi campioni della storia del ciclismo visti da Ennio Doris. Campioni miei è dedicato a quei talenti che campioni in un certo senso lo sono anche stati, senza però esserlo compiutamente, totalmente, universalmente, ma che Doris considera a tutti gli effetti degni di far parte della sua specialissima quadreria.

Un omaggio a quegli atleti che sono stati qualcuno, come Beghetto e Bitossi, Baronchelli, Bahamontes e Motta, per arrivare a Gianni Bugno, ma tutti avrebbero potuto essere qualcosa d’altro, forse di molto più grande e prezioso. E c’è posto anche per gente come Francesco Moser o Paolo Bettini, che non sono diventati dei Merckx o dei Coppi, ma sarebbero potuti essere qualcosa di più o di diverso se madre natura li avesse  carrozzati meglio. Tutto questo in un racconto ricco di storie e considerazioni su uno degli sport più amati, attraverso la testimonianza di un appassionato competente e d’eccezione.

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