Daniela e Claudio, I Pasero di Alessandria, sono un po’ il simbolo formato famiglia dello spirito di avventura e di voglia di viaggiare in bicicletta del Monferrato alessandrino e non solo.

La storia della loro passione per la bicicletta fa parte del movimento ciclistico alessandrino a tutto tondo. Quel movimento e quello spirito che punta a promuovere l’uso della bici in città e in viaggio. Uno degli obiettivi di tutte le iniziative legate anche alla Mostra di Alessandria Città delle Biciclette (da oggi ore 17,30 e fino al 26 giugno 2016, ingresso libero).

Daniela e Claudio sono stati insomma un po’ i pionieri di tanti tracciati cicloturistici che hanno dato modo di avviare un progetto e i contenuti di un sito, punto di riferimento per il progetto stesso denominato Piemonte Ciclabile, che  si traduce oggi nel portale piemontebike.eu promosso da Alexala.

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Li abbiamo incontrati tempo fa per un’intervista che proponiamo qui e che ci fa capire bene lo spirito di questa gente che pedala con cognizione di causa.

La Fiab di Alessandria è da diversi anni attiva e pedala, essa si è impegnata nella valorizzazione di alcuni itinerari cicloturistici che hanno un sapore particolare per i luoghi attraversati. Siamo nelle terre dei campionissimi, Coppi e Girardengo, ma anche in luoghi dove c’è ancora forte il contatto con la natura… Tracciando questi itinerari quali emozioni avete incontrato?  Gliamicidellebici di Alessandria fanno parte della FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) che da più di vent’anni promuove l’uso della bici in città e per il turismo. Tra i principali strumenti elaborati dalla FIAB vi sono il portale “BicItalia”, che contiene la mappatura capillare della rete ciclabile nazionale (raccordata a quella di Eurovelo) e il sito Albergabici che mette in rete centinaia di strutture ricettive a disposizione dei cicloturisti. Questi sono i confini “ideali” che delimitano la scelta dei nostri itinerari, che sono sempre ricerca di un contatto sia con la natura, sia con la cultura dei luoghi. Pedalando attraverso le nostre terre, abbiamo assaporato l’emozione di incontrare continuamente paesaggi diversi, quasi che ogni itinerario, di appena qualche decina di chilometri, potesse concentrare le esperienze di un vero e proprio viaggio: “varietà” è forse la parola chiave che meglio concentra le caratteristiche del nostro territorio. E la bicicletta è il mezzo ideale per assaporarne il gusto.

I percorsi sono stati realizzati a partire dal 2008, su commissione del Comune di Novi Ligure ed è stato una sorta di investimento formale e concreto che dà oggi la possibilità a molti di sperimentare questi tracciati come avete fatto voi allora e anche adesso. Vi ha fatto piacere questa ufficialità, insomma, pedalare su commissione e non più solo per il piacere di… ? La collaborazione con Piemonte Ciclabile ha rappresentato una bella opportunità per aggiungere un obiettivo concreto alla nostra passione; questa “ufficialità” ci ha fatto piacere in quanto riconoscimento dell’impegno di anni, nostro e della FIAB.

pasero 1Come si diventa “tracciatore” di itinerari cicloturistici? Quali sono le condizioni e le attenzioni che occorre mettere in campo nell’individuare un percorso?

Per quanto ci riguarda, si tratta di un mix tra passioni comuni e competenze diverse, difficili da trovare in un’unica persona e che, comunque, nel nostro caso, si arricchiscono nel piacere della condivisione. Indispensabile, in ogni caso, è l’entusiasmo per il senso di libertà che dà il viaggio in bicicletta. Poi occorre una conoscenza preliminare del territorio, acquisita nel tempo, attraverso uscite, esplorazioni e ricerche. Amore per la scrittura, per la fotografia e per la topografia sono ingredienti altrettanto importanti. Nell’individuare un itinerario occorre prestare attenzione a diversi fattori, che, concatenati, determinano la scelta di un tracciato e ne fanno escludere altri: traffico, pendenze, fondo stradale, punti di interesse, fontane, luoghi di ristoro, intermodalità con treni e mezzi pubblici.

C’è tanta storia natura e sapori in questi percorsi, quali vi hanno suggestionato maggiormente? Se proprio dobbiamo fare una scelta, forse il primo, tra quelli realizzati per Piemonte Ciclabile, Il mare a quadretti è quello che ci lega di più. È ormai un percorso molto conosciuto, tra i saliscendi delle ultime propaggini del Monferrato e il fascino esotico delle strade in mezzo alle risaie allagate, è sicuramente uno dei più suggestivi, proprio per la varietà e per il forte contrasto dei paesaggi attraversati. Ma poi ce ne sono tanti altri come quello che chiamiamo  Colori e profumi della Val Curone, un anello su strade secondarie tra la Val Curone e la Val Grue. La forte suggestione del tratto sul crinale, in cui sembra di percorrere un nastro sospesi tra i colori della terra e del cielo, si sposa con la ricchezza di testimonianze storico-artistiche che si incontrano: da sola, meriterebbe il viaggio, la visita ai luoghi di Pellizza da Volpedo. Un altro a cui siamo molto affezionati lo avevamo chiamato Tra le nuvole e il mare, ed è un itinerario in tre tappe nell’entroterra che collega Piemonte e Liguria, da Carcare ad Albenga

pasero 4Raccontateci brevemente di voi: chi siete e cosa fate nella vita, perché questo impegno con Fiab e da quando? Siamo entrambi insegnanti e amanti della bicicletta. Quando, più di vent’anni fa ci siamo incontrati, abbiamo scoperto di condividere la stessa passione, che si è poi arricchita, vivendo insieme, della dimensione del viaggio. In un secondo tempo è nata la necessità dell’impegno sociale per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche della mobilità sostenibile; di qui la costituzione, nel 2003, dell’associazione FIAB Gliamicidellebici di Alessandria che conta oggi molti iscritti. Laura, nostra figlia, di quasi undici anni,  praticamente è nata in bicicletta. È stata trasportata in bici durante i primi sei mesi di “pancione” della mamma, poi , a partire dai nove mesi, cullata sul seggiolino, a due anni nel carrello, a cinque trainata con il tandem e, finalmente, dalle vacanze degli suoi otto anni ha pedalato in autonomia: quattrocento chilometri con le sue gambe da Trento a Venezia e più di trecento dal passo Resia a Reggio Emilia.

Infine: il vostro sogno a due ruote quale è? Di sogni, noi ciclisti per amore,  ne abbiamo tanti. Rendere la nostra città ciclabile e quindi a misura di bambino. Poter pedalare in Italia con la stessa sicurezza e qualità di servizi che si ha in Europa. Avere tempo libero a sufficienza per poter viaggiare (e, ovviamente, tracciare itinerari). Contagiare il maggior numero di persone possibile all’uso del velocipede quale mezzo di trasporto efficiente, economico ed ecologico.

In bici nel mondo: quale meta avete raggiunto con maggiore soddisfazione? Oppure ce ne è una nel cassetto? Quando viaggiamo non è poi così importante la meta quanto il percorso, per il quale cerchiamo sempre uno spunto culturale, un filo conduttore che ci faccia da guida. Ad esempio: nel viaggio lungo la Loira abbiamo seguito le tracce di Leonardo attraverso i Castelli che ci hanno poi condotto fino al Palazzo del Louvre di Parigi. In Ostsee Radweg, lungo il Mar Baltico, siamo partiti dalla casa dei Buddenbrook a Lubecca per proseguire il viaggio in un’atmosfera densa di cultura, di natura e di storia, da Thomas Mann alla cortina di ferro, dai boschi di betulle ai quadri di Friedrich… In  Pedalando in una favola attraverso la Danimarca, il pretesto della Sirenetta ci ha permesso di confrontarci con stili di vita all’avanguardia, lontani anni luce dai nostri. Quest’anno stiamo pensando ad Anna Frank e all’Olanda.

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