Preferisce pedalare nell’ombra. Ma ha il passo del passista e qualche volta allunga persino, per concedersi solo di godere del suo paesaggio e della storia della bicicletta. È una persona gentile, di un garbo fine, delicato amico di Gianni Meazzo che – diciamolo – è il cuore della bicicletta che pulsa su e giù da quasi un secolo ad Alessandria…

Il fondista di cui parliamo si chiama Pier Paolo Chilin ed è un uomo in prima fila nel tavolo di lavoro – ops gruppo di ciclisti – di una Mostra che è molto più di una rassegna-esposizione che verrà inaugurata giovedì 14 aprile alle ore 17,30 a Palazzo MonferratoAlessandria Città delle biciclette è un progetto che coinvolge altri progetti, che ramifica, che fa gruppetto, che si dipana e fa rete per una volta senza tante gelosie e polemiche inutili. Perché ha un segreto: coinvolge tutti.

I ciclosuonati, ad esempio, ma anche semplicemente gli amanti del vintage (ah le Borsaline!), gli sportivi-ma-non-posso, gli agonisti a tutta sempre, i cicloturisti veri (quelli seri di Fiab come l’amico Claudio Pasero per restare in zona!), i corridori di ieri e di oggi (e quanti campioni da queste parti!) e poi quelli che in bici sperimentano – nella vita –  viaggi che partono e arrivano ad Alessandria toccando (per caso) la Patagonia (per beneficenza), vedi incontro segnalato qui sotto.
Ci sono poi quelli che sognano. E quelli che si divertono a curiosare. Insomma, c’è un mondo più lento e pulito, più rispettoso e fedele ad una morale, quella che ci insegna lo sport: anzi, di più, la morale della bicicletta!

Pier Paolo Chilin è insomma uno di questi, uno di noi: curioso, storico, scavatore di ricordi e di cimeli, meticolosa formichina che raccoglie informazioni, analizza sentimenti, racconti di un ciclismo che era ed è, per la passione vivida con cui sta venendo fuori e si mostrerà al suo pubblico attraverso questo racconto senza tempo.

al bici

Grazie a lui e a molti altri come lui, questa Mostra Alessandria Città delle Biciclette (fino a fino giugno 2016) saprà coinvolgere, sarà una rassegna capace di muovere e smuovere una passione per le due ruote, per la loro storia. Una storia che parte da qui, da Alessandria, dalla sua gente.

Chilin è uno di questi che hanno un quella la erre che arrota leggera quella tipica di Alessandria. Quelli che ci credono e si beano, come noi, di questo racconto che ricomincia da zero, anzi da una data precisa, dal 1867, dal quando Carlo Michel… Ci racconti, forza! «Cara Luciana,  – chiarisce subito sottovoce – non credo di meritare tutta questa attenzione, perché sono altri gli attori di questa iniziativa. Due su tutti  Meazzo e Dottino, due alessandrini doc, nati lo stesso giorno, mese , anno e che dividono la passione per la bicicletta, naturalmente entrambi figli di costruttori di bici quindi figli d’arte…».  Poi inizia l’intervista. Un’intervista che lui accetta per gioco, come sottolinea bene prima di iniziare, prima di rispondere volentieri alle nostre domande.

meazzo

Come è venuta l’idea di andare a scavare indietro nel tempo del ciclismo di Alessandria? Ho letto, per caso, la pubblicazione di Ugo Boccassi “Il Giro d”Italia e Alessandria” sei volte traguardo 8 volte partenze e tanti passaggi. Qui inizio a conoscere la grande storia del ciclismo alessandrino, Michel, Cavanenghi, Bruzzone Carozzi. Questi signori, ai più sconosciuti, sono scomparsi dalle memorie degli alessandrini. Nessuno ricorda ad esempio il significato dell’acronimo CVA, ancora ben presente fino agli anni 50-60 perché luogo di pattinaggio e ballo. Così, decido di provare a ricucire questa  memoria, chiedo, agli anziani, guardo i giornali locali dell’epoca, trovo tracce e documenti sempre più interessanti, a questo punto nasce il desiderio di far conoscere anche agli altri alessandrini il grande patrimonio ereditato, e parte l’idea della mostra. Idea che viene immediatamente accolta con entusiasmo dall’assessore Cattaneo del Comune di Alessandria e dal dottor Livraghi della Camera di Commercio di Alessandria. Tutti si entusiasmano ed iniziano a cercare nella memoria e nei documenti locali tracce di questa gloriosa storia. E tutto inizia ad affiorare con grande stupore. Perché in verità  basta grattare piano piano e la storia della bicicletta in questa città viene fuori in ogni luogo.

Ostacoli e successi, in corsa non va sempre tutto bene. Si fa fatica…  Invece no, nessun ostacolo, sono convinto che conoscere questa storia possa rendere orgogliosi gli alessandrini tanto quanto lo sono ( anche e soprattutto in questo periodo) della squadra di calcio, dei Grigi. In fondo dal CVA si sono sviluppate diverse discipline sportive ed in città e successo quello che è accaduto in Italia, ovvero dal ciclismo organizzato si sono sviluppati gli altri sport.

Poi però la bicicletta porta con se aneddoti personali, uno per tutti? Cercavo articoli sulla morte di Cavanenghi in quel di Mantova nel 1912 ed ho chiesto alla biblioteca (via mail) alcuni articoli del periodo. Dopo poche ore avevo il materiale richiesto, alla mia mail aveva immediatamente risposto una bibliotecaria il cui nonno era stato un routiers dell’epoca, ben contenta di fornirmi queste informazioni. Insomma, dopo tanto silenzio sembra proprio che i nostri “eroi ” alessandrini abbiano voglia di salire sul “podio” ancora una volta.

Ma questo non è un aneddoto personale, Chilin… Andiamo avanti. E dopo la mostra retrospettiva che Alessandria avremo da pedalare ? Dopo la mostra “Alessandria città delle biciclette” non finisce è solo l’inizio. Ci sono due momenti importanti nel nostro programma che possono avere successo anche nazionale. Segnatevi queste date: il 6,7,8 maggio 2016. La prima si riferisce al Maino Day, una giornata dedicata alle sfilate delle Maino nella città delle sue fabbriche. La seconda è Beer and Bike, evento ciclogastronomico già proposto dal nostro concittadino Carlo Michel a fine ottocento: ovvero una bella biciclettata e poi tutti ad assaggiare le birre locali. Così faceva Michel Vice Presidente del Circolo Velocipedistico Alessandrino ma anche Presidente dei produttori di birra italiani. Insomma, Alessandria nei prossimi mesi pedalerà… a tutta birra!

Tornando a Chilin, tentando ancora di metterla sul… personale? Lei pedala? Ho solo due bici : una Meazzo con freni a bacchetta del 1980 e una bici da corsa di quel periodo. Sono fondamentalmente un ciclista urbano che condivide a pieno il pensiero FIAB, associazione di cui faccio parte. 

Tu ci hai provato a scavare nel presente, ma Chilin è uno di quelli che sta dietro alle quinte di questa mostra piena di anime che pedalano a ritroso. E sarà bello naufragare insieme in tutti questi ricordi.

YAL#Appuntamenti – Giovedì 7 aprile, ore 21, Teatro Alessandrino – Via Verdi 12 – Serata benefica con gli appunti di viaggio su “Patagonia 2016”, condotta da Dede Vinci, per ascoltare dai componenti del team “il vento tra le ruote” – Matteo Gatto, Carmelo Scalzo, Renato Scarrone e Franco Perich – il racconto di questa incredibile quanto solidaristica avventura.

IL VIDEO QUI

 

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