Presentata ieri a Palazzo Monferrato, con gli amici del ciclismo eroico della Gran Corsa, la mostra che sarà allestita dal 14 aprile prossimo e ripercorre  la storia della bicicletta e del movimento ciclistico in Piemonte e in Italia. L’evento si inserisce nelle attività del Comune di Alessandria per un programma di mobilità ecosostenibile e si integra nelle iniziative che la Camera di Commercio sta sviluppando nel progetto “Monferrato”, per accrescere l’attrattività del territorio

Alessandria pedala. Alessandria tira il gruppo. Ripercorre la storia, fa surplace. Scatta. Poi si mette a programmare una cronometro. A squadre. C’è gente che dà il cambio. Buca la galleria del vento. Va indietro e avanti. Coinvolge le vie, la storia di una cittadella abituata al tran tran di provincia, ma poi, se c’è da scattare in avanti e andare anche oltre lo fa e se ne infischia se altri non ci avevano pensato prima.

Alessandria vuole riappropriarsi del tempo. Che fu. Quello della bicicletta e dei campioni. Che è. Quello dei nostri giorni in cui, non solo si pedala per agonismo ma anche per piacere, lento, di scoprire angoli di terra. Dove tutto è cominciato. In quell’angolo monferrino di un Piemonte operoso, forse un po’ dimenticato nel suo oblio post industriale, dove però c’è ancora voglia di fare e pedalare.

Anche solo per il gusto di ritrovare il piacere di quelle pedalate a ritroso. Il piacere di una cittadella in bianco e nero capace al di là dei toni di creatività e di lavoro. Di lavoro e di creatività. Di piccoli grandi imprenditori e di piccoli grandi campioni, ognuno nel proprio campo. Una città del Piemonte capace di trovare il tempo giusto per mettere in mostra – dopo un po’ troppi anni di silenzi –  biciclette e storie di uomini così ben collegate, che girano su una catena antica oliata perché è anche moderna.

Scattano dunque questi alessandrini e sanno tenere un tempo che se lo vogliamo capire, guardando indietro senza nostalgia piuttosto con il sorriso, ci dirà – forse – dove andremo a finire. A due ruote tutto poi torna, chissà…

Alessandria è comunque la Città delle biciclette. E la è per tante ragioni. Per aver dato i natali, ad esempio, ad un imprenditore alessandrino di chiare origini francesi, tale Carlo Michel, che fu tra i primi in Italia ad essere letteralmente conquistato dal potere persuasivo di un velocipede. Se ne tornò a casa, lui curioso avventuriero di un Expo parigino, con una draisina – forse la prima apparsa in Italia – da mettere in mostra nella sua Alessandria e non solo. Fu lui, nel 1867, a capire l’importanza di questo esaltante antenato della bicicletta: rimase così affascinato da quelle due ruote, il nostro Michel, che non poté fare altro che portare a casa un esemplare, prodotto dalla ditta Michaux e andare in giro per le strade della città, creando il terreno giusto per un mito che ancora oggi è fascino e passione per molti uomini. Di Parigi. Di Alessandria. Di… un mondo che da sempre pedala. E c’è poco da aggiungere. Non si è mai fermata la bicicletta.

Tutto fu veloce, ad Alessandria e dintorni. Da qui tutto partì: si tracciò una strada. Michel divenne dirigente del Circolo Velocipedistico Alessandrino, poi vicepresidente nazionale dell’Unione Velocipedistica Italiana, qui le riunioni della prima organizzazione internazionale. La sua Alessandria divenne presto la capitale italiana del ciclismo. Qui le prime corse. Qui i primi raduni in pista. In un velodromo che non c’è più ma c’era e radunava.  Qui il primo turismo in  bicicletta, che per le strade di allora era sì eroico, come la sopravvivenza in genere, ma guardava già oltre. Qui le donne andavano ad operare eleganti per Borsalino, cavalcando le biciclette… Ecco un’immagine che è moda, è stile e fascino del mezzo intramontabile.

al biciQui, ad Alessandria, non a caso Uvi e Touring Club trovarono cose comuni da dire, progettare e poi separare, quando l’una si dedicò allo sport, l’altra al turismo appunto. Fatto sta che la vocazione ciclistica di Alessandria e della sua provincia, fu subito certa, chiara, lampante e lungimirante. Operosa, soprattutto, capace di fare nascere nel tempo grandi artigiani di biciclette: uno su tutti, Giovanni Maino.

Capace di importanti giornalisti sportivi, come Eliso Rivera cofondatore della Gazzetta dello Sport che 120 anni fa, il 3 aprile, fu fondata dall’unione di due testate: il Ciclista e la Tripletta… Capace di straordinari campioni, dal tortonese Giovanni Cuniolo detto Manina e dal suo “rivale” l’astigiano Giovanni Gerbi soprannominato Diavolo Rosso, fino ai campionissimi Costante Girardengo prima, Fausto Coppi, dopo:  eroi del pedale che ne immortalarono il mito. E nella loro scia un drappello di gregari-campioni, tutti uomini di spessore che hanno contribuito essi stessi a fare grande l’epopea del ciclismo.

Capace di un ciclismo eroico o semplicemente umano, come quello della Siof di Pozzolo Formigaro, fucina alessandrina di campioni, o meglio di motori silenziosi fatti da muscoli, di cuori e di polmoni talvolta sovrannaturali, plasmati dalla caparbietà e dall’intuito di un massaggiatore cieco dalle mani potenti, l’orbo di Novi Ligure, quel diavolo di Biagio Cavanna…

meazzoBasta questo per poter dire che Alessandria è per antonomasia la Città delle biciclette? Basta e avanza per affermare che il territorio alessandrino ha sicuramente un ruolo di primo piano nel raccontare la storia dello sport delle due ruote in Piemonte e in Italia. Un ruolo che è storia ma anche attualità, con quel Museo dei Campionissimi a Novi Ligure che molti ci invidiano. Con Casa Coppi e un paese intero, un museo a cielo aperto, a Castellania sui Colli Tortonesi. Con uno, cento, mille itinerari cicloturistici da pedalare in ogni modo e velocità, con tutto lo spirito diverso che aleggia attorno alle due ruote. Sono i percorsi di Piemontebike che invitano alle nozze a due ruote.

Per passione, per tradizione, per turismo. Per dare seguito a quella voglia di pedalare con successo, messa in moto poco più di un secolo fa da un certo Michelin, per ridare una paternità ed una sorta di funzione nevralgica alla città di Alessandria nell’affermarsi del mito della bicicletta. Per promuovere, semplicemente e senza pregiudizi di sorta – le piste ciclabili, quelle che ci sono, quelle che ci saranno, il pericolo, la fatica… –  l’utilizzo di questo mezzo di trasporto eco-sostenibile che ci si augura possa ritornare come era nelle abitudini dei nostri luoghi.

Tutto questo è Alessandria Città delle biciclette. Un piccolo miracolo del tempo. Una squadra di gente che pedala dandosi il cambio per un cambiamento. Dal capitano Roberto Livraghi, segretario generale della Camera di Commercio di Alessandria, all’assessore Mauro Cattaneo, al sindaco Maria Rita Rossa, alle associazioni e istituzioni, fra queste Alexala (per il turismo e il cicloturismo compreso). Alla Regione Piemonte, più che mai di questi tempi propositiva in tema di Ciclovie vecchie e nuove, alla stampa: con Il Piccolo che è (grande) media partner e mette una Alfonsina dello sport a tirare la volata, Mimma Calligaris, rubata ai Grigi (e di questi tempi…) per recuperare il racconto di un ciclismo che ancora c’è. Fra gli album fotografici della gente di città e provincia. Fra amici, scrittori, poeti e narratori. Di storie anche semplici che in qualche modo – un modo che è sempre per forza rotondo e concentrico  – hanno avuto un polo di attrazione qui. Ad Alessandria.

Qui dove, dal 14 aprile, a Palazzo del Monferrato, si aprirà un’esposizione molto speciale: occasione anche questa per narrare una cento storie. Per celebrare una cento biciclette, da quelle di Gianni Meazzo a quelle dei numerosi “prestatori”. Con tutta una cornice e un’eco che sa di arte e rappresentazione. Che muove talenti, come quello artistico di Riccardo Guasco a quello teatrale di Massimo Poggio e di Emanuele Arrigazzi.

L’evento si inserisce sia nelle attività del Comune di Alessandria per un programma di mobilità ecosostenibile che si integra nelle iniziative che la Camera di Commercio sta sviluppando nel progetto “Monferrato”, per accrescere l’attrattività del territorio. Tutto si collega come in un puzzle fra storia e presente con le proposte di cicloturismo della Regione Piemonte (e Piemonte Ciclabile è un figlio che pedala in questo senso). E con le varie manifestazioni locali, organizzate ogni anno dal mondo delle due ruote: fra queste LaMitica, affascinante rendez vous previsto ogni ultima domenica di giugno con partenza e arrivo, rigorosamente su bici d’epoca, a Castellania.

Da metà aprile a fine giugno, Alessandria mostra la sua Città delle biciclette ed è un  periodo di apertura che coincide con il passaggio del Giro d’Italia nelle province piemontesi. Ma non si esaurirà qui.

Il percorso espositivo, curato con creatività da Giorgio Annone, è progettato per unire la spettacolarità delle installazioni multimediali al più pacato carattere storico e sociale che vuole rivisitare un’epoca in cui Alessandria divenne il fulcro del ciclismo nazionale.

Sarà lo stesso Carlo Michel in un racconto audiovisivo ad accompagnare il visitatore attraverso le varie sale, in cui si potranno ammirare anche cimeli assai rari, come l’ultima bicicletta usata da Fausto Coppi.

La mostra, visitabile fino al 26 giugno, è organizzata dalla Camera di Commercio e dal Comune di Alessandria, e può contare sul patrocinio di Alexala che la promuove attraverso il suo progetto Piemonte Ciclabile (www.piemontebike.eu), oltre che della Federazione Italiana Ciclismo, della Federazione Italiana Amici della Bicicletta e del Touring Club Italiano; il progetto e l’allestimento saranno curati dalla Line Lab di  Giorgio Annone, con la collaborazione di  Maria Luisa Caffarelli e Rino Tacchella per la realizzazione del catalogo.

 

SCHEDA DELLA MOSTRA –  Alessandria città delle biciclette, dal 14 aprile al 26 giugno 2016. Palazzo del Monferrato, via San Lorenzo 21, Alessandria

Inaugurazione 14 aprile alle ore 17.30. Orari: da martedì a venerdì dalle 16.00 alle 19.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00, lunedì chiuso

Ingresso libero. Per informazioni: www.palazzomonferrato.it

 

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