L’Eroica è aspettare la prima domenica di ottobre per un anno.

L’Eroica è poterla condividerla con gli amici più cari, proprio quelli che sentono le cose che senti tu.

L’Eroica è cercare la propria bici o aspettare che lei trovi te.

L’Eroica è restituirgli dignità, con passione, amore e devozione.

L’Eroica è non riuscire a dormire la notte prima della partenza.
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L’Eroica è rigirarti mille volte insonne nel letto continuando a pensare se tutto è a posto o se hai dimenticato qualcosa.

L’Eroica è addormentarsi un’ora prima della sveglia.

L’Eroica è svegliarsi al rumore delle biciclette che si avviano allo partenza, prima che la sveglia suoni.

L’Eroica è tutto ciò che succede dopo, ciò che tutti sappiamo e che viviamo in modi diversi.

Molti pensano che l’Eroica sia tutto questo e ancora di più o forse altro ancora.

Molti pensano che sia fatica, sudore, polvere, fango, dolore, paura, scoramento, stupore, gioia, dolcezza e infine amore.

Ma L’Eroica è anche, e soprattutto, ciò che rimane dentro, quello che resta di una emozione unica.

E’ ciò che rimane scolpito a fuoco vivo nella mente, nel cuore e in tutto il tuo essere, è un ricordo tale che ti fa palpitare ogni volta che con la mente torni indietro a quella domenica di ottobre.
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Si, l’ Eroica è quello che resta di una emozione unica e variegata, con alti e bassi, un’emozione che ti consola che ti esalta che ti fa dimenticare quello che eri, ti fa sembrare diverso, forse migliore, proprio perché tutti noi infondo desideriamo essere migliori. Forse rappresenta quel treno che tutti abbiamo perso almeno una volta nella vita e poi arriva quella prima domenica di ottobre, arriva in un anno senza tempo, eccola l’occasione del riscatto , ecco la possibilità di dire: quella volta è andata male, ma ora, ci sono e voglio prendermi la mia rivincita.

Ma l’Eroica è anche entrare in punta di piedi in un mondo diverso, dove il tempo si è fermato e dove tutto diventa possibile. Improvvisamente si è catapultati nello scenario di un grande film in bianco e nero in cui non esistono comparse, ognuno ha un ruolo che si è ben ritagliato. Il tempo non esiste piu, gli anni si fondono in un tutt’uno e ti accorgi che Girardengo, Binda e Coppi pedalano con Maurice Garin, mentre Bartali, Eugene Cristophe, Bottecchia ed Eddy Merckx sono seduti in piazza allo Sfizio di’Bianchi a bere un bicchiere e ti può persino capitare di mangiare insieme a loro, incontrarli ai ristori e perchè no, sfidarli nelle salite più dure.

Tutto diventa un grande sogno da cui non vorresti mai svegliarti. In questo grande film non sei solo una semplice comparsa ma puoi diventare tu l’ attore protagonista e al tempo stesso regista e sceneggiatore.

E’ la storia della vita stessa, in cui tutti vorremmo essere protagonisti e non sempre solo comparse.
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Allora ti rendi conto che a Gaiole ogni anno, in quella prima domenica di ottobre, hai la possibilità di entrare in questo mondo fatato, e capisci che si rimane comparsa solo se si scegli di non vivere la tua emozione, solo se rinunci a tornare bambino, quando ti emozionavi e fantasticavi ascoltando i racconti di tuo padre, di tuo nonno, dello zio, racconti che parlavano di uomini straordinari che lottavano contro gli elementi e le avversità, senza mai arrendersi …..storie di uomini coraggiosi.

Comprendi allora più che mai che si rimane comparsa se non si è disposti a soffrire per portare a termine il percorso, perchè solo cosi diventa tutto più vero, solo cosi il sogno diventa realtà e la realtà diventa sogno, solo così si ha il coraggio di andare fino in fondo, solo in questo modo si ha la forza di spingere sui pedali più di quanto avresti mai pensato di poter fare e solo cosi la salita, che sembra non finire mai, diventa una sopportabile compagna …. e l’impossibile improvvisamente possibile.
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Ma L’eroica è anche andar via il lunedì mattina e vedere che tutto lo scenario si sta dileguando …. le strade son quasi deserte, le migliaia di biciclette del giorno prima non ci sono più, ci sei solo tu con quello che ti è rimasto dentro, e mentre stai guidando ed esci dal borgo, senti un peso dentro di te, un pugno nello stomaco, ma non cosi forte da farti male, è un languore, una sensazione dolce amara, sai che stai uscendo da quel sogno, ma sai anche che è solo per poco perchè ti basterà vedere una vecchia bicicletta per tornare indietro con la mente a quella prima domenica di ottobre di un anno senza tempo.
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Sai che devi tornare alla tua vita normale quella di tutti i giorni con i problemi e le esigenze, ma capisci che qualcosa è cambiato , sai che tu sei cambiato ……si….. lo sai ….e questo ti basta.

………………………………………………………………………………………………Paolo Francesco Tosi…………………………

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