Azzurro è il cielo pieno di sogni e qualche nuvola. Azzurra è la maglia intrisa di sudore e di obiettivi. Anche quella di  Vincenzo Nibali (vabbé, quell’azzurro Astana è un turchese sbiadito un po’ da ritoccare). Azzurra è la speranza di vittorie sofferte, di ricordi: di quelli belli e quelli da rinfrescare con nuovi successi.

Azzurro è il futuro: più che roseo, diciamolo, è un futuro azzurro perché il Mondiale arriva sempre. A sentenziare. A regalarci un Campione. A sfrecciare nei cuori, anche quelli di un solo giorno. Ma poi, al posto dell’azzurro ci sarà l’iride e il capolavoro da indossare tutto l’anno in corsa, da sfoggiare al Giro di Lombardia. Magia. Solo il ciclismo può.

Azzurro è anche un po’ l’orgoglio nazionale, quello sano. Ti daranno della vecchia babbiona ma chissene. Crederci (e non morire). Quell’orgoglio trasmesso come le preghiere, la sera a letto, di generazione in generazione. Così azzurro che basta un passaggio di testimone per rinfrescarne il colore acceso, che arricchisce e costruisce. Le storie belle. Di sport e di umanità.

Ricordi azzurri. C’era l’Alfredo Martini. Quello che parlava con il giornalista Franco Rota un giorno sì, l’altro… Fiorenzo Magni. Avevi solo il compito di rispondere al primo trillo. Se possibile ed ecco che:  “ Lucianina … mi passi il tuo babbo, per favore?”. Risuonava facile il compito nella cornetta. La voce era tenera, sia quella dell’uno che dell’altro (anche Magni, signori, proprio così, era tenero anche lui con te piccina…). E tu, pensando di esser grande prima del dovuto e per vocazione, dovevi indovinare, azzeccare il personaggio (sarà l’uno o sarà l’altro?). dovevi cercare di essere la segretaria perfetta del tuo grande papà. “E’ lui, ti vuole!”. Non potevi sbagliare.

Quel modo di dire “Babbo” era solo di loro due. Tipicamente toscano. Porgevi così la cornetta con fare sicuro. Papà, allora, ti guardava strano: “Lui chi? Alfredo o Fiorenzo?”. Non potevi sbagliare, così con nonchalance sapevi sempre come cambiare discorso. Se era di settembre. Meglio. Andavi a colpo sicuro. Ma poi le altre corse le conoscevi già… E sgattaiolando con la cornetta a mezz’aria rilanciavi prima di fuggire via con una domanda. Una domanda da tecnica: “Ah, papi, chiedigli chi vince il Mondiale!”.

Avevi un sogno. Vincere con la maglia azzurra. Quella maglia alla quale tante persone accanto a te, persino della tua sfera familiare, avevano dedicato vita, allenamenti, scritture, pagine, studi, tempo. Dedizione e amore per la maglia azzurra. Per gli Atleti Azzurri d’Italia. Quando Franco Ballerini ti chiamò – con tutti gli accenti a posto, quelli alla toscana – per poco non ti cadeva il cellulare mobile per l’emozione: era forse il secondo portatile, conquistato con grande impegno da collaboratrice de La Gazzetta dello Sport (le pagine di Milano!), articoli pagati più  altre cosine qua e là. Con tuo padre che ti diceva senza mezzi termini “Ehi Luciana, scrivi anche sui muri adesso?”. La telefonata mobile: Franco ti proponeva di assisterlo come suo portavoce per il nuovo incarico con la Nazionale. Che roba! “Senti Lucianina, Alfredo mi consiglia di rivolgermi a te. Del resto lo ascolto come fosse un padre. E il tuo, di padre, fu al suo fianco. Quindi… Mi pare tutto logico. Cosa ne pensi?“.  Al diavolo la parcella. Come sempre, era la bella occasione. Il resto è… storia con quella ciliegina sulla torta di Zolder che vale una vita intera. Di lavoro, impegno, sorrisi, soddisfazioni, momenti delicati, lune impossibili, il mondo che cambia. E poi? Poi un grande dolore che non si calmerà mai. Perché quando perdi un fratello – Franco – è così. Perché quando perdi un padre, un amico e due toscani che cercavano il Babbo come Alfredo, come Fiorenzo…  

_CN_7374La malinconia nello sport deve essere  solo linfa per un ricordo prolungato.  Anzi un ricordo che, per dirla in gergo ciclistico, deve allungare, sempre. Perché il Mondiale arriva ogni anno. I tuoi quattro Mondiali con Quelli della Maglia Azzurra non si cancellano. L’attaccamento a quell’ Italia, alla Squadra, al Team voluto da Alfredo e poi da Ballero, sono identici. Non si cancella nemmeno il corollario. La costruzione della Squadra. Come la intendeva lui. il Ballero. Così prima o poi nella tua vita c’è stato anche il mondiale con Enervit. A Mendrisio. E un sacco di cose belle da vivere e raccontare. I sopralluoghi sul percorso iridato. L’allenamento con le “sbarrette” nuove da testare. I video per parlare di integratori mitici per il recupero… La Maratona delle Dolomiti per stare insieme, lassù sui monti pallidi. E rivederlo in bici, come era bello anche in bici e in “azzurro Sportful” il Ballero…

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Così il Mondiale arriva, ed è la seconda volta che arriva con Davide Cassani che ha sempre saputo ricordare nel modo giusto chi lo ha preceduto. Mai una parola sbagliata. I sorrisi e gli sguardi calibrati ad hoc. Un compito difficilissimo – dopo l’intermezzo di Paolo Bettini – prendere quel posto sull’Ammiraglia. E una Nazionale da fare diventare ancora più grande. Che grande la è sempre stata. Basta scorrere l’albo d’oro. Lustrarsi gli occhi e via…

C’è ancora un grande companatico. Anche ad un mese dal prossimo mondiale. Tutto quello che serve c’è. Sulla carta e fra le bici. C’è anche e ancora Enervit al suo fianco, al fianco della Nazionale. C’è con l’evoluzione e la ricerca per lo sport che vince. E squadra che vince non si …

Così il Mondiale di ciclismo arriva e con Enervit, per la Squadra, c’è anche Paolo Calabresi, direttore marketing di un’azienda – quella Enervit fondata oltre mezzo secolo fa dal genio di Paolo Sorbini – che vive facendo pulsare, e non per finta, la passione per lo sport. Lui che pedala per passione. Lui, buon cicloamatore, che mulina in salita accanto a Davide Cassani: strade dolomitiche. C’era un CT di tutti. Ce ne è un altro. Per tutti. E per tutti c’è un sogno azzurro che pedala, sulle tracce di uomini e di campioni. Azzurro, un sogno azzurro non finisce mai…

ps Dovevi solo riportare una notizia, quella della rinnovata collaborazione fra la Nazionale di Davide Cassani ed Enervit, l’azienda di integratori sportivi e di nutrizione funzionale. I ricordi invece hanno preso il sopravvento ed ecco che la notizia è quasi scappata via. Ma la recuperi in fretta, eccola. È azzurra anche questa. Non stona. E chi si intende di abbinamenti e moda lo sa che la #magliazzurra va con tutto! E guardare avanti.

Enervit e la Federazione Ciclistica Italiana.

Milano, 1 settembre 2015 – Enervit è sponsor ufficiale 2015, nonché fornitore d’energia rossa delle Nazionali di ciclismo. L’accordo è coerente con l’impegno di Enervit nei confronti degli sport di endurance, con un valore aggiunto grazie alla lunga esperienza in questo settore maturata dall’azienda italiana, leader nell’integrazione alimentare sportiva e della nutrizione funzionale.

Un connubio già ricco di successi torna oggi al servizio delle Nazionali di ciclismo, guidate da Davide Cassani, con tutta l’innovazione nutrizionale necessaria per supportare i maggiori attori dello sport mondiale ed olimpico.

Gli azzurri delle due ruote, seguiti da un autentico ambasciatore endurance per eccellenza, Davide Cassani, il CT per tutti, potranno contare su un importante supporto, quello di Enervit, seguendo una strada già percorsa con successo negli anni passati. Le squadre Nazionali di ciclismo si avvalgono della linea più completa di integratori prima, durante, dopo lo sport, con la qualità e la sicurezza che da sempre l’azienda garantisce.

Come sempre non è solo un impegno di visibilità e di facciata – spiega entusiasta Paolo Calabresi, direttore marketing di Enervit S.p.A. – La scienza dell’Equipe Enervit ancora una volta supporta attivamente e in modo costruttivo la squadra: lavorando da anni al fianco degli atleti professionisti e non solo… È partito il countdown per i Mondiali di Richmond, negli Stati Uniti, dal 20 al 27 settembre 2015 – prosegue Calabresi – con un percorso particolarmente impegnativo, l’Equipe Enervit è già al lavoro per supportare la squadra attraverso lo staff tecnico con una strategia dedicata”.

Siamo contenti di essere supportati dalla scienza di Enervit, un’azienda affidabile, competente, leader italiano nell’integrazione sportiva con la quale si è instaurata un’ottima sinergia, che vanta una grande esperienza nel settore da sempre, e che è proiettata verso il futuro attraverso l’innovazione e la ricerca – afferma il ct Davide Cassani -. Affrontare le competizioni sapendo di avere il supporto dell’Equipe Enervit, ci rende fiduciosi nel raggiungimento dei nostri obiettivi, sapendo di poter contare sulla migliore consulenza e supporto nell’integrazione alimentare sportiva ai più alti livelli”.

 

 

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