Di Gabrio Spapperi.

..“Oscure intanto fumano le nubi

su l’Appennino: grande, austera, verde

da le montagne digradanti in cerchio

L’Umbrïa guarda.

Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte

nume Clitumno! Sento in cuor l’antica

patria e aleggiarmi su l’accesa fronte

gl’itali iddii.”…..

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Così Giosuè Carducci descriveva mirabilmente nella sua famosa ode “Alle fonti del Clitunno”, il territorio umbro riuscendo a coglierne il significato più profondo e veritiero; lo stesso territorio che coloro che hanno avuto la fortuna di partecipare alla Francescana hanno percorso con le loro vecchie biciclette e di apprezzare se qualche volta hanno saputo distogliere lo sguardo dalla strada e dalla ruota anteriore (ma questo in genere lo fanno solo quelli che nelle Gran Fondo sono diabolicamente attratti dalla prestazione in sé e dai tempi di percorrenza).

Dunque i nostri, partiti dalla bella Piazza della Repubblica di Foligno, dopo un lungo tratto in una pianura verdeggiante e mai monotona e uguale a sé stessa (come in tante ciclostoriche invece abbiamo dovuto subire) si sono portati su delle belle colline panoramiche per affrontare con baldanza il primo ristoro allestito alle Cantine Caprai (una delle cantine più famose in Italia per il Sagrantino) ed innaffiato da prestigioso vino Doc di propria produzione.

 

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La gita cultural/sportivo/gastronomica è poi proseguita con una ulteriore fermata per assaggiare dei sofisticati crostini alla lumaca , con il passaggio in una delle piazze più belle d’Italia, quella di Bevagna, una ulteriore fermata di “riflessione” a Cannara con l’assaggio di un piatto di meravigliosi ceci e della famosa cipolla locale, il successivo passaggio ad Assisi in mezzo a folle di pellegrini prima stupiti, poi incuriositi, l’arrivo alla bellissima Spello e da lì’, finalmente gli ultimi chilometri per Foligno in uno sterrato in mezzo a file pittoresche ed affascinanti di ulivi. Pasta party favoloso, mai sperimentato in altre ciclostoriche, due primi, secondo e tanto vino sempre doc dei colli di Monte Falco.

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A contorno della manifestazione , l’affissione di una lapide commemorativa di una gara vinta da Girardengo (alla presenza della nipote e della pronipote) ai “Canapè”, una delle prime piste per corse in bicicletta comparse in Europa, il Torneo di Tennis vintage, la mostra di bici storiche Bianchi ed i mercatini dell’usato. Pochi i nei (fisiologicamente presenti in una edizione zero), come quello che ha portato la maggior parte delle critiche e cioè la presenza di una lunga salita con punte anche del 28% che non aveva nessuna logica né utilità e che ha fatto “moccolare” anche i soccorritori della Croce Bianca che hanno addirittura bruciato la frizione della Ambulanza. Ma quelli della Francescana son bravi ragazzi ed in futuro faranno tutto alla perfezione, senza bisogno né di miracoli né di benedizioni estemporanee.

 

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