Il triathlon al Ghisallo? Un successo. Un’emozione anzi una tripla emozione. Così anche se non ci vai ti impressioni e ti vengono i brividini quando Carola Gentilini, direttore del Museo del Ghisallo su a Magreglio, ti manda su WU le foto dell’arrivo allestito e rilucente. All’Alba della fatica. Davanti al mausoleo di Coppi, Bartali, Martini e quello che verrà (Magni)… insomma, al cospetto dei campioni tutti! Brividi e poi la festa che inizi.

Ti va bene che alla festa partecipi l’instancabile energetico ottimista per eccellenza Antonio Ruzzo. Un giornalista, sì. Un amico. Uno che in famiglia – Team Ruzzo – mangia pane ed endurance. Come companatico. Per farti capire i tipi: i figli del mio amico Antonio riconoscono la Bibbia nel saggio scritto da Daniel Fontana, l’ironman della DDS (scritto a quattro mani con Elena Casiraghi). Così, la sera, dopo la corsa, la piscina, la bici… e certamente gli studi, si addormentano con nelle mani un libro, quel libro: “Dimagrire di corsa” (Mondadori). Non con volumi di fumetti, fiabe o preghiere di altro tipo… No. Solo fatica da sfogliare.

Ma torniamo al Ghisallo. Ci è andato lui, Ruzzo, e lo ha fatto! Lo ha conquistato. Lo ha finito. E ne ha scritto. Come sempre puntuale ne ha scritto. Quindi, ecco qui nello spazio Triplice del nostro Cyclemagazine il resoconto per concessione. Gentile. E forte. Con un invito a tutti, per il prossimo anno, a non mancare all’appello. Ci si dovrà preparare (per la collina del Diavolo e altre storie…). Ma sarà poi bello. Bellissimo. Lassù dove si prega di tornare. Magari facendo un po’ meno fatica…

Dal Blog di Antonio Ruzzo “Vado di Corsa” LINK

Ghisallo, quando il triathlon si fa duro

Dal Blog di Antonio Ruzzo Vado di Corsa - IlGiornale

Dal Blog di Antonio Ruzzo Vado di Corsa – IlGiornale

Alla maratona di Boston c’è la collina “spezzacuore”, a Magreglio sul Ghisallo c’è quella del “diavolo”. Centro metri al 22 per cento da ripetere quattro volte di corsa, dopo aver nuotato 1500 metri nel lago ed aver scalato Pian del Tivano,  Colma ed altro ancora. Però nel triathlon si corre. E oggi sulla collina del Diavolo di Magreglio in molti hanno visto la Madonna che da queste parti protegge i ciclisti e ora probabilmente dirà qualche preghiera anche per i triatleti.

Bella gara questo “no limits” Bellagio-Ghisallo sulle strade che hanno fatto la storia del ciclismo mondiale e con il il patrocinio del Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo.  Ben organizzata dallo staff di Renzo Straniero che ama fare la “corsa dura” come capita al Giro e al Tour quando le squadre tirano a tutta preparare la salita ai capitani.  Così dopo il nuoto per i 400 ateti al via, che si sono divisi tra supersprint e olimpico, è cominciato l’assalto al Ghisallo, in una giornata che sembrava fatta apposta per far sport e per ammirare, tornante dopo tornante, la meraviglia di un lago che diventava sempre più piccolo laggiù in fondo  chilometro dopo chilometro. 

Assalto da due fronti: dalla parte di Bellagio per la gara più corta, da Nesso fin sulla Colma per la distanza olimpica. Hanno faticato tutti, perchè da queste parti non si fanno sconti. Dal primo all’ultimo, fino all’ultimo metro di corsa sul circuito di Magreglio disegnato apposta per rendere questa gara  qualcosa in più di un olimpico, al di là dei chilometri, dei watt, delle calorie spese.

Numeri. Che a volte non rendono le stesse sensazioni che sono capaci di restituire il cuore e le gambe. E dopo una gara così le gambe fanno il male che devono fare perchè il triathlon, ma anche tanti altri sport, non sono mai il calcolo perfetto di ciò che si investe.  A chi invece i conti sono tornati eccome sono i quattro atleti finiti sul gradino più alto del podio: Diego Montoli Corazzini ( Busto Arsizio Arc)  e Michela Girgi (Ironlariotriathlon) che rispettivamente in 55 minuti e in 1h.07’58” hanno messo dietro tutti  nella prova superspint e Rand Cooper ( DDs) eElena Mauri (Rho Triathlon Club) che in 2h26’22”  e 2h53’40” hanno vinto la prova olimpica. “Una giornata bellissima di sport, il lago di Como è uno scenario meraviglioso- ha detto alla fine “patron” Straniero–  La sorpresa neozelandese Rand Cooper ci ha fatto molto piacere e mi ricollego a quello che ho detto alla vigilia: questa potrebbe essere una gara di interesse mondiale!”. Però bisogna chiudere le strade al traffico. Si vedrà.

 

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