L’ultima volta che l’hai visto sorridere, ed era veramente  sereno e senza quel tormento di fondo della malattia che lo ha accompagnato in questi ultimi anni, è stato forse ad una Messa di Santo Natale nella ciclofficina di Ernesto Colnago.

dagnoni1Ti chiama qualche giorno prima e ti dice: Tusa devi portarmi un po’ dei tuoi libri. Intendendo con i tuoi libri “La Mia Vita con Fausto. Il Diario di Bruna Ciampolini Coppi”. Perché voglio regalare la vera storia di Fausto. “Agli ordini maestro Dagnoni!”. Vuoi mica disobbedire?

Hai caricato quello scatolone di libri nel cofano della sua auto. Un’auto perfetta. Non ricordi la marca il modello il colore. Non ricordi nulla, tu che di motori non ti intendi neanche un po’. Giusto se fare benzina o gasolio. E stando bene attenta alla distrazione che può fare brutti scherzi. Non ricordi altro che un cofano pulito, immacolato e un ordine da Azzurro di un tempo. Con quel sorriso aperto ad ospitare i libri i racconti di ciclismo.

dagnoni3Non ricordi che lui, Mario Dagnoni, per te l’unico misterioso del fascino dei motori. Intesi come scia per il ciclismo. Inteso come i motori di Dagnoni, Professione stayer. Ha vinto 39 campionati del Mondo! Tre record mondiali… I suoi simboli erano i colori dell’iride e del tricolore. La maglia azzurra.

Tutti successi epici. Quelli di Mario. Conditi con aneddoti di 6 giorni dal fascino incredibile e ormai perso. Forse più belli perché scoloriti: non lo sai, ma quanta nostalgia è viva ora. Te li raccontava con affetto tuo padre Franco, vero amico con Fiorenzo Magni e Marino Vigna, uniti da racconti e passioni ciclistiche che li legava a quell’uomo gentile e sempre sorridente. Mario era elegante, profondamente elegante. Un vincente naturale, umile, mai sopra le parti. Il motore lui, lo aveva acceso per tenere  viva la fiamma azzurra. Era un adepto dell’Olimpiade della pista. Che sognava. Intatta con tutte le sue discipline: nessuna esclusa, soprattutto la sua: dietro motori!

dagnoni4Quel fuoco lo indossava, acceso e fiammante, sulla sua giacca. Una giacca blu, sempre perfetto, un damerino, alle cerimonie, alle conferenze stampa, agli incontri con lo sport. Lì Mario esibiva, con naturalezza e come fosse un neo cucito sul cuore, una spilletta degli atleti Azzurri d’Italia. La stessa che dimenticava sempre in bagno tuo papà. Distratto quanto te.

Mario Dagnoni, pur andando a motore, era ed è il valore pulito e silenzioso della fatica che si consuma in pista. Iridata. Da record. Tricolore. La fatica e la dedizione per uno sport che non c’è più. #dietromotori come suonerebbe ancora bene! Una disciplina che si sforzava senza andare mai fuori giri di tenere viva anche se non veniva quasi più praticata.

Mario era e resta un uomo di classe e di valore. Uno che ha saputo vincere su tutti i terreni: nella vita, nella famiglia, nello sport. Un amico di tutti. Senza fronzoli. Con quella battuta divertente, milanese, capace di accendere anche in circostanze tristi o ingessate sorrisi a catena. Bastava stargli accanto e la nostalgia faceva quasi ridere.

Sorrideva. Sempre.

Da qualche parte hai letto una citazione che fa così: un sorriso è una curva che raddrizza tutto  (PDiller, attrice e doppiatrice). Lui, Dagnoni olimpico della pista, sapeva raddrizzare anche le paraboliche. E sul rettilineo sapeva come conquistare gloria. Per tutti noi. Perché c’è solo da imparare. Anche a sorridere.

dagnoni6Biografia di una storia. Dal suo sito Mariodagnoni.it: difficile è riassumere e raccontare il personaggio Mario Dagnoni classe ’35, uomo di successo sia nel lavoro che nello sport. Nato a Segrate il 25 luglio del 1935, figlio di operai, negli anni giovanili Mario riesce ad abbinare al quotidiano lavoro da meccanico la passione per la bicicletta praticando ciclismo a livello agonistico e distinguendosi sia in pista che in strada. Nel 1961 dopo essere stato capoofficina da dipendente decide con intraprendenza e determinazione di mettere a profitto la sua esperienza nel settore dei riduttori e degli ingranaggi e fonda la DARI MEC società per la costruzione di ingranaggi. L’ascesa dell’Azienda DARI MEC prosegue di pari passo con l’impegno profuso da Mario consolidandosi ai vertici del panorama europeo. Lo sviluppo del mercato ha portato la società ad avere un nutrito staff di personale specializzato ed un giro d’affari in linea con la globalizzazione dei mercati con una quarantina di dipendenti e numerosi collaboratori esterni. Inevitabile il coinvolgimento dei figli Cordiano, Sergio e Christian che sono divenuti punti di riferimento indispensabili in azienda per ciò che concerne i settori del commercio, produzione ed amministrazione.

Presidente del Consorzio Piste Milanesi Dagnoni vanta al pari di tutti i grandi appassionati un passato come corridore dilettante, un ciclista dai discreti risultati che però trova la sua realizzazione in moto… una moto da stayer che gli ha permesso di correre ben 39 campionati del Mondo (tra professionisti e dilettanti) con al rullo i migliori nomi del ciclismo e una cinquantina di 6 Giorni inanellando ben 28 maglie tricolori e tre record mondiali.

Questo sito si propone di ripercorrere attraverso una ricca galleria fotografica gli episodi più salienti della vita di Mario Dagnoni: www.mariodagnoni.it.

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