Per fare un autentico menu eroico ci vuole:
1 la presenza in maglia di lana e ossa (con baffi ad hoc) di Luciano Berruti testimonial per eccellenza del genere vintage-epico a due ruote

2 un albergo ristorante – Hotel Alpen Rose di Vattaro – che guarda il Bondone storcendo il naso  in cerca di refrigerio (domani danno 40 gradi anche lassù). Luciano Giacomelli è il deus ex machina del ristoro ciclistico: tifoso amico compagno di caccia di Moserissimo: “per la verità lui quando usciamo insieme fa il … cane segugio” scherza Francesco Moser. Ma in cucina e con gli ospiti è un campione alla pari!

3 l’Alpen Rose propone una cucina tipica ben cucinata prima di pedalare:  canederli in brodo, torciglioni ai funghi, spezzatino di capriolo e cinghiale (cacciati dai Moser ma i vegetariani si dissociano!) con contorno di polenta e dolce in panna cotta della casa (slurp).

Luciano Giacomelli con F

Luciano Giacomelli con Francesco Moser e l’eroico Luciano Berruti

4 le bottiglie non si contano e sono quelle delle Cantine Moser – dal Riesling passando al Teroldego per finire con il Trentodoc Metodo Classico 51,151). A tavola degusta anche Paolo Bianchini della Ciacci Piccolomini d’Aragona, “quelli del Brunello di Montalcino” e a cena  con Carlo Moser così è inevitabile che si parli di vino… Per un gemellaggio Trentino-Toscano da urlo

5 non è finita ci vuole anche – per digerire tutta quella roba – un caffè corretto grappa da gustare in compagnia di una bellissima argentina: sorriso che spazia sulla Patagonia tutta da immaginare. Il sorriso è quello di Teresa, argentina trapiantata a Montalcino che scopre per la prima volta i colori delle Dolomiti… Come una bambina davanti alla torta di panna. Per un gemellaggio Argentino-Trentino. Magie del ciclismo!

3 MOSERISSIMA

6 non possono mancare i racconti di Francesco Moser, che raggiunge per ultimo la comitiva pronta alla cena Moserissima: sono 30 persone che lo attendono. Sembra l’arrivo di una star ma non è così. Lo sa bene il suo amico del cuore, Pasquale Morini, made in Tuscany: uno che si muove solo con almeno 120 bici d’epoca al seguito, quelle dalla sua collezione privata (visionare lo stand al Villaggio Expo di Piazza Fiera a Trento please!. Morini lo conosce e sa aspettarlo del resto “Il Checco”, tornato contadino dopo essere Campionissimo,  in questi giorni ha avuto un gran da fare nelle vigne per innaffiarle e prepararle  al meglio: un bel vedere per fiotte di visitatori e pedalatori de LaMoserissima ma non solo: Francesco pensa già  alla vendemmia di agosto che arriverà prestissimo con questo caldo!

4 MOSERISSIMA7 al settimo posto, non in classifica ma in ordine di idee: c’è un racconto che ci regala Aldo, lo zio Aldo Moser (urca che mito!) che guarda anche lui il Bondone ma gli sorride in faccia (proprio il Bondone che sarà consumato dai 4000 della Charly Gaul domani). Aldo Moser racconta: “la Trento-Bondone io l’ho vinta nel 52 ed era la prima volta che la facevo”. Non ci credi strabuzzi gli occhi e lui: “Davvero! In cima c’era sterrato. Mi affianca uno e mi chiede: Aldo, quanto manca? Che ne so? Faccio io. E me ne vado a vincere. Non l’avevo mai pedalato! Sembra incredibile… ma è così”. Evidentemente c’era abbondanza di fatica, ai tempi, e lui era uno di quelli che aveva la pazienza di cercarsela con attenzione,  un Bondone alla volta.

8 la presentazione di un libro, un romanzo che è vita di ciclismo e non solo. E’ la storia incredibile di Francesco Moser che pubblica “Ho osato vincere” Mondadori editore scritto abilmente da Davide Mosca tutto avviene al Maso Villa Warth di Gardolo di Mezzo. Dove sarà posto il secondo ristoro ciclostorico della pedalata eroica LaMoserissima. A predisporre il banchetto Francesca Moser, l’anima femminile delle Cantine ….

Ci siamo. La vigilia della Moserissima è questa. Sono eroici. Sono veri. Ed è bello lasciarsi andare alla fiesta vintage con loro.

 

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