C’è un tempo per sognare e c’è un tempo per LaMitica. C’è tempo, soprattutto, una settimana per (non) spolverare il mezzo. La bicicletta. Tirare fuori dal cassetto e dalla naftalina la maglia (di lana). Togliere la carta accartocciata della Gazza dagli scarpini. Infilare nelle tasche sulla schiena un paninetto (poco vintage per la salute mi raccomando) e  una barretta (non scaduta ma Enervit! del resto il brand ha più di 50 anni…). Indossare calzini puliti di una volta. Rievocare una canzone dei Tetes des Bois (sono di oggi ma sono vintage di brutto e ci piacciono QUI la preferita). Cercare le strade giuste anche dando una sbirciatina a piemonteciclabile.com (dove ci sono le cartine buone e ciclabili). Salvare nei preferiti il sito MITICO. E sarà arrivato il tempo per #LaMitica. Finalmente!

Finalmente ci saremo. Manca infatti ormai poco più di una settimana per questa ciclostorica che ha un sapore speciale. Ed è solo la terza edizione. Perché qui, fra Tortona e Castellania, è tutto ciclostorico. Quasi la normalità.

La Ciclostorica con Bici d’Epoca per i Colli di Coppi, in programma a Castellania sta dunque per mettersi in moto. E lo fa mentre noi ci lasciamo andare a illusioni, indicazioni, consigli e pensieri.  L’organizzazione dell’evento e delle manifestazioni collegate è entrata nel vivo. LaMITICA 2015 che vale come settima Tappa del Giro d’Italia d’Epoca ha le iscrizioni aperte sino al 22 giugno ma è possibile “spillare il numero”  anche in loco, direttamente a Castellania, dove c’è la sede della partenza e anche dell’arrivo. Il chiosco accrediti è open anche sabato 27 e domenica 28 (entro i limiti orari stabiliti dal regolamento).

Fonti attendibili da Tortona informano: sarà un evento ciclostorico internazionale. Oltre agli iscritti provenienti da tutta Italia, sono previsti infatti partecipanti da Francia, Olanda, Austria, Svizzera e Gran Bretagna a dimostrazione di quanto il Mito di Fausto Coppi sia mondiale e non è mai tramontato. È ancora una volta il segno del Campionissimo: di quanta passione riesce a catalizzare anche oggi.

Pedalare con una bici d’epoca in maglia e pantaloncini di lana come usava all’epoca del ciclismo eroico è già di per sé vivere un sogno del c’era una volta. Se poi ad interpretare il ruolo a due ruote si va su e giù per le stesse strade che hanno visto crescere il giovane Fausto Coppi che da Castellania scendeva con la sua bicicletta da lavoro a Novi Ligure per fare il garzone: ecco il ritratto è completo. Quasi reale.

Sono le strade dei campionissimi:  quelle percorse da Fausto con e senza i fidi gregari Carrea, Milano, Gismondi, Gaggero, Filippi e naturalmente le stesse faticate dal fratello Serse Coppi. Angeli rievocati dal fruscio di biciclette vintage. Sono le strade di un tempo bello del ciclismo eroico. Che torna grazie a queste ciclostoriche. Dalla capolista Eroica, alla Polverosa, alla Moserissima di metà luglio a Trento. Provarle per credere.

Una su tutte questa Mitica: è l’unica che affonda le sue radici nel territorio degli eroici autentici, che vanta un profondo legame con il ciclismo tradizionale, quello compreso sulla cartina tra Castellania, Novi Ligure e Tortona. È un territorio unico ed ineguagliabile. Hanno ragione i Mitici a scriverlo con orgoglio.

Poi c’è dell’altro: compreso il piacere di usare bici non proprio leggerissime e con abbigliamento non esattamente tecnico. Dettagli che di per sé fanno sorridere. E poi: quello di stare tutti assieme uniti dall’amore profondo ed evocativo al limite della retorica (noi che l’amarcord) verso il ciclismo. E ancora: una community di collezionisti, quelli che ricercano e conservano le bici d’epoca e le considerano (a ragione) autentici gioielli. Da esibire. Perché oggetti testimoni di quel ciclismo eroico passato alla storia, di pedalare e faticare senza l’assillo di classifiche o performance atletiche.

Le strade bianche (e grigio bianche) de LaMitica regalano tutto questo. Con il companatico che non deve mai mancare: la natura e i suoi prodotti, l’enogastronomia locale! Che una discreta fama se l’è fatta. E sta tornando ad essere valorizzata. Finalmente. Dopo la fuga dalla campagna collinare. Brindisi assicurato con un bicchiere di buon Timorasso. Per capirsi.

Per l’edizione 2015 de LaMITICA sono previsti 3 percorsi: Corto di 45 km, Medio di 58 km e Lungo di 87 km. Come da regolamento sono ammesse biciclette costruite non oltre l’anno 1987 ovvero con telaio in acciaio, pedali muniti di fermapiedi e cinghietti, passaggio dei fili dei freni esterno al manubrio e leve cambio sul tubo obliquo. Suggerito, ma non obbligatorio, è l’abbigliamento d’epoca da corsa o vintage, quindi maglie e calzoncini di lana delle mitiche squadre che hanno fatto la storia del ciclismo, caschetto a strisce di pelle, scarpette di pelle e tanta voglia di fare un tuffo nel passato e nella storia del ciclismo mitico. Il resto è già storia. Proprio il caso di dirlo.

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