Mangia solo quello che deve. Se gli chiedi quando si è concesso l’ultima pizza ci pensa un po’ su guarda in alto con quegli occhi un po’ buffi e poi dice: sette mesi fa? È un corridore. Davide Formolo a soli 22 anni fa già sul serio ed è preciso. Leggero. Scattante. Pieno di grinta e di voglia di divertirsi. Ha coraggio e se lo porta felice con i suoi  65/66kg di beata gioventù. Per lui è tutto semplice. Fare il corridore. Divertirsi in bici. Vincere se non hai pressioni.  Affrontare col sorriso il primo Giro. Come su e giù dalle Cinque Terre. Come a La Spezia.

Quello che non ti aspetti con lui arriva sempre: si chiama Roccia mica per caso. “Fin da bambino – ti dice senza darci peso – forse perché sono forte, non mi arrendo facile”. Ecco. Formolo è un piccolo Davide che esce dal ciclismo come la caricatura del ciclismo stesso. Semplice e forte. Forte e semplice. Per vincere una delle più belle tappe della corsa rosa. Che scoppietta e scatta. Ritmi e attacchi da fare preoccupare un po’ tutti. Quelli che il Giro lo vogliono vincere. Magari fra qualche settimana mica subito… Ma occhio alla fuga!

Davide Formolo è la miccia della Corsa Rosea che saluta PozzoVIVO dopo tanto spavento e ci restituisce la leggerezza dei numeri uno. Formolo! Il ciclismo è questo. Il Giro è grande perché esalta, forza e ricambia. “Davide Formolo ha un talento che  alcuni già conoscevano ma che oggi tutti conoscono!“, racconta emozionato come molti Iader Fabbri, per la Rai “il coach al Giro”, per tutti noi un uomo di ciclismo, eletto fedele collaboratore del ct Davide Cassani che lo ha nominato consulente nutrizionale della Nazionale. “Davide Formolo è un amico – continua Iader Fabbri – e oggi al Processo ci siamo scambiati qualche sguardo, non me la sono sentita di attaccarmi al carro … c’è troppo rispetto per questo ragazzo. Ma posso dirlo, so che mi capirà, ne vado proprio fiero di questo nostro rapporto: lo seguo  per gli aspetti di alimentazione e integrazione ma a volte si sconfina anche nei fattori… mentali. Un bel confronto con lui.”

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“Il ciclismo italiano è ricco di giovani talenti che ci fanno appassionare sempre di più a questo piacevole faticoso sport che ci fa sempre più emozionare – continua Fabbri -. Davide è un ragazzo dalla faccia pulita, simpaticissimo e con le idee chiare sull’obiettivo”.

 Non è difficile con uno così fare il proprio mestiere: “Con lui è certo che si lavora piacevolmente e ci si confronta costantemente, è lui stesso a dare stimoli continui anche a me: cerchiamo di seguire bene la cura dei dettagli che girano attorno alla prestazione. Cerchiamo insieme di raggiungere un equilibrio e di trovare il giusto mix tra alimentazione, integrazione e approccio mentale. Direi che i risultati ci sono eccome!”. 

Facile no? Basta non correre con troppe pressioni. 65 kg di semplice grinta condita con molta professionalità. Meglio di una pizza. Non c’è che dire.

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