Oriani in volata, al Trotter di Milano

Oriani in volata, al Trotter di Milano

Flash: ritirata di Caporetto, 1917. Soldati in coda. La stanchezza, dopo i giorni passati nelle trincee. In grido, il piede inciampa su di un sasso, il soldato si ritrova nelle gelide acque del Tagliamento. Un commilitone, un amico lì vicino se ne accorge e si tuffa anche lui nel fiume. Qualche bracciata, in tempo per agguantarlo, portarlo a riva. Riprendere la marcia. Entrambi fradici e stanchi. L’amico è Carlo Oriani, soldato e prima ciclista, vincitore del Giro d’Italia di cento anni fa. Fu soldato e bersagliere. Bersagliere ciclista, per la precisione.

Il gesto di Oriani è generoso ma non basterà a salvare la vita al compagno che dopo un paio di giorni si arrenderà al freddo e ad un attacco di broncopolmonite. Oriani, intanto, vaga per alcuni giorni per casolari alla ricerca dei suoi compagni. Li ritrova, cambia gli abiti ma si sente male. Lo mandano in un ospedale del Veneto, poi all’ospedale di Caserta. Al sole. Ma per sua sfortuna non era stata ancora inventata la penicillina. Muore a causa degli effetti di quel bagno tragico ed eroico nel Tagliamento.

Oriani, bersagliere ciclista, portaordini nella Guerra di Libia, venne chiamato a partecipare anche alla Grande Guerra. Sempre in bici, porta ordini ma anche mitragliatrici. Sa leggere, ha la patente e l’esercito gli chiede di guidare anche i carri. Poi lo assegna all’artiglieria da Campagna (3° autocarro) a supporto dei suoi amici bersaglieri.

Girardengo con Oriani

Girardengo con Oriani

 

Oriani, nacque a Cinisello Balsamo, ma visse a Sesto San Giovanni, lavorò anche alla Breda come manovale. Dimostra presto di saperci fare in bici, s’impegna sempre più negli allenamenti nella vicina Brianza e il ciclismo da passione diventa praticamente un lavoro a tempo pieno. Vince le sue prime gare. Bravo ma un po’ discontinuo. Anche per colpa della fame. Conquista, sul campo, l’appellativo de “El Pucia”, perché ama fare la puccia alle pietanze con il pane di cui è ghiottissimo. Famiglia di contadini a Balsamo, 11 figli, una sorella gemella di nome Angela. Per allenarsi meglio pedala zavorrato con un carico di mattoni. Partecipa al primo Giro d’Italia e vince la classifica dei non professionisti. Vince a sorpresa al Giro di Lombardia del 1912. Si afferma al Giro del 1913, beneficiando alla grande del gioco di squadra dei grigi della Maino.

Bersaglieri ciclisti, come Oriani

Bersaglieri ciclisti, come Oriani

 

 

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