L’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani rilancia un’iniziativa promossa due anni fa in favore della sicurezza degli atleti per aumentare l’attenzione su questo tema così importante. L’associazione torna a prendere posizione in questo senso per sensibilizzare gli automobilisti che ancora troppo spesso non rispettano come dovrebbero la marcia dei ciclisti agonisti in allenamento o di chi più semplicemente usa la bici come mezzo di trasporto.
Per richiamare l’attenzione anche dei non appassionati di ciclismo sul troppo alto numero di incidenti che coinvolgono chi pedala sulle strade italiane, a partire dalla Milano-Sanremo l’Assocorridori promuoverà una campagna d’informazione realizzando a questo scopo un adesivo stampato in 10.000 esemplari che verrà distribuito in occasione delle corse più importanti del calendario nazionale.
Il logo giallo e nero, che richiama gli automobilisti a mantenere una distanza di sicurezza dalle bici di almeno 1.50 m nel momento del sorpasso, potrà essere attaccato sul lunotto posteriore dell’auto o dovunque si preferisca. Un piccolo gesto, che i corridori della massima categoria si augurano porti a una maggiore attenzione per la sicurezza di tutti i ciclisti.
«Le strade sono sempre più invase dal mezzo di trasporto più ecologico e più bello del mondo, chiediamo agli amici automobilisti maggiore attenzione e rispetto per i ciclisti. Per quanto riguarda invece la tutela in gara, alla Parigi-Nizza ci incontreremo nuovamente con i nostri colleghi stranieri in un incontro organizzato dal CPA per decidere i rappresentanti dell’Associazione Corridori Internazionale che presenzieranno a tutte le corse World Tour in supporto dei partecipanti» spiega il presidente ACCPI Cristian Salvato. «Abbiamo subito sposato con entusiasmo l’iniziativa promossa da Gianni Bugno e dal suo staff perchè siamo consapevoli che i ragazzi hanno bisogno della nostra presenza concreta in strada. A ogni corsa ci sarà un delegato CPA più un referente dell’Associazione nazionale del paese in cui si svolge la gara e un rappresentante in gruppo che collaboreranno con gli organizzatori per sbrigliare situazioni delicate come quelle venutesi a creare, per esempio, al Giro d’Italia dell’anno scorso nelle tappe di Bari e dello Stelvio. I ciclisti devono pensare solo a correre, noi siamo stati scelti da loro per rappresentarli ai tavoli delle trattative come alle gare. Dobbiamo essere ancora più presenti alle competizioni per collaborare con le altre parti in gioco, per tutelare le nostre ragazze e i nostri ragazzi tirando i fili tra tutte le voci del gruppo. Creare un prodotto ciclismo migliore conviene a tutti». 

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