Napoli terza città d’Italia per numero di abitanti, prima incontrastata per densità abitativa, con un valore di ben cinque volte superiore alla media nazionale interrompe il suo trend positivo di miglioramento dei valori della mobilità sostenibile proprio mentre la sfida si fa più dura con l’entrata in vigore della riforma della città metropolitana e quindi da subito una popolazione che si è triplicata e una densità abitativa da guinness. Ci ritroviamo, quindi, in un territorio dove parlare di mobilità sostenibile dovrebbe essere un imperativo categorico.

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Ed allora andiamo a vedere, grazie ai preziosi dati raccolti da Euromobility qual è la situazione. Analizzeremo tre blocchi di dati, quelli relativi al parco degli autoveicoli, i valori dell’inquinamento e le politiche di mobilità sostenibile messe in atto.

Partendo dall’indice di motorizzazione, vediamo subito come Napoli abbia chiaramente un dato superiore alla media europea ma non sia tra le prime posizioni a livello italiano. Il dato che fa letteralmente impressione è infatti la densità veicolare. Mentre la media nazionale è di poco meno di 800 vetture/kmq, qui in città siamo a circa 4500 vetture/kmq. A questo dato va aggiunto il fatto che il parco automobilistico è il più inquinante d’Italia con circa il 30% di veicoli Euro 0 ed il 20% . di motoveicoli euro 0. I veicoli a basso impatto sono circa l’8% del totale e di questi la quasi totalità a GPL, con l’elettrico quasi inesistente.

 

Non sono da meno i dati sull’inquinamento che non riservano, ahimè, positive sorprese. Infatti con 120 giorni di superamento dei livelli di PM10, Napoli è seconda solo a Torino in questa poco invidiabile classifica. Da ciò ne discende che la qualità dell’aria è decisamente la peggiore. Questa volta il poco esaltante primato vede Napoli prima ex equo con Salerno per valori medi di superamento del PM10. Anche i valori di biossido d’azoto (NO2 ) sono superiori alla media ed ai limiti consentiti dal dlgs 155/10.

 

Dal lato del trasposto pubblico come considerazione generale c’è da dire che su 55 città osservate in ben 37 casi l’offerta di trasporto pubblico locale si riduce rispetto un anno prima. In questo caso mentre Milano e Roma sono nelle prime tre posizioni, Napoli è a metà classifica dietro a città con una popolazione di gran lunga inferiore. In questo incide il fatto che con un’offerta non ai livelli che meriterebbe aumenta la sfiducia nell’utilizzo del tpl, che è ben evidente anche nel dimezzamento dell’utenza rispetto a Milano e Roma.

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Anche sul lato delle politiche di riduzione della mobilità Napoli è nelle retrovie, meno di 5 mq/abitante di ZTL, mentre Milano ne ha più del doppio.

 

Per quanto riguarda le piste ciclabili le posizioni guadagnate qualche anno fa sono andate perse, Napoli è tra gli ultimissimi posti. Mentre tra i primi dieci posti ben otto città sono in Emilia.

 

Nonostante le tariffe di RCA tra le più alte in Italia l’indice di incidentalità è tra i più bassi. Non quello di mortalità decisamente superiore alla media. Non risultano dati significativi per il car sharing e ne per il bike sharing che però notizia positiva è partito in questi giorni in città, agganciando Napoli ad un trend in crescita su base nazionale del 37%.

Questo il quadro, poco esaltante ed anche il posizionamento la dice tutta. Napoli al 23° posto nella classifica sulla mobilità sostenibile.

Da tempo le associazioni che si occupano di mobilità sostenibile e promozione di politiche di ciclabilità in città stanno facendo sentire la propria voce. Quella che poteva essere una sensazione ed un convincimento sperimentato sul campo ora viene validato anche da questi dati inequivocabili. Tocca alla città recuperare il tempo perso. Sicuramente nel 2015 un punto di forza saranno la consegna di importanti stazioni ferroviarie della metropolitana a partire da quella di Piazza Municipio che contribuiranno a migliorare questo quadro. Ma  occorre invertire completamente la direzione,  investire sul prolungamento dei km di piste ciclabile, introdurre zone a velocità veicolare ridotta come le zone 30,  rilanciare le ztl e prima di tutto migliorare l’offerta del trasporto pubblico locale di concerto con le politiche regionali che in questi anni hanno completamente latitato.

 

Per ulteriori informazioni qui il rapporto Euromobility: http://www.euromobility.org/ppt_osservatorio2014.pdf

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