All’ombra dei raggi di una bicicletta che il sole ha fattoi suoi, l’uomo venuto dalle Fiandre si muove silenzioso, come un cacciatore spietato,  inesorabile, tenace, inseguendo le orme delle sue prede lasciate sulla strada, prede che diventeranno future vittorie e futuri allori!
In quell’ombra fatta di muscoli, tendini e pressione sanguigna, l’uomo venuto dal nulla non ha esitazioni, nessuna titubanza, corre come corre un’idea, pedalando come pedala un’intuizione!
Su quella strada, lunga come un’ossessione, dura come la vita, il mangiatore di uomini ne ha fatti di chilometri in compagnia della celebrità, fianco a fianco con quella crudeltà che non lascia mai tracce, che non fa paura, che lascia soltanto un momento di vanagloria che nel tempo diventerà la Storia!
In quell’ombra profumata di trionfo, il mangiatore di orizzonti taglia l’aria come fosse una lama di coltello nella carne del futuro…Indiavolato, feroce, quasi disumano, l’uomo venuto dall’odore di carbone, brucia sogni mai avverati, incendiando gli animi di mille sguardi innamorati che sul ciglio della strada aspettano di vederlo arrivare da lontano!
Nell’ombra dei raggi di una bicicletta, che rotolano sull’asfalto incandescente, l’uomo venuto da un fenomeno innaturale si muove silenzioso, come un cannibale affamato, impietoso, insensibile, implacabile, inseguendo le orme di un motivo diventato ormai un movente, perché quando si ha fame si può mangiare persino il cuore del più temibile avversario e lasciarlo sotto ad un sole delirante che ha fatto dei suoi raggi una memoria arroventata per inseguire un’altra preda, la più ambita: la vittoria!
Ora il mangiatore di traguardi è sazio!

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