“La bici è di gran moda, ma è bene farlo con uno stile italianissimo”. Per il bene del Paese. Erano gli anni del regime fascista, con l’Italia saldamente in mano a una dittatura e sull’orlo di un conflitto i cui rischi letali venivano completamente ignorati. L’Italia e gli italiani dovevano coltivare il meglio di sé ed esserne aorgogliosi: e la bicicletta diventa uno strumento di progresso italico. “E’ di gran moda” si ripete in più video, ritrovati nell’archivio dell’Istituto Luce: il regime, dunque, esorta gli italiani a pedalare, ma nella realtà pochi se lo potevano permettere. Tuttavia, c’era una qualità italiana che veniva esaltata, per esempio in una fabbrica di biciclette. Allo stesso modo l’ingegno italico mostrava innovazioni straordinarie e bici particolari. E fuori dall’Italia? Idee solo bizzarre, da mettere in ridicolo, come mostra un altro filmato proveniente dall’Inghilterra. Erano anni complessi e critici per l’Italia, ma per il potere, la bicicletta era uno strumento su cui investire. La cultura ciclistica, l’uso della bici, un modello autarchico di sviluppo. Sono sei video, brevi, quelli recuperati dall’Istituto Luce, ma che stimolano una riflessione ancora attuale, sebbene (fortunatamente) la dittatura sia un ricordo lontano.

 

Una fabbrica di biciclette nell’Italia fascista

 

Scelte tecniche all’avanguardia

 

La bicicletta di legno di Falconara, autarchica al 100%

 

La ruota e la camera d’aria autarchiche

 

La ridicole biciclette inventate in Inghilterra (la perfida mania)

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