Bassano del Grappa, una sera con Davide De Zan, giornalista e amico di Marco Pantani nella centralissima libreria “La Bassanese” per presentare il suo lavoro “Pantani è tornato”
L’incontro è andato ben oltre la semplice presentazione di un libro, è stato un momento forte di discussione e di denuncia insieme a quelli l’hanno amato, seguito, idolatrato e che magari si sono sentiti in un certo qual senso traditi da Marco, ebbene l’autore vuole dimostrare che Marco è stato vittima di un complotto, ne ha tutti gli elementi ma soprattutto tanta forza per portare avanti questa battaglia per arrivare alla verità.

Con questa bicicletta Pantani trionfò al Tour del 1997 alle tappe di Morzine e sull'Alpe d'Huez

Con questa bicicletta Pantani trionfò al Tour del 1997 alle tappe di Morzine e sull’Alpe d’Huez

Davide De Zan racconta il ragazzo Pantani prima ancora che diventasse Pirata, parla di suo padre Adriano e del rapporto che aveva con Marco, un uomo dai valori forti che abbandona una corsa in Spagna per tornare in Italia a dare l’estremo saluto al babbo del suo amico.Racconti forti a volte crudi, come la descrizione della gamba maciullata alla Milano Torino, storie controverse di manomissioni alla provetta di Madonna di Campiglio quel maledetto 5 giugno 1999, per finire a quel 14 febbraio del 2004 il giorno della morte. Un indagine troppo frettolosamente archiviata con delle incongruenze spaventose……un indagine nell’indagine quella di De Zan.

Luca Chenet

Luca Chenet

Marco è morto due volte, a Madonna di Campiglio e a Rimini…. l’autore vuole dimostrare che è stato ucciso in ambo le occasioni.
Serata molto emozionante, organizzata da un esplosivo Mario Bernardi e moderata con eleganza dal giornalista Eros Maccioni.
Diversi gli interventi in sala, il più simpatico senza dubbio quello di Luca Chenet che ha letto al pubblico di quella gita del Panta con Davide e il chitarrista Roberto Cifarelli.

Anna Branciforti

Anna Branciforti

Anna Branciforti invece ha invece ripercorso alcuni pensieri dedicati da parte dell’autore all’amico scomparso.
“Ogni volta era sempre un impresa, un volo solitario, un sogno.
E i sogni, almeno quelli non li può uccidere nessuno.
Ogni volta tu correvi sfidando l’impossibile e la gente si innamorava di te.
Sfidavi la forza di gravità e vincevi su di lei.
Tu eri Marco.
Tu eri il Panta.
Allora e per sempre.
Ciao, amico mio.”

il libro

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