La buone notizie fanno sempre piacere. Soprattutto in un’epoca in cui a fare notizia sono i dolori e i mali della nostra società. Questa arriva da Londra, che potrebbe essere, per meriti conquistati sul campo, la capitale europea della bici: una ricerca del King’s college, coordinata da uno studioso che si chiama Ross Pollock dimostra, prove scientifiche alla mano, che la bicicletta rallenta l’invecchiamento.

Che notizia è? Chi va in bici regolarmente già lo sa, ma quando certe ricerche vengono pubblicate su giornali autorevoli, come il Journal of Physiology, le notizie vengono poi battute dalle principali agenzie di stampa e fanno il giro del mondo, finiscono su tutti i siti che fanno tendenza, compaiono sui quotidiani d’informazione… Insomma, anche chi vive sui Suv, poltrone, tivù, ipad, patatine e talk show comincia a capire che esiste un’alternativa.

Pedalando si frenano gli anni che passano e letteralmente si resta più giovani della propria età anagrafica a livello psicofisico: non è una notizia, ma la scienza lo conferma nuovamente.

Robert Marchand, celebre recordman senza età

Robert Marchand, celebre recordman senza età

Lo dimostra ora uno studio su ciclisti amatoriali in età anche anziana (55-74 anni) : gli esperti hanno provato a dimostrare (riuscendoci) che vecchiaia non è sempre sinonimo di fragilità e precarietà psicofisica e che lo sport aiuta ad affrontare gli anni che passano senza sentirli come se mente e corpo restassero più giovani della vera età dell’individuo.

La ricerca è stata realizzata su un campione di ciclisti amatoriali, tra cui anche molti anziani, i quali erano capaci di percorrere 60 chilometri in almeno cinque ore e mezza, ovvero alla velocità media di poco inferiore ai venti chilometri orari. Non stiamo parlando di un ritmo da cicloamatori assidui, ma di una velocità accessibile a chiunque sia minimamente allenato.
Su questi ciclisti, gli esperti hanno misurato lo stato cardiovascolare, respiratorio, neuromuscolare, metabolico, endocrino e cognitivo di ciascuno, la forza di ossa e muscoli, il livello di salute, la prontezza di riflessi di ciascuno.

Ebbene è emerso che anche il più anziano dei ciclisti dimostrava meno anni della sua vera età a livello psicofisico.

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