Che dire di tutta quella gente che aspetta per ore ed ore sulla strada quello sciame di uomini mosca che per un solo attimo, un unico istante, sfreccia davanti a sguardi inebetiti dalla gioia e dall’immaginazione?
Quale magia e quale sortilegio hanno immobilizzato in un sogno tutta quella fantasia di colori, gesti e urla al vento? Sotto un sole cocente o schiaffeggiata da una pioggia insistente e maleducata, quella gente aspetta gli eroi venuti da molto lontano con le loro gesta, le loro storie, le loro vite da campioni!…Che dire di quella folla in eterno movimento che accarezza l’erba, ansimante, felice, quasi impazzita, come se il mondo fosse solo asfalto attraversato  da una cicatrice fatta di fatica e di memoria?
Che dire a tutta quella gente, che qualcuno chiama ancora pubblico, festosa sul ciglio della strada mentre danza con la felicità, se non grazie di essere venuta ancora a rendere  omaggio a quello sciame di uomini mosca che per un solo attimo, in un sussurro solitario, in quel brusio metallico ed ancestrale , sfila davanti ai loro sguardi inebriati di gioia e d’immaginazione per scomparire nel nulla di una curva dietro la quale c’è ancora gente che aspetta da ore un sogno venuto da molto lontano!

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