Sette secondi cosa vuoi che siano. Cadel Evans passeggia al #TDU2015. Ma ci pensi? Tutta quella fatica per tutti quegli anni (ha iniziato la sua carriera da professionista nel 2001 ma prima era un fenomeno vincitore di Coppa del mondo in mtb). E sarebbe bello fare i conti (chilometri) in tasca (nelle gambe) di questo professionista coriaceo, molto amato, nonostante non abbia proprio un carattere facile. Ma si vede che si sa fare amare bene per quello che vale se da tutti questi anni è fra i top e ha fatto tutto quello che doveva con grandi risultati. Compresa quella maglia iridata conquistata a Mendrisio nel 2009 considerata quasi una maglia “made in Italy” tanto vicina a noi e per come la conquistò: fuga per l’iride.

Amato da noi come in altri Paesi (vincitore del Pro Tour 2007 e di un Tour 2011), un uomo simbolo di questo ciclismo sempre più multinazionale: un po’ australiano un po’ svizzero molto italiano: è amato questo Cadel. Parla italiano con quell’accento canguresco che fa simpatia. Indossa una casacca che è simbolo dell’organizzazione top del World Tour, lo squadrone BMC. Insomma, sette secondi e una vita in bici per prendere la maglia di leader di questo suo ultimo Tour. Lì dove molti iniziano, anche a farsi vedere, lui sta per finire. Ed è emozionante vederlo in bici verso il suo arrivo. Il ciclismo è anche questo. Magia di uomini che non tramonteranno mai perché sono eroi plasmati dalla bicicletta. Scrive sul web Evans: «Io per principio, non mi ritiro. Io, sulla bici, piuttosto ci muoio». Più eroe di così. Qualcuno provi a smentirci. Non c’è santo che tenga.

A proposito di “Santos”, nella quarta frazione del Tour Down Under 2015 volata con brivido a Mount Barker,  dopo 144,5 Km da Glenelg: maxi caduta a 100 metri dalla linea d’arrivo, si spezza il gruppetto di testa, ed è l’australiano Steele von Hoff (team UniSa) a battere il connazionale Daryl Impey (team Orica-GreenEdge). Terzo posto per l’olandese Wouter Wippert (team Drapac). Rohan Dennis sempre leader della generale con i famosi 7″ di vantaggio su Cadel Evans. 

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