Sei stata a casa sua. Nella villetta senza tende e tutta vetri di San Francisco. Dove il verde del giardino non finisce mai. Ce l’ha in casa. O forse il contrario: la casa ce l’ha in giardino. Insomma: nessuna parete, nessuna imposta, nessuna tenda. Tutto en plein air come colpo d’occhio. La sua Home Sweet Home era così. Nel 1996. Non sai se Gary Fisher abiti ancora lì. Con una delle sue cento mogli ma sai per certo che vive con le sue  mille mtb, bici, prototipi, disegni, telai: interi o a pezzi, di qua e di là, per casa, per il giardino. Da qualche parte ci sarà ancora persino quel cesto che riempiva di pane dal fornaio (era la scusa per pedalare) da consegnare al quartiere chic di San Francisco. Dove sei stata. A casa sua.

Non sai il Gary Fisher di oggi dove sia esattamente, lo segui sui social e sai che gira sempre per il mondo a due ruote. Ma soprattutto sai che se la cava ancora bene con le visioni e le geometrie che pedalano su ogni tipo di terreno. Sempre all’avanguardia, lui. Anche su twitter! Primo di tutti. E sai che è stata una delle esperienze professionali quel viaggio Oltreoceano alle origini della mountain bike. Quando la gente faceva la coda per un autografo a Golden Girl Paola Pezzo in coppa del mondo e ne eri orgogliosa portavoce, anche porta cartoline da firmare. Quando quel Circo delle Ruote Grasse era entusiasmante, olimpico ma anche non convenzionale, magico insomma, e c’era tanto azzurro e oro da leccarsi i baffi per noi campanilisti esportati – molto volentieri – in U.S.A.

Vuoi perché mica faceva schifo volare a San Francisco o da quelle parti “per lavoro”. Dove ti poteva capitare anche di conoscere l’inventore della mountain bike, Gary Fisher. Vuoi perché eri con il team di Paola Pezzo e Paolo Rosola, ed eri lì con loro i numeri uno. E te la tiravi scherzosamente (fra di noi). Con la moka portata da casa, le buste sottovuoto di lavazza oro, pasta di marca, grana e pomodoro con olio extra vergine d’oliva nella cambusa sul camper (la scorta personale dell’olimpionica). Mentre a te rimaneva il compito di fare la spesa fresca di vegetables, insalata e pomodori, al super californiano di turno per completare il menu. Poi il dolce arrivava con i successi strepitosi di Paola. Ed era sempre festa.

Eri a  San Francisco, eri a Napa Valley, che merita di tornarci per una visita approfondita e allargata, in bici o a cavallo, su e giù per le vigne. Eri in California. Per sport. Fuoristrada. Dici sempre per descrivere quella terra: immagina che abbiano soffiato sulla Toscana del buon vino come in una bolla per espanderla all’infinito, gonfiando e ingrandendo nel tuo bulbo oculare le colline ricche di uva che diventerà ottimo nettare. Uauh. Made in California.

16th Annual Bike Benefit: Meet Mountain Bike Celebrity, Gary Fisher | Marin

16th Annual Bike Benefit: Meet Mountain Bike Celebrity, Gary Fisher | Marin

Eri a San Francisco, dove scoprivi un uomo curioso e originale in tutto e sempre molto gentile, uno come Gary Fisher. Innamorato da subito e in senso buono, della bella biker italiana di Boscochiesanuova, Veneto, Italy: «Perfetta testimonial per le mie mtb», ti diceva il fenomeno americano, apprezzando oltre che la grinta, lo stile biondo, il look, le unghie colorate e sempre perfettamente abbinate al body griffato per l’occasione (da Castelli) Primadonna by Paola Pezzo. Ancora Gary: «Perché conta vincere ma anche apparire per vendere le bici e lei sa come fare. Lei è come le mie mtb». La pensava così, il grande Fisher. Che ti sembrava più un gettonatissimo cantante rock che un uomo di biciclette. Con la sua giacca di pelle lucida, il cravattino colorato, il pizzo.

Ora continua a innovare Gary, l’intramontabile Gary, classe ’50, quello che come un matto con altri matti (leggi un certo Tom Ritchey) si buttava giù a perdifiato dal monte Pine, vicino a Firefax, a nord di San Francisco con prototipi che ora sono diventati bolidi per la downhill o il cross country anche quelli di… noatri.  Proprio lui, insomma, The Inventor of the mountain bike, così trovi scritto da sempre sul suo biglietto da visita, che oggi twitta: @Gary_Fisher: Thank you Firefox! RT @firefox_bikes: Bicycle, the mother of all the vehicles. Lui che ringrazia altri. Di oggi. Umiltà che non finisce mai di pedalare.

A tale proposito, tu, hai però un’altra versione ed è questa: Gary Fisher, the father of the mountain bike. Lo scrivi qui dove scorre e corre la passione per le due ruote, il mondo di Cyclemagazine, on line. Ma lo scriveresti ovunque. Anche sui muri. Anche se da tempo Trek ha “assorbito” un brand – Gary Fisher – che per te e per molti non finirà mai. Perché quel brand è un’invenzione che continua. Nessuno se ne voglia. Grazie Gary. See You in Napa Valley.

 

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