Di Gaetano Dal Santo

Una nota vecchia barzelletta chiede come si riconosce una barca da diporto se è olandese. La risposta è cruda : non ci gira attorno nessun uccello, nemmeno i gabbiani conosciuti per raccogliere avanzi di cibo. Infatti l’Olandese non butta via niente, si aggrappa all’ultimo cent per la riuscita di un affare, è semplicemente ostinato e spesso vincente. E pure risaputo che gli inventori del turismo con la roulotte sono gli Olandesi, tuttora assai guardinghi nei confronti del camper. I siti turistici di tutto il mondo sanno bene che quando arrivano gli Olandesi in ferie sono già ben forniti di tutto, anche in alimentari. Peccato per loro che il pane non si mantiene fresco. Lo devono comperare in loco anche loro…

raas1111Che sia tutto vero? Si tende sempre ad esagerare, ma non c’è fumo senza fuoco. Sono caparbi e sfegatati all’inverosimile : sono stati loro a conquistarsi l’indipendenza con le unghie dalla Spagna all’apice della propria potenza, ancora loro ad inventarsi un impero coloniale lontano verso l’Indonesia attuale, e sempre loro ad osare contrastare marina ed impero inglesi in una lotta furibonda per il controllo delle vie marittime…Dalla conquista della loro indipendenza strappano genialmente territori al mare, risolutamente e senza tregua. Testardi sempre!

Come pretendere che nasca simpatia naturale soprattutto con i popoli latini? Difficile e sono sempre “duri” nel mondo del grande business, abili nello scardinare posizioni commerciali. Figurarsi se nella loro storia ciclistica si riesce a trovare un atleta simpatico che sia piaciuto alle folle. Non vedo altro che Jan Janssen, inconfondibile per gli occhiali da sole da vista, capace di sorridere e di dimostrare eleganza in corsa, anche nelle giornate grigie. Caparbio anche lui perché crede nelle sue possibilità fino all’ultimo chilometro dell’ultima giornata quando vince il Tour ‘68. Per gli altri ciclisti olandesi, è solo il fair-play sportivo che ci esorta a levare il cappello quando vincono, ma non è cosa che si fa con piacere. Non ricordo esultanza di gente per le due vittorie di Raas alla Sanremo, né per quel Den Hartogh, diavolo di poche stagioni che riesce placidamente a stregare Adorni e Balmanion a Sanremo nel ‘65.

kuiperQuello stesso Raas va maledetto a vita per quello sporco arrivo del mondiale del ’79. In casa. Figurarsi se la giuria amica squalifica il suo perfido guizzo. Stendiamo un velo pietoso sull’attitudine della nostra federazione che si rivela incapace di muovere il minimo reclamo Soggezione? Chiedete al nostro valoroso Giovanni Battaglin cosa ne pensa. Chi ha gioito sei anni più tardi, sul Montello quando un ormai quasi quarantenne Zoetemelk, noto in Francia per i suoi Tour come “suceur de roues” (=succhiatore di ruote), riesce a piazzare l’ultimo acuto vincente della carriera? No, non si gioisce quando vince un Olandese, nemmeno quando se lo è meritato (Kuiper, bravo iridato nel ’75). In molti ricordiamo il cappelluto Rooks, scalatore straordinario in alcuni Tour, non sorrideva e non era amato. Eppure sprigionava classe.

E’ proprio vero : l’Olandese ci crede fino in fondo, non molla mai nemmeno contro l’evidenza, è un lottatore, anche se talvolta sporco o scorretto. Non ci pensa, non si fa scrupoli; lui lotta da attaccabrighe e da sbruffone. Polemico ed opportunista, sempre. Al mondiale del ’78, Knetemann non mollò contro Moser ma tatticamente gli impose soggezione quando gli mostrava i denti rabbiosi.

18lubberding Interpellate i Fiamminghi, pertanto vicini e che parlano la stessa ardua gutturale lingua, per sapere l’opinione che hanno degli Olandesi : si agiteranno, si sbracceranno, si sprecheranno in parolacce e si dilungheranno nel descrivere le loro nefandezze in corsa, contro gli spettatori, oltre la linea d’arrivo. Sempre.  Lo sapevate che il grande Fausto aveva soggezione nel confronto dei fratelli Van Est? Quando il maggiore dei fratelli fece una brutta caduta nell’Aubisque, Fausto lo volle visitare e gli chiese “Wim, hai classe da vendere ma rischi troppo : apprendimi però ad avere solo un quarto della tua cattiveria, mi potrà bastare. Sembri che spacchi il mondo quando ci apostrofi tutti nella tua incomprensibile lingua. Tutti temono il tuo vocione!…”

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