di Gino Cervi

Cook, ride, love. Cucina, pedala, ama. Francesca Baccani l’avevamo incontrata che non era ancora primavera, ed era ancora il 2013. Si trattava di un’intervista per una serie di incontri di “donne in bicicletta”. Allora si presentava così: «Faccio la cuoca ma ho diversi passati: ho fatto l’interprete e la traduttrice, la cantante jazz, l’insegnante di inglese e spagnolo, ho organizzato mostre di fotografia d’arte. Poi finalmente sono approdata alla cucina: ho insegnato in una scuola, ho messo in piedi un catering. Fin dalla sua apertura nell’estate 2011, sono stata la Big Mama dell’Ostello Bello di Milano, dove ho gestito la cucina, preparato i dolci per le colazioni e le merende, e cucinato tutti i giorni per pranzo accogliendo sia gli ospiti viaggiatori che i milanesi affamati.» Ma subito dopo annunciava che era imminente un cambiamento. Di lì a poche settimana infatti avrebbe preso la guida della cucina di Upcycle Milano Bike Café, in via Ampère 59.

È passato più di un anno e mezzo, l’Upcycle ha fatto la sua bella strada e pure Francesca ha pedalato forse qualche migliaia di km avanti e indré dal Ticinese, dove abita, a Lambrate, dove lavora. Forse qualche migliaia di km e, di certo, 240 pagine. Le pagine del libro che Francesca Baccani, con Roberto Peia, compagno di bici e merende, ha appena pubblicato con Ediciclo Editore: Dalla padella alla bici. 50 ricette per fughe golose, con venti coloratissime illustrazioni di Laura Fanelli (18 euro: ben spesi, però).

robi e fra 1

Un libro per dimostrare che BICI e CIBI non è sono un simpatico anagramma. E per scoprire che le sintonie tra i piaceri della gola e quelli del pedale sono molti di più di quanti pensano che la bicicletta sia pratica ascetica e penitenziale. Dalla padella alla bici è un po’ giro del mondo e un po’ album ciclistico. Un esempio? Pensate a una città, una città dove le bici e i loro padroni vivono felici: Stoccolma? Avete detto Stoccolma? Eccovi servito uno Smorrebrod, uno svedesissimo crostino, con aringa, cipolla rossa, qualche fettina di cetriolo e un ciuffo salsa Skagen. Riproviamo: Palermo! E la risposta è: Torta di mandorle e arancia. Santa Rosalia, la Santuzza, ne andava ghiotta. Ma la geografia culinaria di Francesca – ehi, andate a vedere la sua pagina facebook: Le ricette di Connie Vulcano – non si limita alle città: anche i viaggi, o meglio le ciclovacanze, hanno un loro inconfondibile gusto. Lago di Costanza? Kartoffelsalad. La Danimarca? Le frikadeller, ovvero le polpettine alla birra. Pedalate sulle verdi strade irlandesi? Irish stew, stufato di montone. O per le vias verdes iberiche? Allora morro rebozado en salsa de cerveza, vale a dire musetto di vitello alla birra. Ehi, ma la birra non se la fanno mai mancare quelli di Upcycle! Ed ecco fare dunque la sua comparsa l’oste, il birraio: perché Roberto Peia, nelle sue molte vite – giornalista, scrittore, fondatore degli Urban Bike Messengers Milano e, anche lui, promotore dell’avventura di Upcycle – fa anche l’oste. Parcheggiata la fissa, si piazza alla spina e spilla. Spilla e ascolta. E poi registra. E poi racconta. Le ricette della Fra hanno infatti, qualche volta, come condimento fabulatorio, i racconti di Roberto. Scene di ordinaria ciclabilità, avventure di lunga gittata, amori, malintesi, memorie. Sempre ad alto tasso ciclabile (e qualche volta alcolico…).

Un biciricettario, dunque. Ci sono piatti dedicati alle grandi corse: dal Tour alla Roubaix, dall’Eroica alla Vuelta; e poi ricette ispirate ai grandi nomi tutelari della storia del ciclismo: Bartali, Alfonsina Strada, Francesco Moser. Quella che mi piace di più sono I raggi molli, reinterpretazione dei classicissimi spaghetti, con salvia e limone, che viene tenuta a battesimo da due guru della telaistica come da Faliero e Alberto Masi. E ci sono le ricette per prepararsi veri cibi da bici, quelli che si possono portare appresso nelle scampagnate fuori porta, in famiglia o con la morosa o il moroso; e quelli, corroboranti, che si infilano nei tasconi delle maglie proprio per scongiurate le temibilissimi crisi di fame. Le storie di Peia da El sciur Ambroeus e l’Americana a Eubiga, Fulgenzio e il piccione di Maspes, da Capire Rome per Froome a La Dama Rossa, fanno da gustoso condimento.

Insomma, Baccani e Peia, attenti a quei due. Veniteli a scoprire giovedì sera, ore 21, ovviamente all’Upcycle Milano Bike Café di via Ampère. Per il momento accontetatevi di questo booktrailer.

Dalla-padella-alla-bici_cop-03

 

 

Una risposta

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.