Si può viaggiare nella fantasia restando immobili come statue accarezzate dall’aria tiepida di una primavera che non arriva mai senza essere annunciata! Lei, la primavera, è una bicicletta che corre leggera e suadente tra campi di margherite e cieli rossi per andare in fondo al mondo, là dove l’autunno è andato a confessare i suoi peccati e l’inverno è stanco di dovere dare alla gente un motivo ancora per innamorarsi!

Si può viaggiare con la fantasia senza avere l’ansia della realtà, restando fermi, accovacciati  in un angolo di mondo dove non passa mai nessuno, là dove i silenzi sono farfalle di un’estate provocante e i rumori sono acqua che scivola solitaria verso un mare mai conosciuto!
Andare, esplorare, rivivere e toccare infiniti cieli e nuvole passeggere che ondeggiano pigre in un disegno astratto che si fa capolavoro ogni momento, in ogni movimento…Viaggiare oltre le idee, aldilà delle intuizioni, sopra le asperità delle menzogne per toccare quei cieli con un dito e potere finalmente dire di avere visto dio!

Si può viaggiare insieme alla fantasia guardando l’orizzonte come fosse un quadro ancora profumato di colore, restando appollaiati sulla sella di una bicicletta sino a che un tramonto indiscreto e curioso non ci riporti indietro, là dove le notti sono buie e le albe arrivano sempre puntuali e profumano di orchidea e di gelsomino mentre la terra si fa bella per incontrare un nuovo giorno…E se sarà l’ultimo, allora che sia uno di quei giorni che solo la primavera sa inventare!

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