Di Gian Paolo Grossi

 

Tra i sei itinerari proposti e percorsi dal Mantova Bike Festival durante la prima edizione appena andata agli archivi, non sono state le pedalate con destinazione Sabbioneta o Peschiera del Garda a raccogliere il maggior numero di adesioni tra appassionati e turisti occasionali, e nemmeno le gite fuori porta per il Santuario delle Grazie o sul perimetro dei laghi che abbracciano la città di Virgilio. Sono stati bensì gli argini dei fiumi Mincio e Po a stuzzicare maggiormente la curiosità dell’escursionista a due ruote, trasportato a spingersi dall’incanto del capoluogo sino alle bellezze di San Benedetto Po e del suo complesso monastico Polironiano, che lo rende uno dei borghi più affascinanti d’Italia.

La conca di Governolo

La conca di Governolo

Una quarantina di chilometri in tutto, inframmezzati all’ora di pranzo da una degustazione di specialità locali a Governolo, frazione di Roncoferraro, presso l’accogliente Ostello dei Concari. Il ritorno? A bordo della motonave Andes, per ammirare in assoluto relax la moderna conca di sollevamento costruita tra Mincio e Po. Ma è il caso di procedere con ordine, perché proprio il passato di Governolo offre un paio di episodi che meritano di essere raccontati. E’ qui che nell’anno 452 avrebbe avuto luogo l’incontro tra papa Leone I e Attila che fermò le incursioni del condottiero unno.

Foto di gruppo all'Ostello dei Concari, durante il Mantova Bike festival

Foto di gruppo all’Ostello dei Concari, durante il Mantova Bike festival

Durante la conquista dell’Italia Attila si fermò sul Po, nella località tramandata col nome di Ager Ambulejus ed il fatto che anticamente Governolo fosse indicata come Ambuletumrafforza le ipotesi sul fatto che l’incontro ebbe luogo effettivamente nel suo territorio. Qui incontrò un’ambasciata formata dal prefetto Trigezio, il console Avienno e papa Leone I, scelto per negoziare con il re degli Unni. Attila accolse la delegazione romana, negoziò la ritirata e in cambio volle avere come sposa Onoria, la sorella dell’imperatore, ma dopo l’incontro ritirò con le proprie truppe senza pretese né sulla mano di Onoria, né sulle terre in precedenza reclamate. L’importante incontro storico viene ricordato dai contemporanei dell’epoca, che tuttavia non ci lasciano delle precisioni topografiche dell’evento. A contendere a Governolo lo scenario dell’incontro c’è Salionze sul Mincio (nel territorio di Valeggio, laddove il fiume esce dal lago di Garda – e, si badi, non ci si riferisce più al crocevia con il Po) ma le argomentazioni della frazione veneta sono troppo deboli e la sede mantovana resta la più accreditata. Ai governolesi, in fondo, basta il fatto che in Vaticano, nella Sala delle mappe cinquecentesche affrescate, il territorio mantovano presenti la località Governolo, dove è disegnato sopra lo storico incontro di Papa Leone con Attila. Fatta luce su questo importante episodio (completato nel 1614 dall’arrivo delle reliquie del Papa, divenuto santo e dalla realizzazione di un dipinto di Francesco Borgani che raffigura l’incontro di Papa Leone con Attila, tutt’ora visibile nella sagrestia della chiesa parrocchiale danneggiata dal terremoto del 2012), a Governolo merita una visita l’interessante “Museo del fiume e Conca del Bertazzolo” che rappresenta, tra le due sponde del tratto terminale del Mincio prima dello sfocio in Po, la cultura delle acque e della loro regolazione dai secoli passati a oggi.

Ciclisti a San Benedetto Po, presso il Polirone

Ciclisti a San Benedetto Po, presso il Polirone

Proseguendo lungo l’argine del fiume, il tragitto per San Benedetto Po non è certo impegnativo. La storia del comune dell’Oltrepo mantovano è legata inscindibilmente con la nascita, la vita, lo sviluppo e la soppressione napoleonica dell’abbazia del Polirone, uno dei siti cluniacensi più importanti tra i più di mille che sorsero nell’Europa medievale. Il monastero fu fondato da Tedaldo di Canossa nel 1007. L’attività del monastero ha avuto continuità fino a quando Napoleone – il 9 marzo 1797 – ne decise la soppressione. Nel 1336 per consentire la bonifica della zona di San Benedetto Po fu effettuata la deviazione del Secchia facendolo sboccare il Po a Mirasole, mentre nel 1565 furono costruiti degli argini per la difesa dalle inondazioni del grande fiume, una risorsa ma anche una minaccia in passato per gli abitanti del luogo. Oggi San Benedetto Po è importante centro turistico, conosciuto per la visita del complesso monastico, della imponente basilica giuliesca, del Museo Civico Polironiano con le sue raccolte etnografiche e per le eccellenze enogastronomiche.
Assistiti da un sole benaugurante, con temperature pressoché estive, gli oltre sessanta aderenti all’itinerario più richiesto tra quelli del Mantova Bike Festival hanno apprezzato doveri e piaceri. Dandosi appuntamento al prossimo anno. Che dopotutto è già domani.

 

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