Da amore nasce amore, spesso per cose e persone di cui non avevi mai immaginato di poter condividere un pezzetto di vita. Per una donna, poi, un uomo arriva a fare le cose più incredibili, o semplicemente cose normali che, poi, si rivelano speciali.

Amore in ciclofficina, sembra non potere trovare spazio in tutta quella ruggine: eppure, tra un vecchio rottame e una specialissima da far tornare in vita, può nascere qualcosa. Questo è un film che parte da lì, da ruote che cigolano e vecchi telai. Nano e Fausto parla d’amore, ma non come lo si può immaginare: è una pellicola realizzata a Ferrara nel 2006 da Adriano Sforzi e che nel corso degli anni ha ottenuto premi e riconoscimenti, senza che il grande pubblico e, soprattutto, i tanti appassionati di bici, se ne siano accorti. Ma si è sempre in tempo per riscoprire un bel lavoro come questo.

Fausto (Tommaso Ramenghi) crede di poter stare vicino a Sonia (Marjie Van Poelje) ed invece si ritrova nella piccola bottega di Gino detto “Nano” (Oreliano Tagliati), tra biciclette da aggiustare, sogni di gloria spezzati e vecchie radiocronache di Coppi e Bartali.

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