Di Michela Moretti

Raccontare le emozioni provate a Gaiole durante il percorso dell’Eroica non é semplice: sono passata dal credere di essere folle alla consapevolezza di farcela. Prima dell’Eroica non avevo mai affrontato percorsi superiori a 3 chilometri e mai le strade bianche: anche il percorso più breve, di 38 km, sino al sabato pomeriggio mi spaventava, ma una volta salita in sella è stato un turbinio di sensazioni, pensieri ed emozioni.

10486639_10204841550223090_6391524383143582479_nLa prima sensazione provata in sella di quella bicicletta degli anni 70, alle 8,30 del mattino, è stata il freddo terribile che mi avvolgeva nonostante il completo di lana da ciclista d’altri tempi. E poi non dimentico il silenzio: mentre ero lì a pedalare e a sperare di scaldarmi, ho pensato alle imprese leggendarie del mio bisnonno che partiva in piena notte. Ho pensato a quanto fosse stato eroico già solo per quello. Con i miei pensieri, ero già arrivata alla prima salita, quando le sensazioni sono sono cambiate: il tepore del sole ha iniziato a riscaldarmi.

E poi, eccola, la prima strada bianca, la salita per il castello di Brolio, i lumini per terra, la polvere, la ghiaia, i tornanti che sembravano non finire: arrivata alla sommità mi si è aperto il cuore, un panorama mozzafiato. Non c’ero solo io, in quel momento: ho visto transitare i veri Eroici, 3 ciclisti disabili, e mi è venuto spontaneo incitarli e applaudirli.

Dal castello ho affrontato la mia prima discesa sterrata: lì per lì ho temuto di non farcela, ma poi mi sono buttata, incitata dai miei splendidi compagni di avventura. Più passavano i chilometri e più sapevo che sarei arrivata alla fine, che avrei affrontato con grinta e determinazione quel percorso, orgogliosa del mio passato, entusiasta dell’esperienza che stavo vivendo. E non nascondo di aver pensato che, forse, lassù in quel cielo azzurro, il mio bisnonno e il mio nonno, sarebbero stati orgogliosi di me: ho vissuto sulla mia pelle quanto il ciclismo sia uno sport di cuore, testa e gambe. Determinazione e passione! Sole, sudore, polvere ma anche il profumo di mosto tra i filari.

Nonno Costante, il Campionissimo del ciclismo eroico

Nonno Costante, il Campionissimo del ciclismo eroico

Eccomi con Michela Piccioni e Massimo Poggio, miei compagni d'avventura

Eccomi con Michela Piccioni e Massimo Poggio, miei compagni d’avventura

Ero già agli ultimi chilometri, non potevo mollare, le gambe hanno iniziato ad essere pesanti e quel falso piano prima di arrivare a Gaiole sembrava non finire mai: dopo il bivio per entrare in paese, quando sono passata sotto lo striscione del traguardo, non mi vergogno a dirlo, mi sono commossa.

Questa è l’emozione che mi regala il ciclismo, un brivido che parte dallo stomaco, passa dal cuore e arriva alla gola: la mia esperienza è stata una sfida contro i miei limiti, le mie paure, le mie insicurezze. E ora posso dire di aver vinto! Il prossimo anno, è sicuro, sarò di nuovo all’Eroica!

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