Estate inoltrata ed è tempo di Trittico Lombardo: per molti anni, la Coppa Bernocchi, l’Agostoni e la Tre Valli sono state il terreno che fugava gli ultimi dubbi del commissario tecnico della Nazionale italiana, in vista degli imminenti Campionati del mondo.

Tra Pro Tour, calendari globalizzati e altre logiche internazionali, oggi le cose sono un po’ cambiate, ma queste storiche classiche del ciclismo italiano, mantengono il loro fascino, seppur meno blasonate del passato.

Tenere in vita quelle classiche, è un po’ come tenere in vita il ciclismo italiano che, oggi, nonostante il trionfo di Nibali, soffre i problemi di budget e burocrazia per organizzare le corse e per gestire le squadre.

 

coppi-atomicoFausto, il più grande a onorare la Tre Valli

La più impegnativa tra le corse lombarde del trittico è ed era senza dubbio la Tre Valli Varesine: una corsa antica, che oggi resiste alla crisi, ma nacque novantacinque anni fa in mezzo a ben altre difficoltà economiche, tanto che la prima medaglia d’oro che sarebbe dovuta andare al vincitore, fu offerta dal giornale ”Cronaca Prealpina” soltanto il giorno precedente quella prima edizione: era il 1919 e, se non fosse andata così, forse questa corsa non sarebbe mai partita ed oggi non la conosceremmo.
Per la cronaca, in quel 1919 vinse Pierino Bestetti, un buon dilettante che staccò il gruppo sulle rampe del Marchirolo: da professionista, poi, vinse due tappe al Giro e fu il primo il primo italiano a salire sul podio della Parigi-Roubaix nell’edizione del 1925.
Il prestigio e la popolarità della Tre Valli Varesine, disputata tra laghi e montagne, andò a crescere rapidamente: ci fu un corridore, in particolare, che alla Tre Valli teneva davvero tanto e che ad ogni sua partecipazione cercò di onorarla dando tutto quello che aveva in corpo, il suo nome era Fausto Coppi. Nonostante lui fosse piemontese, il Campionissimo nutriva un affetto nei confronti della Tre Valli, come se fosse un atleta di quelle terre.

Il primo vincitore della Tre Valli, Pierino Bestetti

Il primo vincitore della Tre Valli, Pierino Bestetti

Nel 1939 (anno in cui Varese avrebbe dovuto ospitare il Mondiale poi cancellato dalla guerra) Coppi partecipò alla Tre Valli per corridori indipendenti, una sorta di sorella minore rispetto a quella dei professionisti, e naturalmente trionfò, andando in fuga sulla Grantola e arrivando all’Ippodromo con quasi 7 minuti di margine. Come premio, Fausto ricevette un tubolare, promessogli il giorno precedente la gara da Lorenzo Bronzi, titolare di un negozio di bici “Ganna”, colpito da quel ragazzo magro che curiosava con gli occhi sgranati tra telai, ruote e manubri.
Fausto Coppi vinse tre edizioni della classica varesina, nel 1941 nel 1948 e nel 1955.
Nel 1941 Coppi, già famoso e recordman dell’ora, riuscì ad avere la meglio sul favorito Olimpio Bizzi già vincitore di due edizioni, e nel 55 s’impose nell’unica edizione disputata a cronometro.
Fu però nel 1948 che ebbe luogo quello che si dice sia stato il momento più infuocato della rivalità tra Coppi e Bartali; in quell’otto agosto, la folla era in delirio e qualche scaramuccia tra le varie tifoserie aveva scaldato gli animi fin dal mattino.
Coppi cadde al primo giro e perde sul gruppo quattro minuti e mezzo, al terzo giro rientrò, ma nel frattempo, approfittando di un Coppi stanco per il recupero, andarono in fuga Biagioni, Pasquini, Simonini, Fondelli, Alfredo Martini, Vito Ortelli e Toni Bevilacqua.
Gazzetta 8 9 agosto 1948Fausto prese fiato e con Bartali tentò di riprendere la fuga: a 23 chilometri dall’arrivo, i due raggiunsero i battistrada e da quel momento cominciarono a bisticciare. In volata, Fausto ebbe la meglio su Ginettaccio per pochi centimetri. Volarono parole grosse nel dopocorsa, qualche maligno insinuò che quella sia stata l’unica volta in cui i massaggiatori dovettero dividerli.
Qualche giorno dopo, al Mondiale di Valkenburg, la battaglia continuò: Fausto e Gino si fecero la guerra proprio non riuscivano a fare squadra, in quella Nazionale, tanto che la Federazione italiana dopo qualche giorno decise di squalificarli per un mese.

La Tre Valli del 1948 fu un’edizione che verrà ricordata come il punto più alto della rivalità tra i due campioni.

Da segnalare una piccola curiosità: il grande Alfredo Martini, scomparso da poco, credendo di aver già vinto la volata stava già togliendo le mani dal manubrio per alzare le braccia in trionfo, ma non aveva fatto i conti con la folla che improvvisamente si strinse troppo sulla strada…Martini fu beffato da quei due fenomeni che stavano sopraggiungendo da dietro, a velocità folle: Alfredo lo dirà qualche anno dopo in un’intervista a Sergio Zavoli, quei due signori arrivavano da un altro pianeta.

cino Cinelli tre valle 1940

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