La bicicletta è uno strumento di pace, è la rivoluzione che non uccide, ma apre gli occhi a un’altra dimensione del mondo. Purtroppo, in molti Paesi, non ci sono alternative, la pace non esiste, oppure è un miraggio nei pensieri della gente. Il Pakistan, agli occhi di un bambino, è una terra da esplorare e dominare, in sella a una bicicletta. Ogni bambino nutre sogni che conserva per sempre: uno di questi, in tutto il mondo, è la bicicletta. Andare in bicicletta è il primo sogno di quasi ogni bambino. Tillu, il protagonista di questo film, è un bambino di otto anni e supplica, quasi all’infinito, suo fratello maggiore Sameer d’insegnargli ad andare in bicicletta. Ma senza il permesso della madre, Tillu non riesce a coronare quel sogno: un’attesa che si prolunga, andare in bicicletta è un miraggio. Finché il grande giorno arriva: Barhat Kamma, il regista, cattura le emozioni del piccolo Tillu. In un mondo difficile, tremendo, assurdo, dal quale vien voglia di fuggire, con rabbia. A colpi di pedale.

Bicycle è un film di qualche anno fa, del 2008, ma merita di essere visto: le riflessioni, purtroppo, rimangono attuali, in una realtà che è cambiata davvero poco. Troppo poco.

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