Superare le cadute, la pioggia, il pavé della Roubaix, le Alpi e i Pirenei. E la prova contro il tempo. Per niente da scalatori quel tic tac tic tac. Superare il timido calore dei francesi assatanati per il secondo e terzo posto dei loro girini. Come se il podio del #TDF, alla fine, fosse la cosa più importante. L’unica. Non per il chi lo Vince ma per les deux autres. Non la vittoria, ma il secondo e il terzo posto. Ma c’è da capirli. Sono francesi e hanno aspettato tanto (dopo 17 anni da Virenque!). Noblesse oblige fino in fondo.

Noi invece siamo italiani. E giù a canticchiare odiosi quella canzone di Paolo Conte… per tre settimane almeno. Facendoli arrabbiare. E su a scrivere avidi di Bartali come Nibali. Di Gimondi come Nibali. Persino di Roche come Nibali. Ma. Nibali è Nibali. Anzi adesso è Nibalì con l’accento sulla i. E alla fine, mettendoci l’accento,  quel cognome come tanti, di gente semplice proveniente da Sicilia (ma anche Toscana persino Svizzera), dal BelPaeseTutto, insomma, è il cognome di un Vincenzo, Vince, Enzino, che diventa re, roi, asceta. Primo!

@vincenzonibali

@vincenzonibali

Con la maglia azzurrina Astana (diciamo la verità: che cattivo gusto! ma si vede che non conta la moda quando si deve vincere e faticare, vero?). Con quel giallo che fa a pugni e quel tricolore da criticare, troppo poco tricolore qui, troppo poca Italia là. Tutti però, come da copione, poi in un attimo a salire ben saldi sul carro del vincitore. Roi Nibali! E noi lo sapevamo. Il re del Tour de France è lui. E noi italiani a gongolare. Ci voleva dai. Tu ci stai. Io ci sto.

Sui Social la spontaneità paga forse di più. Ed è vera. Reale. Fatta di followers prima durante e dopo (adesso, che è dopo, sono molti di più, è normale!). Una spontaneità fatta di battute, segnalazioni, incitamenti e condivisioni. Di sorrisi gentili. Quelli che ci regala Vincenzo Nibali, mai troppi e mai forzati. Come le parole. Quel grazie in italiano e in francese, anche in inglese twittato il giorno dopo è fatto anch’esso con garbo. Glielo avranno scritto quelli dello staff ma anche se fosse… chissene, perché Nibali è un signore, un signore in giallo, che ci fa cinguettare tutti felici anche sui Social. E ci piace. Piace.

BuGmHK8CEAIj_XI#Nibali condivide unisce aggrega (e in bici, attenzione, aggredisce!. Nibali sveglia un’Italia che aveva ritirato, offesa marcia dal Mondiale del pallone andato a qual paese, il tricolore dai balconi e così i nostri Salvo e Ric Van Magren (quelli della #direttaeurosport per gradire e abbiamo gradito) hanno inventato un tweet che è diventato un tormentone e ha fatto bene a tutti: #bandieragialla. Incitava dalla telecronaca, mai banale, il nostro Riccardo Magrini, uno che ne ha fatte e viste tante nel ciclismo: su bici e su ammiraglia. Il tweet #bandieragialla ha così funzionato. Ti ha fatto sorridere ogni giorno di più.

Come ha funzionato la Gazza, la tua compagna di sempre. Che da rosa è stata dipinta di giallo. Rimbalza la notizia sui Social: Vincenzo Nibali trionfa al Tour de France e raggiunge l’Olimpo del ciclismo essendo uno dei pochissimi, insieme con Felice Gimondi, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Jacques Anquetil e Alberto Contador, ad aver vinto tutti e 3 i Grandi Giri (Vuelta, Tour e Giro d’Italia). Dopo l’ultima vittoria in Francia targata Marco Pantani, torna un italiano a trionfare sugli Champs-Èlysèe.

La Gazzetta dello Sport, per celebrarlo, gli ha dedicato la prima pagina del giorno dei festeggiamenti, colorandola di giallo. L’hashtag #Nibali è stato twittato 17mila volte e quello #TDF, dedicato al Tour, è stato menzionato 207mila volte.

E se l’azzurrino astano fa a pugni con il gialloTour, anche il rosa sbatte non da meno. La moda può andare a farsi benedire. E chissene ancora una volta. Perché è bellissima la Gazza di Nibali. E non hai mai fatto festa così tanto quando all’edicola ti hanno consegnato la copia originale. «Sapevo che saresti passata di corsa, che questa volta la volevi e non ti saresti accontentata di quella sul tuo iPad! Eccola qui. Grande Nibali». Te la consegna così come un cimelo il tuo edicolante di fiducia, Il Gian, interista in eterna sofferenza e vero appassionato di ciclismo. Di grande ciclismo.  Te la sei presa fra le mani fresca di stampa, la Gazza Gialla e Rosa. The color cycling. L’hai annusata anche un po’. Come se avesse avuto in sé il profumo di Parigi. Sapeva di Tour. Delle cadute che purtroppo hanno messo fuori uso due grandi protagonisti come Froome e Contador. Sapeva di pioggia, quanta pioggia, sulle strade della Grande Boucle. Di quella giornata epica sul pavé con Nibali cannibale e meraviglioso. Sapeva di Alpi e di Pirenei. E di quel podio, calcato in punta di piedi da quel siciliano gentile, ebbro dei baci consegnati puntuali subito dopo il traguardo alla sua minuscola Emma, discreta anche lei. Fra le braccia di Donna Rachele. Con papà Salvatore Nibali, che non stava più nella pelle sotto un largo cappello da parigino.

Una famiglia siciliana a Parigi. In festa. L’inno di Mameli e giù lacrime e brividi.  Per un Tour da incorniciare per tutti. Italiani e Francesi. Per il ciclismo: redivivo? Ma quando mai era morto, signori? Per l’Italia e l’Italietta che non ci credeva. Anche per tutti quelli che han guadagnato colonne sui giornali e sono riusciti sempre a mettere qua e là qualche dubbio (che tristezza non saper partecipare in pieno alla festa).

Per i tifosi, tanti tifosi. Che in versione moderna sono poi anche followers. Followers in giallo. E sono tanti. Il #TDF fa il pieno. Anche la Gazza che se ne esce (e fa bene!) con il suo ashtagh #gazzettagialla conquista i suoi fan a suon di numeri in edicola e anche sui Social. Con 66mila impression. In quelle settimane di Tour de France, puntuale per l’abbuffata cannibalesca, ha debuttato sui tablet anche la Digital Edition di Gazzetta Gold e anche lì è tutto giallo. Pinna Gialla. Tutto Tour di Nibali.

Sogno o son desta? Il ciclismo di Vincenzo Vuelta Giro e Tour, uno per volta (ma poi chissà), ha vinto tutto. Vuelta, Giro e Tour, proprio vero. Ha i modi di Gimondi e in bici ricorda un po’ Roche. Potrebbe volere anche il Mondiale. E ct Davide Cassani ne è solo felice. Il ciclismo, oggi, è Nibali. E non è fantasia social. È solo un bel momento. #Sapevatelo

Curiosità canarine dal #TDF ∗ – Tour de France in volata su Twitter.  Dopo tre settimane dense di competizione, gioia, lacrime e pedalate, il 101esimo Tour de France (#TDF) ha incoronato finalmente il suo vincitore: @vincenzonibali. Ecco come è stata vissuta la corsa su Twitter. Il 28 luglio 2014 il corridore italiano @VincenzoNibali ha festeggiato la sua prima vittoria del Tour de France, percorrendo gli Champs-Elysées indossando la maglia gialla e battendo i francesi @jice_peraud e @ThibautPinot.

È stata un’edizione del Tour de France che ha visto la maggior parte dei corridori condividere giorno dopo giorno le proprie emozioni su Twitter: fortunati tifosi che sul posto hanno aspettato per giorni il passaggio del gruppo, hanno condiviso in tempo reale su Twitter la loro speciale prospettiva sul Tour, direttamente dalla prima fila. Sono volate foto e commenti. Bellissimo. Una condivisione da Trionfo. All’Arc!

A fare da volano su Twitter e sui social  la gara in strada, in TV o live dal proprio smartphone. Tutto ha contribuito a far decollare gli ascolti: anche i contenuti puntuali (chapau) offerti da @letour che hanno incoraggiato chiunque seguisse il gruppo a partecipare alla conversazione, incluse le squadre, gli ex ciclisti, i giornalisti e i telespettatori. I fan.

La conversazione su questo Tour de France 2014 ha generato più di 3,75 milioni di Tweet in totale! La Top 3 delle tappe del Tour più twittate: 1. Tappa n. 5 Gerardmer / Mulhouse (9 luglio), che ha visto Chris Froome (@ChrisFroome) ritirarsi dalla competizione. 2. Tappa n. 10 Mulhouse / La Planche des Belles Filles (14 luglio), che ha visto Alberto Contador (@albertocontador) ritirarsi dalla competizione. 3. Tappa n. 1 Leeds / Harrogate (5 luglio), la partenza del Tour de France dalla Gran Bretagna.

Ecco la top 10 dei corridori su Twitter. In ordine di podio: 1. @vincenzonibali – Vincenzo Nibali (Italia); 2. @jice_peraud – Jean-Christophe Peraud (Francia); 3. @ThibautPinot – Thibaut Pinot (Francia); 4. @alejanvalverde – Alejandro Valverde (Spagna); 5. @tejay_van – Tejay Van Garderen (USA); 6. @romainbardet – Romain Bardet (Francia); 7. @hzubeldia – Haimar Zubeldia (Spagna); 8. @LeopoldKonig – Leopold Koenig (Repubblica Ceca); 9. @laurenstendam – Laurens Ten Dam (Olanda); 10. @BaukeMollema – Bauke Mollema (Olanda).

I corridori che hanno ottenuto un maggior incremento di followers durante la competizione sono stati:  1. @tejay_van – Tejay Van Garderen (USA) +104%; 2. @jice_peraud – Jean-Christophe Peraud (Francia) +65%; 3. @vincenzonibali – Vincenzo Nibali (Italia) +29%; 4. @ThibautPinot – Thibaut Pinot (Francia) +26%; 5. @alejanvalverde – Alejandro Valverde (Spagna) +11%.

I complimenti a Vincenzo Nibali – La vittoria di Vincenzo è stata una grande emozione, anche perché era da ben 16 anni che un italiano non vinceva il Tour. Celebrità e personaggi illustri hanno voluto complimentarsi personalmente con il corridore, attraverso Tweet di entusiasmo: il premier Matteo Renzi il 24 luglio ha twittato: Mamma mia, Nibali #chapeau; Lorenzo Jovanotti ha usato instagram: nibalì egalité fraternité biciclé ed infine Fernando Alonso ha scritto: complimenti! Giro Vuelta Tour #legend.

∗ dalla cartella stampa di Twitter sul #TDF

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