Di Gian Paolo Grossi

Se pedalare sulle rive dei laghi di Mantova allieta la vista, rilassa la mente, ma forse – causa ridottissimo chilometraggio – non sazia del tutto la fame di cicloturismo, nemmeno di quello vissuto in pieno relax, allungare l’itinerario sino al santuario della Beata Vergine Maria delle Grazie è ciò che fa al caso dell’appassionato escursionista su due ruote. Tra le destinazioni circoscritte all’area del capoluogo, la ciclopedonale che collega Mantova a Grazie di Curtatone, idealmente dedicata a Learco Guerra, è senza dubbio la più allettante, nonché la più battuta nel tempo libero dalle famiglie durante le lunghe giornate festive di primavera ed estate, al mattino presto o al calar del sole. Che si parta dalla darsena di Porto Catena o dal circolo Canottieri Mincio a Cittadella l’obiettivo comune è quello di proseguire lungo la sponda nord del lago Superiore sino al parco pubblico di Belfiore e, una volta lì giunti, imboccare la nuova pista ciclabile per le Grazie, appena cinque chilometri più a nord-ovest.

50_programmihp_vallidelmincio_grazie_4480780Il percorso, inaugurato per la tradizionale Fiera dell’Assunta tenutasi a cavallo di Ferragosto dello scorso anno, presta attenzione alle condizioni di sicurezza dei ciclisti e valorizza (sino alla frazione di Rivalta sul Mincio e dunque ben oltre l’abitato di Grazie) il paesaggio naturalistico del Parco del Mincio e la sua splendida vocazione ambientale. Ma è appunto entrando alle Grazie e percorrendo uno stretto passaggio tra case antiche e variopinte sino a ritrovarsi all’improvviso in una vasta piazza, che il ciclista occasionale ha il dovere di fermarsi sul sagrato per ammirare il santuario in tutta la sua bellezza ed intrigante unicità.
Realizzato in stile gotico-lombardo agli inizi del XV secolo attorno ad un piccolo altare su cui sorgeva l’immagine di una Madonna con Bambino, fu trasformato in un tempio votivo due secoli più tardi da Francesco Gonzaga, per grazia ricevuta dalla Vergine Maria che aveva fatto cessare l’epidemia di peste diffusasi nel Mantovano. Divenuta presto popolare meta di pellegrinaggi, la chiesa fu arricchita di un oratorio, una biblioteca, un convento ed una scuola, oltre che di manichini di cartapesta alloggiati all’interno di nicchie laterali ricavate sotto la volta e rappresentanti condannati a morte sopravvissuti per intercessione mariana. 183936115-0892682c-c45a-4fce-964d-a43f90508eacAlcune di queste figure, completamente restaurate in occasione del Giubileo dell’anno 2000, vestivano preziose armature, uniche nel loro genere ed ora trasferite nel Museo Diocesano cittadino. Un coccodrillo imbalsamato, anch’esso opera di recente restauro, è appeso da almeno quattro secoli al soffitto della navata; la sua origine è incerta, come pure il significato della sua collocazione, anche se è probabile che ciò rappresenti un monito contro il male. L’atmosfera suggestiva che si respira all’interno del tempio è creata nondimeno dalle decorazioni alle pareti, con modellini anatomici in cera di parti del corpo umano a richiamare eventi di guarigione miracolosa (ex voto).
Soddisfatta la curiosità del cicloturista con una visita nella ricca sagrestia del santuario e preso piacevolmente atto che nella giornata di Ferragosto il sagrato si trasforma in un tappeto di dipinti ispirati da immagini sacre, non resta che rimettersi in sella e costeggiare la stradina in discesa che lambisce la chiesa e porta al fiume Mincio. Da lì si potrà scegliere se fare ritorno a Mantova via ciclabile o concedersi un paio d’ore di relax con la navigazione del fiume proposta da “I barcaioli del Mincio”, un’escursione eccellente dal punto di vista naturalistico tra distese di ninfee, fiori di loto (consigliabile nel periodo più bello della fioritura, all’inizio dell’estate e altrettanto lo è la prenotazione in anticipo) ed una fauna (famiglie di cigni tra i canneti, falchetti reali, cormorani, nidi di aironi) lussureggiante. Particolare tutt’altro che trascurabile, oltre alla cortesia dei barcaioli nell’illustrare nel silenzio del Mincio la storia e l’ecosistema del luogo, è la possibilità di trasportare le biciclette sui mezzi di navigazione, sino al rientro in una Mantova che si specchia nelle acque dei suoi laghi.
217Il percorso lungo la ciclabile che dalla città porta al santuario delle Grazie sarà uno dei sei itinerari su due ruote allestiti in occasione della prima edizione del Mantova Bike Festival, in programma il 26 e 27 settembre prossimi. Una ghiotta opportunità per gli amanti del cicloturismo per ammirare il profilo della città da un insolito punto di vista, alleggerendo il traffico sul tratto stradale e scoprendo i segreti di un luogo religioso tanto insolito quanto universalmente apprezzato.

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