Henry Miller diceva che il suo amico migliore era una bicicletta! Interessante affermazione! Una bicicletta che diventa un amico ( e non un’amica!)… Eppure la bicicletta è femmina ed è inevitabile che il femminile declini la sua esistenza storica e culturale nella società! E allora perché Miller sostiene e con fervore, che questa amicizia è in un qualche modo “maschia”? Non lo sapremo mai! Il nostro scrittore ribelle ed entusiasta della vita, questo speranzoso nichilista rimasto eternamente giovane ci propone un’altra delle sue mitiche visioni e lo fa usando la bicicletta, l’amico di una vita, appunto, il fedele compagno di avveniristiche avventure forse mai vissute!

Anti-moderno per eccellenza, agguerrito nemico di ogni tabu e paladino del caos, Miller sintetizza in una frase di una sua celebre intervista, questo rapporto “contro” tra l’attualità figlia del modernismo e il presente, prodotto naturale della modernità!

Chissà, forse la bicicletta per questo amante del misticismo e della passione, è stata un punto di riferimento in un cammino percorso in tutte le direzioni o forse per Miller la bicicletta non era altro che il simbolo assoluto della libertà di pensiero, di movimento e di esaltazione, ingranaggi indispensabili per un’avventura letteraria in perfetto equilibrio con le parole: come le ruote di una bicicletta!

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