Reportage di Lorenzo Franzetti (testi e foto)

Piazza Unità d’Italia, il salotto meraviglioso di Trieste. Festa del Giro, tripudio di color giallo, rosso e blu: «Arriba Colombia!» Gente felice, che si sente a casa, anche se la loro terra è a migliaia di chilometri di distanza: la comunità colombiana piange di gioia e si emoziona per Quintana e Uràn.

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Il più felice, orgoglioso, è Andrès Botero, ministro dello sport della Colombia.  Nairo in trionfo è il massaggio più bello da mandare a un intero paese: «Non soltanto ai colombiani, ma a tutto il mondo – spiega il ministro-. Questa è la più bella immagine della nuova Colombia. Avevamo una brutta fama, nel mondo, fino a qualche anno fa. Ora, questi messaggi positivi, aiutano, sono importanti. Per questo  governo colombiano appoggia totalmente gli investimenti nello sport e, in particolare nel ciclismo». 

Sognava di diventare corridore, da bambino, e invece ha studiato negli Stati Uniti, ha girato il mondo e, poi, è tornato, per dare il suo apporto al cambiamento, in Colombia: «Le nuove generazione hanno bisogno di esempi a cui ispirarsi. Io sono felice perché il trionfo del ciclismo colombiano è un momento alto per la storia dello sport, ma ciò che conta è l’esempio. Nairo è l’emblema: un ragazzo umile, che ha ottenuto il suo successo, grazie ai sacrifici e all’impegno. Un ragazzo che trionfa nel mondo, partendo da un piccolo paese povero, è un grande esempio per i ragazzi colombiani».

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Il ministro Botero sta vivendo sul posto, l’emozione più bella del ciclismo colombiano. Nella capitale, il presidente Juan Manuel Santos segue alla radio e alla tivù, ma non ha mancato di telefonare personalmente a Nairo Quintana, per complimentarsi con lui.

Il ciclismo come metafora della vita, il ciclismo che prova a sconfiggere il suo passato drogato. Le analogie con la nuova Colombia ci sono eccome. I colombiani felici, in piazza a Trieste, forse non se ne rendono conto, ma la loro gioia, attorno a Nairo, è l’immagine di un popolo che si rialza e si prende la rivincita, con la gioia nel cuore. A Bogotà, come a Medellin, a Cali come a Duitama, mentre Nairo Quintana indossa la maglia rosa, c’è un intero paese che si sente orgoglioso. Nelle piazze di Tunja e Combita, nelle regioni più povere, le piazze si riempiono di gente in festa. In onore dei loro fratelli che, spingendo sui pedali, senza temere la fatica, sono arrivati in cima al mondo.

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